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Perugia, in sala al PostMod il capolavoro restaurato “Io e Annie”

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Perugia, in sala al PostMod il capolavoro restaurato “Io e Annie”

Redazione cultura
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foto Fra Cecchini

PERUGIA – Arriva in sala in versione restaurata, al PostModernissimo di Perugia i prossimi 14 e 15 maggio, uno dei più grandi capolavori di Woody Allen: Io e Annie. Il film del 1974 rappresenta un punto di svolta nella poetica del regista newyorchese, una rivoluzione comica e allo stesso tempo una disintegrazione romantica. Woody Allen, come Chaplin, scopre il proprio talento nel padroneggiare il riso e il pathos dando inizio alla leggenda. Io e Annie è stato restaurato in 4K da Sony Columbia lo scorso anno, con la supervisione dello stesso regista; del resto si tratta forse del film più palesemente autobiografico di Allen, con il quale ha ottenuto 5 Premi Oscar e 1 Golden Globe. Al centro della narrazione la sincopata storia d’amore tra Alvy e Annie, sullo sfondo di “cartoline newyorkesi degli anni Settanta” che oggi stringono e fanno bene al cuore: glamour femminile fatto di larghi pantaloni, fragilità eccentrica e dipendenza farmacologica, i palcoscenici off del Village, Marshall MacLuhan in fila al cinema. Quando i due protagonisti si baciano contro lo skyline visto dal Franklin Delano Roosevelt Drive comincia ufficialmente l’era Woody Allen, autore senza uguali della commedia cinematografica moderna. Una splendida occasione per rivedere sul grande schermo anche Diane Keaton, l’Annie del film. Le proiezioni, in programma alle 19.30, saranno in versione originale (inglese) con sottotitoli in italiano.

Intanto prosegue la rassegna cinematografica dedicata alla Resistenza, Primavera. Un programma che pesca tra le opere del passato che hanno celebrato questo fondamentale periodo, ormai a oltre di 70 anni di distanza, e titoli contemporanei che offrono visioni importanti su “altre resistenze”. Tra questi Binxet – Sotto il confine, documentario di Luigi D’Alife che sarà proiettato martedì 15 maggio alle 21.30 alla presenza del regista. Un viaggio tra vita e morte, tra dignità e dolore, lotta e libertà, lungo i 911 km del confine turco-siriano. Da una parte l’ISIS, dall’altra la Turchia di Erdogan: in mezzo il confine e una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica. E’ su questa striscia di terra che si gioca la partita più importante: la battaglia contro Daesh, il controllo e la chiusura del confine su cui si basa l’accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva ed autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all’idea di essere diviso dai confini. Binxet racconta storie di uomini, donne e bambini che sono l’immagine del non arrendersi.

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