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Perugia, il mondo di Manlio Bacosi in mostra a Palazzo della Penna

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Perugia, il mondo di Manlio Bacosi in mostra a Palazzo della Penna

Francesca Cecchini
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fotografia di Francesca Cecchini

PERUGIA – Più di 120 opere, tra pittura, scultura, ceramica e grafica, in esposizione al Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia da oggi (27 ottobre) fino al prossimo 3 dicembre nella mostra Bacosi. Astratto, informale, paesaggista a cura di Massimo Duranti e Andrea Baffoni, organizzata dal Comune di Perugia – Assessorato Cultura, Turismo, Università e Archivio Dottori, dedicata al grande artista perugino Manlio Bacosi. Proprio nella città di origine, Bacosi termina il percorso che ha attraversato già, seppur con un minor numero di opere, San Gemini e Terni.

Andrea Baffoni ci presenta la mostra

L’ntervento dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini

L’esposizione – si legge in una nota – è nata dall’esigenza di ricordare la figura umana ed artistica di Manlio Bacosi, personaggio significativo non solo per il capoluogo umbro, ma per tutta la regione, per la sua proiezione a livello nazionale ed internazionale, avendo realizzato una produzione molto elevata che è stata diffusa in tutta Europa e in Medio Oriente. La sua caratteristica è stata quella di essere molto popolare con le sue opere, i paesaggi in particolare, ma anche le ceramiche e le sculture, senza dimenticare la raffinata grafica, in tutti gli ambienti, da quelli più sofisticati a quelli più popolari. Questa trasversalità si è riflessa anche nella sua produzione, appunto, che annovera opere molto impegnative, accanto a una serie infinità di piccoli paesaggi che l’artista volle fossero alla portata economica di tutti. Questa mostra esplora, per la prima volta in maniera completa, la breve stagione post cubista, del tutto sconosciuta, con opere ritrovate del Comune di Perugia e della Regione Umbria, quindi, le più corpose esperienze informali, quando volle seguire autonomamente il Gruppo di Spoleto – che con l’informale si stava evidenziando a livello nazionale – con numerose opere inedite. Altresì, quasi sconosciuta la breve, ma intensa stagione dell’astratto, dove Bacosi sperimenta senza particolari riferimenti quel linguaggio, con opere, anch’esse inedite o poco note. Poi il paesaggismo con evidenti venature di surrealismo, in cui evoca la dolcezza della luce della sua terra: la verde Umbria. Caratteristica delle sue opere è una certa vibrazione di segni e i colori che fluttuano con mobilità fantasiosa planando sulla superficie del quadro creando un cliché inconfondibile. Ancora, le nature morte sono tra i suoi temi preferiti, come pure i paesaggi, afferrati al volo e risolti in volumi leggeri, aerei, in una sorta di euritmia musicale, dove il colore è giocato in un sapiente registro di tinte. Eclettico e curioso, Bacosi praticò con successo la ceramica, la scultura in ferro e fusione in bronzo, la pittura nei vecchi infissi, senza dimenticare la grafica. Il progetto espositivo è suddiviso in sezioni tematiche che mettono in evidenza i vari periodi storici e di esplorazione di tecniche linguaggi dell’artista: gli esordi fra post-cubismo e informale, le sintesi architettoniche anni Sessanta e Settanta, il paesaggismo anni Ottanta, la ceramica, la scultura ed infine la grafica.

 

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