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Perugia, illumunazione pubblica a Citelum: ok con polemiche in consiglio comunale

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Perugia, illumunazione pubblica a Citelum: ok con polemiche in consiglio comunale

Redazione politica
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L'aula del consiglio comunale

PERUGIA – Via libera a maggioranza da parte del Consiglio comunale di Perugia all’atto di indirizzo sull’organizzazione del servizio di gestione della pubblica illuminazione, già approvato lo scorso 20 gennaio in commissione Bilancio. L’accordo fra Comune di Perugia e la parigina Citelum, è stato approvato dall’assise cittadina con i 18 voti della maggioranza. Alla votazione, infatti, non hanno preso parte ci consiglieri del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle.

Il progetto “Attualmente abbiamo 30mila punti luce -ha detto durante il suo intervento l’assessore Francesco Calabrese– con un consumo superiore ai 4 milioni di euro annui, mentre con le tecnologie attuali ormai sono possibili notevoli risparmi. Dall’altro lato, abbiamo riscontrato la necessità di rinnovare la pubblica illuminazione date le carenze strutturali che evidenziano 4mila pali da sostituire e 14mila corpi illuminanti le cui lampade sono fuori produzione, il che comporta la sostituzione dell’intero corpo”. Per l’assessore “tutta la città ne sarà interessata, in tempi rapidi di un anno, un anno e mezzo. Si tratta di un percorso che parte dal censimento e dalla conoscenza del territorio per arrivare ad un confronto conclusivo sulle azioni possibili, da cui la migliore soluzione è stata ritenuta la convenzione Consip sia per i costi che per i tempi di realizzazione dell’intervento. Alla fine -ha concluso- avremo un sistema di pubblica illuminazione moderno, collegato attraverso la fibra con un sistema di telecontrollo, l’abilitazione degli smart-services, un risparmio a bilancio di non meno i 500mila euro, una qualità dell’illuminazione elevata.”

Dibattito Ad aprire il dibattito è stato il capogruppo di Cor, Carmine Camicia, che non si è detto particolarmente “illuminato” da questo progetto che, a suo avviso, non è quel salto di qualità che i cittadini si sarebbero aspettati. “Altre aziende -ha sottolineato Camicia- avevano interesse a proporre alla città delle innovazioni, abbattendo i costi, ma tutte queste proposte non sono state prese in considerazione dagli uffici”.  Per il consigliere dem Mirabassi, la gara è sicuramente importante, ma “malgrado il grande lavoro degli uffici, il progetto non può essere condiviso proprio per la scelta politica”, perché “in un momento come questo di grave crisi economica -ha detto- la giunta, visto l’investimento di 32 milioni di euro, avrebbe dovuto tenere conto delle offerte di altre aziende, locali o nazionali, anziché di un’azienda francese seppur vincitrice della gara Consip”. Anche per il suo collega di partito Bori il rischio “non è solo che il comune vada a finanziare un’azienda francese anziché italiana, ma soprattutto che l’azienda estera subappalterà alle aziende locali, portando il profitto altrove e costringendo le aziende locali a lavorare a costi bassi. La gara ad evidenza pubblica avrebbe garantito, invece, da questo rischio e anzi avrebbe innescato nel territorio un circolo virtuoso investimenti-lavoro”. Dello stesso avviso anche la consigliera Emanuela Mori che, pur riconoscendo la necessità di una soluzione al problema della pubblica illuminazione, si è detta contraria alla scelta fatta dalla giunta di preferire la gara Consip a quella europea. Secondo la consigliera  Borghesi: “Non c’è stato nessun confronto con le associazioni di categoria, quindi chiedo di riportare la pratica in commissione e riaprire un dialogo con i rappresentanti del tessuto economico locale”. Di parere diverso, la consigliera di Crea Perugia, Angela Leonardi: “Con questo progetto andiamo a liberare risorse attraverso i consistenti risparmi che si otterranno e che rimarranno sul territorio. L’amministrazione ha il dovere di intervenire e di intervenire adesso”. Dello stesso avviso anche il capogruppo di Progetto Perugia Otello Numerini: “Non aderire a Consip -ha spiegato- avrebbe significato andare incontro ai controlli della Corte dei Conti”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Mignini è intervenuto per sottolineare come “il progetto rappresenti un’occasione di miglioramento della sicurezza e di decoro urbano della città, di efficientemente energetico e di risparmio per cui non può non essere condiviso”. Dello stesso avviso anche il capogruppo di Forza Italia Perari per il quale “l’amministrazione ha fatto un passo avanti in questo servizio. “Perugia ha avuto per anni una delle spese maggiori in Italia per la pubblica illuminazione”. Per la capogruppo M5S Rosetti, che ha ribadito il suo favore al progetto come già sottolineato in commissione, le perplessità nascono piuttosto dalla mancanza di proiezioni economiche più precise, oltre che sul fatto che si voglia far condividere al consiglio una specifica strada. “Andiamo a individuare uno specifico impegno economico -ha detto- che è qualcosa di più di un atto di indirizzo. Non è necessariamente la gara europea l’alternativa migliore, ma mi chiedo se siano state vagliate effettivamente tutti i percorsi per poter avere risparmi ulteriori. Il M5S sposa in toto il progetto, ma non abbiamo le proiezioni economiche che ci permettono di votarlo oggi”.

Respinto il ritorno in commissione Sottolineandone il carattere non strumentale, dunque, Rosetti ha presentato una mozione per rinviare la pratica in commissione e fare ulteriori valutazioni, anche in virtù delle opinioni espresse dagli altri colleghi di opposizione. La mozione di rinvio, messa subito in votazione, è stata però respinta con 12 voti a favore, 16 contrari e 1 astensione.

Pd e M5S non partecipano alla votazione Al termine del dibattito, ha preso la parola di nuovo l’assessore Calabrese per difendere fortemente la pratica: “Se c’è stata una pratica partecipata con la città è questa, anche all’interno della maggioranza stessa.” Sulla critica secondo cui i 32 milioni di euro andrebbero in Francia, Calabrese ha ribadito quanto già affermato in commissione, ovvero che “approvando oggi l’atto si passa da una spesa annua di 4,4 milioni, che per 9 anni fa circa 40 milioni di euro, a 32, con un risparmio di 8 milioni di euro che restano davvero sul territorio. Rispetto, invece, alla critica di non aver dato spazio alle imprese locali, l’assessore ha ricordato come non sia stato presentato un progetto locale che minimamente si avvicinasse a quelli delle aziende del settore arrivate da tutta Italia e dall’estero: “Abbiamo interloquito con molte imprese e non è facile immaginare che imprese locali avrebbero potuto aggiudicarsi una gara europea, perché non competitive rispetto ad altre realtà ben più grandi -ha sottolineato- Tuttavia a queste stesse imprese locali, assumendoci delle responsabilità importanti, abbiamo spiegato che le opportunità per l’economia locale ci sono all’interno del volume complessivo dell’operazione. Insomma, ha concluso, perseguiamo l’interesse generale senza penalizzare nessuno”. Finita la replica dell’assessore, il consigliere Mirabassi: “Non siamo convinti -ha detto, annunciando anche manifestazioni di protesta- della strada scelta e siamo certi, invece, che si poteva sicuramente fare meglio, anziché dare 32 milioni di euro a una società estera”. Anche per Rosetti “le perplessità rimangono, malgrado la strada sia quella giusta, per cui anche il Movimento 5 Stelle ha annunciato la non partecipazione al voto di oggi.

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