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Perugia, ‘La poltrona vuota’ per sostenere i lavoratori dello spettacolo

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Perugia, ‘La poltrona vuota’ per sostenere i lavoratori dello spettacolo

Francesca Cecchini
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PERUGIA – Presentata ieri a palazzo della Penna a Perugia la campagna di comunicazione che accompagna l’iniziativa ‘La poltrona vuota’, volta a sostenere i lavoratori dello spettacolo e dell’intrattenimento che in questo periodo di emergenza sanitaria sono tra i più penalizzati dalle restrizioni dettate dalla necessità di organizzare concerti e rappresentazioni nel rispetto del distanziamento.

Promosso dal Lions Club Perugia Maest à delle Volte, e sposato immediatamente dal Comune di Perugia, il progetto è stato illustrato dall’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano e prevede la possibilità , con un semplice clic, di acquistare una o più poltrone lasciate vuote per rispetto del distanziamento sociale. Basta accedere alla pagina www.lapoltronavuota.it oppure effettuare un versamento bancario all ’ IBAN IT18G0707503007000000622921 del Lions Club Perugia Maestà delle Volte indicando lo spettacolo prescelto (QUI la lista degli spettacoli e la modalità di donazione).

“La campagna di donazione parte subito, dal 28 ottobre, con lo spettacolo “Guerra e pace” del Teatro Stabile dell’ Umbria, che è il primo partner dell’ iniziativa e un po’ il faro del mondo dello spettacolo della nostra regione”, ha detto Varasano, invitando “tutti i perugini che hanno a cuore la cultura, il teatro e la musica nella nostra città a partecipare numerosi”.

La Presidente del Lions Club Perugia Maestà delle Volte, Francesca Cencetti, ha ribadito l’ importanza di mantenere vivo e vitale il tessuto culturale della nostra città continuando a frequentare i teatri, che sono comunque luoghi sicuri e controllati, ma anche inventando nuove forme di sostegno a distanza come, appunto, “La poltrona vuota”.

Nino Marino, direttore del TSU, ha tenuto a ricordare che “lo spettacolo, la musica e ogni forma d’arte costituiscono il primo antidoto allo smarrimento, quando non proprio alla depressione, che facilmente possono insorgere nelle persone in momenti in cui la socialità e la condivisione sono così duramente messe alla prova”.

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