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Perugia, il golden boy Romizi va allo scontro in mezzo a due fronti

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Perugia, il golden boy Romizi va allo scontro in mezzo a due fronti

Pinocchio
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Andrea Romizi

PERUGIA – Il ragazzo, seduto nell’ufficio nobile di palazzo dei Priori, sarà bravo come dice con ironia l’avversario Giubilei, ma di sicuro non stupido. E molto ecumenico e in fondo fino ad ora non gli ha portato male: aprire meno fronti di scontro possibili e tenere sempre a mente che in cuor suo la città rimane di sinistra. Molto sbiadita ma di sinistra. E il tutto fino ad oggi ha funzionato: fuori dalle mura del centro storico, lui ha capito che ci doveva andare perché altri lo volevano tutto indaffarato ad occuparsi di quel centro storico che dal punto di vista elettorale come diceva un sulfureo ma realistico Renato Locchi “vale quanto tre palazzi di Ponte San Giovanni”. E lui giù tavolate con le associazioni e giri con assessori e alcune volte anche con la consorte. Senza contare che proprio da Ponte San Giovanni vengono alcuni dei ragazzi-fedelissimi che in questi anni ha lavorato come infaticabili formiche per lui e che ora andranno nella lista di Forza Italia. Ma c’è un ma: questa volta non si potrà andare in battaglia sventolando la bandiera del cambiamento e soprattutto ci si ritrova a muovere dentro un quadro politico totalmente stravolto rispetto alla sfida con Boccali.

Rebus  La Lega forte dei numeri che conta di incassare nel voto di primavera, anche se per il momento senza strafare, ha già fatto capire che dagli assessorati alle aziende partecipate vuole dire la sua e soprattutto piazzare i suoi. Tutto legittimo, nessuno scandalo ma il sindaco ha capito da tempo che se le cose dovessero andare bene con una lega a gonfie vele il giorno dopo si troverebbe a mediare. Per obbligo. E questo nei ragionamenti che il sindaco fa con i più fidati viene percepito come un pericolo: le uscite sull’immigrazione come sui diritti civili del fronte leghista ma meglio dire sovranista, non gli piacciono. Evita di commentare ma questo è. E da questo punto di vista anche gli amici per la pelle di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco e Marco Squarta possono rassicurare fino ad un certo punto: il fronte sovranità a voce leghista a risucchiato anche il partito della Meloni anche se poi è vero che il giorno dopo il voto tutti si riposizioneranno abbassando i toni. Forse. Ma di sicuro sul lato destro Romizi è scoperto perché dentro quel campo capisce che per lui gli spazi di movimento sarebbero ridotti.

Azzurri A questo c’è da aggiungere che la casa originaria di Romizi, Forza Italia, non gode di buona salute elettorale: per molti osservatori del centrodestra la lista forzista che si presenterà alle elezioni comunali rischia di essere infarcita di tanto entusiasmo e buone intenzioni ma che alla fine i voti riportati a casa non siano molti. O comunque che non possano sbilanciare l’asse sovranità. Lui, sorride, taglia nastri e dice che non c’è problema che gli obbiettivi sono unici e che alla fine tutti torneranno sotto la sua ala. Forse c’è troppo ottimismo e per questo Romizi senza farsi troppo accorgere da ormai diverso tempo guarda con interesse e più di una punta di speranza alla lista ‘Progetto Perugia’ messa in piedi dai fratelli Filippo e Francesco Calabrese e da Pietro Laffranco. E il motivo è semplice.

Riequilibrio  Se l’esperimento dal punto di vista elettorale funziona, la lista di fatto diventerà il vero partito di Romizi: non è un caso che gli assessori Waguè, Varasano e Casaioli si siano andati a candidare proprio sotto le insegne di ‘Progetto Perugia’ e non un caso che dalle parti di palazzo dei Priori si pensi che solo questa lista è in grado non solo di raccattare voti tra i popolo moderato ma anche in quel bacino di sinistra perugina che per stanchezza o realismo non vede in Giubilei una vera e propria figura di dare una vera svolta e non tornare invece al solito tran tran dei soliti noti. Il ragionamento, ovvio che contano i numeri, da un punto di vista squisitamente politico non è affatto peregrino. E il tutto si innesta anche su una vela polemiche che dentro lo schieramento romiziano c’è: quella dei volti noti. Le ironie di sprecano: “Fratelli d’Italia e Lega pensano di raccogliere il consenso dei perugini candidando quelli che considerano perugini illustri, vedremo come andrà a finire…”. E allora non resta che aspettare il giudizio ultimo delle urne, sapendo che Andrea Romizi va allo scontro stando in mezzo a due fronti che lavorano per lui ma che hanno prospettive idee diametralmente opposte.

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