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Perugia, il complicato rapporto tra padre e figlio in scena alla sala Cutu

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Perugia, il complicato rapporto tra padre e figlio in scena alla sala Cutu

Redazione cultura
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foto di Manuela Giusto

SIPARIO UMBRIA – Prosegue alla sala Cutu di Perugia il cartellone in programma per la Stagione Indizi 2017/2018 di Teatro di Sacco. Sabato 16 dicembre alle ore 21 ad andare in scena sarà la compagnia Garofoli/Nexus con Giorgio, pièce che indaga il ruolo della figura paterna. Giorgio, che ha ricevuto due premi lo scorso settembre al Roma Fringe Festival 2017, è uno spettacolo fatto di teatro di parola, performance e installazione che trasforma la scena in spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e reinventare il futuro.

Note di regia – “Giorgio racconta il rapporto con mio padre. Un rapporto affettuoso e conflittuale che si è concluso nel 2008 per via del cancro e di cui rimangono decine di filmini, fotografie, album e scatoloni polverosi. L’archivio di famiglia mi ha così dato lo spunto per ricostruire una narrazione in bilico fra monologo e racconto, reportage e drammaturgia, biografia e fiction. Un lavoro taumaturgico, prima che drammaturgico, che procede per scossoni temporali e sfocia in epopea generazionale. Una generazione, quella dei millenials, cresciuta con i piedi in due staffe, fra il tramonto dell’analogico e l’ascesa del digitale. Ma anziché proporre l’ennesima “operazione nostalgia”, Giorgio reinventa il passato, cercando di trovare il vecchio nel nuovo e il nuovo nel vecchio. Ricordi e materiali d’archivio si intrecciano per decostruire l’onnipotenza paterna e il mito della città natale, Terni, emblema dell’Italia provinciale rimasta bloccata fra progresso e restaurazione. Integrandosi ai ritmi dei diversi media presenti in scena, il corpo attoriale è attraversato da continui sbilanciamenti e sovversioni posturali, producendo momenti di vera e propria installazione dalla forte carica performativa e narrativa. Si propone così allo spettatore un teatro che renda la memoria personale e collettiva uno spazio condiviso e conflittuale, operando un sabotaggio materiale e narrativo dell’immaginario personale e popolare, per rinegoziare il passato e reinventare il futuro”.

A partire da un testo drammaturgico inedito, Giorgio si serve di un linguaggio ibrido fatto di teatro di parola, performance e installazione per raccontare l’iniziazione alla vita adulta e l’ingresso della società italiana nel nuovo millennio. Questa narrazione “epica” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: l’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta; i mutamenti avvenuti a Terni, città natale dell’autore; la passione per la motocicletta, il volo e la montagna; fino allo scontro con la malattia e la morte. Lo spettacolo indaga con tono brillante il ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, esponendo l’archivio famigliare e mettendone in scena interpretazioni controfattuali e di autofiction. La performance ricalca questo approccio, proponendo un lavoro basato sulla sovversione radicale della posizione eretta e del baricentro, tramite l’uso di alcune tecniche e principi della danza hip-hop. Un corpo attoriale composto da intenzionalità che sgomitano fra loro, addestrato allo scioglimento delle posture date e delle leggi gravitazionali. Un “corpo-cyborg”, come lo definirebbe il filosofo cognitivo Andy Clark, “naturalmente” predisposto all’innervazione tecnica e culturale.

Prenotazioni: 320.6236109 – info@teatrodisacco.it

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