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Perugia, inaugurati gli spazi espositivi recuperati della Gipsoteca

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Perugia, inaugurati gli spazi espositivi recuperati della Gipsoteca

Redazione cultura
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PERUGIA – E’ stato presentato gli scorsi giorni nell’aula Magna dell’Università degli Studi di Perugia, successivamente a palazzo Pontani – dove è allestita la collezione di gessi – il lavoro di restauro delle opere della Gipsoteca dell’Unipg. L’inaugurazione degli spazi espositivi della gipsoteca, nonché il restauro e la presentazione della significativa collezione di gessi, costituiscono un ulteriore tassello nella valorizzazione del patrimonio artistico e storico dell’Ateneo, “che – si legge in una nota dell’Unipg – abbiamo inteso far uscire da un avvilente anonimato al fine di condividerlo con la cittadinanza ha detto il Magnifico Rettore Franco Moriconi. I notevoli sforzi profusi con il prezioso coordinamento del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici, arricchiscono la città di un vero e proprio Polo museale universitario, in grado di attrarre visitatori di ogni tipo”.

Strumento “La Gipsoteca non è solo uno strumento di lavoro per gli studenti che frequentano i corsi di Archeologia, ma anche aula didattica in cui si tengono conferenze e seminari – ha rilevato Cristina Galassi, direttore del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici (Cams) dell’Università di Perugia – Il restauro conservativo dei gessi e il recupero della struttura ospitante la Gipsoteca rappresentano un notevole traguardo per il CAMS, poiché i 280 m 2 di superficie disponibili al pubblico vanno ad aggiungersi, in Città, alla superficie fruibile dell’Orto medievale e dell’Orto botanico localizzati presso il complesso abbaziale di San Pietro, rendendo pienamente disponibile una raccolta di calchi preziosa, patrimonio comune della cultura europea. Gipsoteca di Ateneo che dialoga con quella dell’Accademia delle Belle Arti e con la Galleria Nazionale dell’Umbria”.

Raccolta “La raccolta – ha spiegato il professor Gian Luca Grassigli del Dipartimento di lettere-lingue, letterature e civiltà antiche e moderne – nacque con un dichiarato scopo didattico, sull’esempio di altre più antiche raccolte universitarie, in particolare del nord Europa, ma era figlia, un poco tardiva, anche di uno spirito erudita e collezionista che per secoli aveva alimentato la produzione e il commercio di calchi delle più celebri opere dell’antichità. Nobilitata dalla presenza di pezzi di grande impatto emotivo, quali il Laocoonte, e di straordinaria perizia tecnica, come la possente personificazione del Nilo, la collezione è arricchita da alcune testimonianze relative alla tradizione umbra, rappresentata da alcuni calchi di reperti etruschi e tardo-romani, oltre che dalle repliche in cemento del Leone e del Grifo simboli della città di Perugia”.

Lavori Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, e Antonella Pinna, dirigente del Servizio Musei, Archivi e Biblioteche della Regione Umbria, hanno evidenziato come nel 2016, grazie ad un contributo del Sistema Museale Regionale cofinanziato dall’Ateneo di Perugia (Bando L.R. n. 24/2003 Sistema museale regionale – Programma Annuale 2015), sia stato possibile intervenire sulle opere della collezione al fine di conservarle in modo idoneo tramite una serie di attività di pulitura, consolidamento e restauro. Lavori di conservazione che sono stati illustrati da Elena Mercanti, restauratrice della CBC-Cooperativa restauro e conservazione Beni Culturali, Roma, presente insieme alla collega Paola Mancini.

Alla cerimonia sono inoltre intervenuti Teresa Maria Severini, assessore municipale alla cultura, turismo ed università, che ha portato il saluto di Andrea Romizi, sindaco di Perugia, Claudia Mazzeschi, direttore del Fissuf, Mario Tosti, direttore del Dipartimento di lettere-lingue, letterature e civiltà antiche e moderne. Presenti, fra gli altri, il Questore Giuseppe Bisogno, il Maggiore Guido Barbieri, nuovo comandante del Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, la dottoressa Tiziana Bonaceto, direttore generale dell’Ateneo perugino.

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Visione Le opere della Gipsoteca offrono della una visione antologica dei capolavori dei maestri dell’antichità classica e permette di esaminare copie di oltre 85 opere, tra le più significative della scultura antica, di arte greca, etrusca e romana. La collezione creata tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso per volontà di Filippo Magi, allora Direttore dell’Istituto di Archeologia dell’Ateneo. Egli si avvalse dell’opera del formatore romano Luigi Mercatali, che lavorava per i Musei Varicani, di cui lo stesso Magi era Direttore, nonché del formatore perugino Roberto Cappelletti, che non solo collaborò al restauro e alla sistemazione di una serie di opere, ma eseguì direttamente una serie di calchi. Ora tornano alla piena fruizione del pubblico grazie anche agli spazi che sono stati recuperati ad opera dell’Ufficio tecnico dell’Ateneo con fondi dell’Università degli Studi di Perugia.