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Perugia, l’arte tra storia e cronaca con “Salon des Refusés” di Marco Baldicchi

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Perugia, l’arte tra storia e cronaca con “Salon des Refusés” di Marco Baldicchi

Redazione cultura
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PERUGIA – Salon des Refusés questo il titolo dell’azione di Marco Baldicchi alla Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Il titolo – si legge in una nota ABA – risulta emblematico, per il luogo scelto, che richiama il famoso Salon des refusés del 1863 in cui esposero artisti rifiutati dalla cultura ufficiale dell’Académie des Beaux Arts di Parigi. Ma la scelta non è casuale.

“Durante l’azione – spiega il professor Aldo Iori che ha curato l’evento – l’artista ha utilizzato l’emergency blanket, la coperta isotermica, quindi un elemento di protezione, sistemato sopra le statue per dare vita ad una azione dal duplice significato: come protezione dell’arte, che in questo momento deve essere protetta perché vilipesa, dimenticata, ma allo stesso momento ci ricorda il Salone des Refusés”, i saloni dell’800 dove esposero gli artisti rifiutati dalle accademie. In questo caso siamo dentro un’accademia, quindi ci si fa carico sia delle statue del passato che nel memorizzare la situazione anche impellente dei rifiutati di oggi: i migranti”. Baldicchi ha così rivelato la sua doppia posizione nei confronti della realtà e della storia: da una parte lo spirito civile che prende posizione di fronte a fatti che coinvolgono l’Italia e l’Europa in un serrato e a volte conflittuale confronto tra civiltà differenti, dall’altra la necessità di schierarsi sempre a difesa dell’arte del passato, continuamente attaccata e rifiutata e che quindi necessita di continue attenzioni e cure. L’azione verrà replicata in altre importanti gipsoteche italiane.

Marco Baldicchi (Città di Castello PG, 1963), vive e lavora a Città di Castello. Fondatore o co-fondatore di varie associazioni culturali ha organizzato e partecipato a numerosi eventi di teatro, di arti figurative, di ricerca storica. Ha collaborato con lo studio del Maestro Nuvolo dal 2002 fino alla sua scomparsa. Da alcuni anni ha orientato il proprio lavoro verso ambiti specifici nei quali l’immagine si lega alla memoria, alla poesia e al luogo ove l’immagine accade; Marco Baldicchi “abbandona i mezzi tradizionali della pittura per avventurarsi, con i nuovi, verso l’obiettivo di dare forma alle intuizioni dell’immaginario, secondo l’impulso poetico” (Bruno Corà, 2006). Tra le mostre personali e azioni, si ricordano: “Io alle mie comodità non ci rinuncio!” (Città di Castello, 2006); “L’ultima ombra” (Sansepolcro, 31 luglio 2009); “Ogni sorriso” (Umbertide, giugno 2012); “Civitas Dolens” (Citerna, 2014). Recentemente ha partecipato a “Violenti Confini” (Pinacoteca di Città di Castello, 2017) e realizzato l’azione “acqua pura poesia” (Perugia, 2017). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

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