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La protesta di alcuni ristoratori: a Perugia consegnate le chiavi a Romizi

Perugia Cronaca e Attualità

La protesta di alcuni ristoratori: a Perugia consegnate le chiavi a Romizi

Redazione
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Romizi con i ristoratori
Romizi con i ristoratori

PERUGIA – Saracinesche alzate, insegne e luci accese dei locali “per l’ultima volta” ieri sera e consegna, questa mattina, delle chiavi delle attività al sindaco con la richiesta di rovesciarle sui tavoli del governo: a Perugia – come in altri comuni dell’Umbria – è andata in scena la protesta di 12 locali del centro storico, tra ristoranti, bar e pizzerie che hanno aderito a ‘Risorgiamo Italia’. Manifestazione nazionale di protesta, indetta dal Mio (Movimento imprese ospitalità) e organizzata dai movimenti di imprenditori del mondo Horeca e dei locali di pubblico spettacolo. Obiettivo anche per gli imprenditori umbri è alzare la voce “per dimostrare che esistiamo e che siamo pronti a ripartire visto che il Covid-19 in Umbria è stato molto più contenuto che in altre regioni”.

Sindaco  “È stato un gesto potente e pieno di significato – ha commentato il sindaco – perché quelle chiavi raccontano storie, fatte di sudore, di quotidianità, di traguardi, di grandi sacrifici ma anche di speranze». «Le vostre preoccupazioni – ha aggiunto – sono anche le mie, in quanto cittadino e amministratore di questa città. E pur avendo chiaro l’obiettivo dell’uscita in sicurezza dalla pandemia, dobbiamo tenere in altissima considerazione i temi e le questioni che riguardano l’intero tessuto socio-economico della nostra comunità, individuando tutte le misure che consentano di sostenerlo fino alla completa ripartenza di tutte le attività”.

Chi ha aderito Questi i locali che hanno aderito con le luci accese di notte e la consegna delle chiavi: Il balestruccio, Centova caffè, Ristorante da Peppone, Lo spuntino del ghiottone, La terrazza del gusto, Tiger bar, Gelateria La terrazza, Torrefazione Ramazzano, Gelateria Ikebana, Pinturicchio caffè, Antica norcineria, Al tartufo, L’arte della pizza, Enicaffè, Regina, Bistrot, Il barbacco, Pasticceria etrusca, Jolly bar, Ristorante Ferrari, Lunabar Ferrari, Ristorante Buonenuove, Lo chalet, Amore per la picca centro, Amore per la pizza Braceria, Pizzorante Napule è, Osteria Pappabona, Hogan’s, Biancorosso, Dea bendata caffè, La serra, Il cantinone, Notorius, Il bacio, Antica salumeria Ferro di cavallo, Il pollastro, Bad King, Osteria Tinca’nto, Central bar borsalino, Antica Trattoria San Lorenzo, Non solo caffè, Gusto, Il testone, Burger & fry, L’acciuga.

Vissani Anche Gianfranco Vissani ha consegnato, in modo simbolico, le chiavi del proprio ristorante di Baschi al sindaco del comune umbro, Damiano Bernardini, nell’ ambito della mobilitazione nazionale ‘Risorgiamo Italia’. Con lui lui una delegazione di sette operatori locali. “Questo virus a volte è meno pericoloso dell’indifferenza di chi non vuole comprendere le esigenze nazionali e locali di un intero settore in ginocchio” hanno scritto Vissani e gli altri ristoratori in una lettera consegnata al sindaco. “Sappiamo che il Governo non ha soldi, ma ci deve ascoltare – ha detto Vissani in un video postato sui social  -. Non dobbiamo leccarci le ferite, dobbiamo essere concreti». «Ci siamo rotti – aggiunge – di questa situazione, mascherine o non mascherine, per piacere, siamo più obiettivi. Dovremo riguardare un po’ i prezzi, fare una cucina meno sofisticata? Aspettiamo, vediamo, intanto diamo un segno positivo alla nostra Italia”.

 

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