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Perugia, il caso del piccolo Joan arriva in Senato: presentata interrogazione al ministro Minniti

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Perugia, il caso del piccolo Joan arriva in Senato: presentata interrogazione al ministro Minniti

Redazione politica
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PERUGIA – Il caso del piccolo Joan – il bimbo con due mamme nato all’estero, a cui il Comune di Perugia ha negato i documenti – giunge sugli scranni di Palazzo Madama. Le senatrici umbre del Partito democratico, Valeria Cardinali e Nadia Ginetti, insieme ai colleghi Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice, hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti, nella quale viene chiesto al Governo di garantire un trattamento omogeneo per tutte le famiglie italiane composte da genitori dello stesso sesso. “Abbiamo quindi deciso di rivolgerci al Ministro dell’interno Minniti con una interrogazione parlamentare, in cui chiediamo al Viminale di di emettere una circolare che garantisca l’omogeneità di trattamento per tutte le famiglie omogenitoriali sul territorio italiano – scrivono in una nota i senatori democratici –  La mancata registrazione all’anagrafe – continuano – rappresenta la lesione di un diritto fondamentale all’identità del bambino il quale in assenza di una certificazione anagrafica risulta inesistente sul piano giuridico e sul piano dell’accesso ai servizi, una ingiustizia che va scongiurata spazzando via le incertezze e agevolando l’operato degli ufficiali di stato civile”.

Movimento 5 Stelle Secondo la portavoce del Movimento 5 Stelle al Comune di Perugia, Cristina Rosetti, il diniego della trascrizione è “un sbagliato sotto il profilo giuridico e altamente discriminatorio che impedisce al minore di esercitare i suoi diritti di cittadino italiano e di cittadinanza. Il mancato riconoscimento in Italia del rapporto di filiazione – prosegue Rosetti -, legalmente e pacificamente esistente in Spagna, infatti, finisce per determinare una incertezza giuridica, già stigmatizzata dalla Corte Europea dei Diritti Umani, ovvero una situazione giuridica claudicante che influisce negativamente sulla definizione dell’identità personale del minore, in considerazione delle conseguenze pregiudizievoli concernenti la possibilità, non solo di acquisire la cittadinanza italiana e i diritti ereditari, ma anche di circolare liberamente nel territorio italiano e di essere rappresentato dal genitore nei rapporti con le istituzioni italiane, al pari degli altri bambini e anche di coloro che, nati all’estero, abbiano ottenuto il riconoscimento negato al piccolo istante”. Inoltre il Movimento 5 stelle, onde intervenire con tempestività a tutela del minore “ha diffidato il Sindaco ad agire in autotutela, annullando il provvedimento di diniego e provvedendo prontamente alla trascrizione dell’atto di nascita. Rimane ben inteso che se dovessero avanzarsi, come è diritto degli istanti, richieste risarcitorie, le conseguenze dannose per l’Ente non potranno che porsi a carico dello stesso Sindaco, quale ufficiale di stato civile per la responsabilità che allo stesso fa capo nel caso di specie, anche in termini di culpa in vigilando”.

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