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Perugia, la Lega attacca su una nuova moschea a Ponte Felcino e il centrodestra sui soldi concessi ai migranti dalla Regione

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Perugia, la Lega attacca su una nuova moschea a Ponte Felcino e il centrodestra sui soldi concessi ai migranti dalla Regione

Redazione politica
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Immigrati in un centro di prima accoglienza

PERUGIA – Immigrazione, fronte di scontro. Prima al Comune di Perugia e poi in Regione. Si parte da Perugia. “A Ponte Felcino, in via Trota, vicino al plesso scolastico locale e non lontano dall’ostello che accoglie immigrati, potrebbe essere aperto un nuovo centro culturale islamico”. La Lega va all’attacco, con Gianluca Drusian e i parlamentari Riccardo Augusto Marchetti, Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Simone Pillon e Donatella Tesei, e chiede al sindaco Andrea Romizi “un intervento immediato per impedire questa scellerata operazione”.

Situazione “In queste situazioni usare il condizionale è d’obbligo – è detto in una nota – ma abbiamo elementi concreti per supporre la chiusura dell’attuale centro culturale islamico di Ponte Felcino per aprirne uno più grande. Il tutto verrebbe ufficializzato con un atto di compravendita stipulato tra il proprietario del capannone e la comunità islamica locale. Come accaduto per Umbertide e Marsciano, anche in questo caso si gioca sull’equivoco: si chiedono i permessi per l’apertura di un nuovo centro culturale islamico ma di fatto siamo di fronte ad una vera e propria moschea”.

Realtà “Ponte Felcino è già una realtà complessa: tra droga, pestaggi e imam espulsi per incitamento al terrorismo. Era il 2007 quando venne smantellata una cellula terroristica gravitante attorno alla moschea locale, “Al Nour” al cui interno sorgeva una ‘scuola di terrorismo’, per formare militanti jihadisti. Come Lega cercheremmo – sottolineano i parlamentari – di bloccare con ogni mezzo lecito, l’apertura: ci auguriamo che anche il sindaco si interessarsi di persona, se necessario alzeremo le barricate per impedire che la comunità di Ponte Felcino venga di nuovo messa sotto scacco da una comunità, quella islamica, che fatica ad integrarsi e che la cronaca ha più volte associato a correnti terroristiche”. Il sindaco Romizi, insomma, è avvisato.

Soldi ai migranti  Ma la polemica non è finita qui, perché il centrodestra attacca la Regione che destina circa mille euro ai Comuni per ogni immigrato tagliato fuori dal sistema di accoglienza a causa della legge Salvini (con una modifica al Testo unico di sanità e servizi sociali).

Delibera Si parte subito con 70 mila euro nel 2019. La delibera 110 del 4 febbraio è stata preadottata dalla Giunta regionale. Con un nuovo articolo, il 264 bis, la Regione vuole tutelare i migranti che risiedono o dimorano in Umbria, che non godono dell’accoglienza e che si sono trovati in condizione di bisogno anche a causa dell’entrata in vigore delle nuove regole.

Squarta Per il consigliere regionale Marco Squarta (Fdi – portavoce del centrodestra) “questi fondi, destinati ai progetti dei Comuni e rivolti ai soggetti in condizione di bisogno, sarebbero stati meglio investiti nel campo del welfare e delle misure a sostegno delle famiglie umbre, le cui condizioni di vita continuano a peggiorare”. Squarta valuta “inopportuna e opinabile la decisione della Giunta Marini ed annuncia che “il centrodestra ostacolerà in ogni modo l’approvazione di queste misure”.

Saltamartini “Impensabile sottrarre 70mila euro di risorse pubbliche destinate agli umbri e finanziare progetti di assistenza per gli immigrati”, afferma il commissario Lega Terni, Barbara Saltamartini. “La Regione Umbria prosegue nella sua personale battaglia politica contro il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini – prosegue la Saltamartini in una nota – ma ad esserne penalizzati sono ancora una volta i cittadini”. Ed anche per il capogruppo della Lega nel Consiglio regionale umbro, Emanuele Fiorini, si tratta di “una decisione insensata, uno schiaffo ai cittadini umbri”: il consigliere invita quindi la presidente Marini a “tornare sui propri passi e ad utilizzare i 70 mila euro per alcune delle vere priorità dell” Umbria“.

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