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Perugia, il Partito democratico dice addio alla storica sede di piazza della Repubblica: è subito polemica

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Perugia, il Partito democratico dice addio alla storica sede di piazza della Repubblica: è subito polemica

Redazione politica
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La sede Pd di piazza della Repubblica a Perugia

PERUGIA – Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra, Democratici di Sinistra, Partito Democratico. La storia della sinistra nazionale, umbra e perugina, è passata in questi anni anche dalla storica sede di piazza della Repubblica del partito fondato da Antonio Gramsci e dei suoi eredi diretti o indiretti che dir si voglia.

Il cambio Ebbene, la casa della sinistra umbra e perugina trasloca. Dopo mesi di indiscrezioni, chiacchiere e supposizioni, oggi è arrivato l’annuncio ufficiale: il Partito democratico dice addio a quello che è stato per tanti anni il suo fortino per accamparsi, subito dopo le festività natalizie, nella nuova sede in via Bonazzi. La decisione di mettere in vendita i locali, è stata dettata dalla situazione venutasi a creare all’interno della Fondazione ‘Pietro Conti dei Democratici di Sinistra dell’Umbria’ – nata poco prima dell’unione fra Ds e Margherita -, che al momento vede parecchi dei suoi membri all’interno di Articolo 1-Mdp, partito nato anno scorso dalla scissione dei delemian-bersaniani che mal sopportavano la gestione di Matteo Renzi.

Operazione “Abbiamo voluto fare un’operazione verità – ha sottolineato il segretario regionale Giacomo Leonelli – per evitare di creare confusione e per rispetto dei nostri iscritti”. “Il Pd – ha detto ancora – non è proprietario di nessun immobile, ma dove è presente lo è in virtù di contratti di comodato d’uso gratuito stipulati, per la stragrande maggioranza, dieci anni fa. A vantare diritti di proprietà – invece – è la Fondazione Pietro Conti”, nata quando Ds e Margherita sono confluiti in un unico soggetto politico, allo scopo di amministrare il patrimonio, immobile e mobile, dei Ds che, al pari della Margherita, non ha trasferito i suoi beni al Pd. Tanto che “nel 2008 – hanno ricordato il tesoriere Tosti e Leonelli – il regionale si era trasferito in corso Cavour”.

Fondazione “La vendita – ha spiegato Leonelli – è stata, dunque, decisa dalla Fondazione che ha fatto le sue valutazioni e che ci ha comunicato ufficialmente ieri che il contratto di comodato, per altro sottoscritto con il livello provinciale, sarà risolto a partire dal 31 dicembre per procedere alla vendita frazionata dell’immobile”.

Situazione Alla base, dunque, non ci sono incertezze finanziarie del Pd: “Abbiamo un bilancio solido e approvato all’unanimità – hanno detto i due – che si poggia per la quasi totalità sui trasferimenti volontari degli eletti e che ci consente, per quanto si sia ridotto, con la cancellazione del finanziamento pubblico, da 400mila a 150mila euro l’anno, di fare attività politica e di essere presenti sul territorio. Solo negli ultimi anni abbiamo contribuito a realizzare una Festa di grande qualità, con appuntamenti programmatici e formativi di rilievo, un percorso progettuale importante sulla bellezza e la qualità come nuovo modello di sviluppo dell’Umbria, un percorso partecipativo sul reddito di inclusione e decine di iniziative tematiche”. Non ci sono nemmeno eccessive tensioni con la Fondazione, “con la quale abbiamo un rapporto corretto e che, anzi, ha confermato, tramite il comitato di indirizzo, che le sedi in cui è presente il Pd in qualità di comodatario restano al Pd”. Fin qui quello che è stato. Sul futuro Leonelli ha annunciato di aver “dato mandato a dei legali di valutare tutto il percorso sin qui fatto, dalla costituzione della Fondazione a oggi, per assicurare chiarezza e trasparenza agli iscritti dei percorsi fatti “.

Richiesta Non solo. “Lo abbiamo annunciato informalmente e faremo richiesta ufficiale nei prossimi giorni: essendo quella dell’immobile di piazza della Repubblica una vendita frazionata, qualora la Fondazione decidesse di rimanere proprietaria di una porzione, uno dei livelli attualmente ospiti (comunale, provinciale e regionale) vorrebbe rimanere in qualità di comodatario”. Di più: “Abbiamo concordato un diritto di prelazione al momento della vendita dell’ultima porzione, qualora il gruppo dirigente che verrà dopo di noi, che siamo in scadenza nei prossimi mesi, decidesse di ricomprare parte degli degli spazi”. Non manca, evidentemente, un elemento emotivo: “Continuiamo a sentire questo luogo come parte della storia del Pd e ci siamo adoperati affinché in una qualche forma, seppure con spazi ridotti e non con le stesse funzioni, lo rimanga”, ha spiegato Tosti. “L’elemento affettivo è importante, non lo nego – ha aggiunto Leonelli – la mia vita politica è iniziata qui”.

Marini Duro il commento della presidente della Regione Catiuscia Marini che sulla sua pagina Facebook, non lascia spazio a dubbi: “Pietro Conti si starà rivoltando. Una vicenda immorale”.