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Perugia, la Cgil attacca la Regione: “Manca analisi delle difficoltà”

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, la Cgil attacca la Regione: “Manca analisi delle difficoltà”

Redazione economia
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Filippo Ciavaglia
Filippo Ciavaglia
PERUGIA – La Cgil non ci sta e va all’attacco della Regione. Il sindacato boccia senza appello boccia il Documento di economia e finanza varato dalla giunta regionale e approvato nei giorni scorsi a Palazzo Cesaroni. “Manca un’analisi all’altezza sulle difficoltà strutturali dell’Umbria – ha detto giovedì nel corso di una conferenza stampa Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia – che è invece essenziale per mettere poi le importanti risorse a disposizione, dai fondi europei a quelli per le aree di crisi, dalle aree interne al dopo terremoto, al servizio di un progetto di rilancio complessivo che guardi prima di tutto alla creazione di lavoro, stabile e di qualità”. La conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il resto della segreteria regionale (Vanda Scarpelli, Elisabetta Masciarri, Roberto Panico e Giuliana Renelli), è servita per fare il punto sul 2018 e per dare le prime indicazioni in vista del 2019.

 

Negativo Sulla creazione di posti di lavoro di qualità Ciavaglia ha spiegato che “il 2018 si è caratterizzato per un altro fattore fortemente negativo, cioè la dilagante precarietà del lavoro: solo il 20% circa delle nuove assunzioni in Umbria avviene con contratti a tempo indeterminato. Ma senza stabilità e qualità del lavoro non è possibile invertire la tendenza al declino – ha aggiunto il segretario – per questo chiediamo investimenti in infrastrutture, welfare, e servizi. Se il 2018 lo abbiamo dovuto giocare in difesa, il 2019 dovrà essere l’anno del contrattacco per le persone che rappresentiamo”. Il 2018 intanto – “un anno di grande difficoltà, nel quale il sindacato è stato costretto a giocare per lo più in difesa, visto l’andamento economico e occupazionale ancora negativo, le tante vertenze aziendali, le difficoltà del post-terremoto e in generale un arretramento delle condizioni economiche e sociali delle cittadine e dei cittadini umbri» – si chiuderà all’insegna della mobilitazione”.

Mobilitazione Venerdì infatti “saremo in piazza a Perugia, come nel resto d’Italia, con i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per dire no all’ultima vessazione imposta dal governo in finanziaria contro i pensionati, con il blocco delle rivalutazioni”. A gennaio poi “è già stata decisa una grande mobilitazione nazionale dei tre sindacati contro una manovra sbagliata, miope e recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi”. Investimenti che servirebbero isecondo la Cgil “per invertire la tendenza di un quadro territoriale che resta assolutamente preoccupante. Fatte salve alcune note eccellenze, come il polo dell’aerospazio di Foligno, e poche altre realtà in espansione – ha detto ancora Ciavaglia – il territorio provinciale resta in grandissima difficoltà, a partire da situazioni critiche come quella di Spoleto, dove è in atto una vera e propria deindustrializzazione, che si va ad aggiungere agli effetti negativi del terremoto, rispetto al quale – ha sottolineato per l’ennesima volta il segretario della Cgil provinciale – i ritardi e le lentezze sono evidenti”.

Capoluogo Un accenno è stato riservato durante la conferenza stampa anche alla situazione del capoluogo di regione: “Il declino di Perugia continua – sostiene il sindacato – come testimoniato anche dal drastico declassamento subito nell’ultima classifica del Sole24Ore sulla qualità della vita. Per di più, alcune nuove vertenze aziendali che si sono aperte nell’ultimo periodo nel Perugino (Balcke Dürr, AstaLegale.net, Molini Fagioli e così via) mettono a rischio altre centinaia di posti di lavoro”.

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