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Perugia, il cardinale Bassetti nel corso delle celebrazioni per San Lorenzo: “La politica usi mezzi buoni e giusti”

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Perugia, il cardinale Bassetti nel corso delle celebrazioni per San Lorenzo: “La politica usi mezzi buoni e giusti”

Redazione
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PERUGIA – “La carità, cosiddetta politica, che stimola le persone a mettere i propri talenti e le proprie energie a servizio del bene comune per la costruzione della città e dello Stato, deve nascere dal desiderio di servizio disinteressato. Ma non si potrà mai conseguire il bene comune se non con strumenti politici buoni e giusti”. Così l’ arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, stamani nell’ omelia della messa in cattedrale per la solennità di san Lorenzo.

Bene comune “Una città, una nazione, che invece che sulla solidarietà e sul bene comune tendesse a fondarsi sull’ egoismo e sul privilegio – ha esortato il porporato -, avrebbe smarrito il senso profondo del suo ruolo ordinatore e della sua finalità civilizzatrice e umanizzante”.

L’insegnamento di Papa Montini Citando Paolo VI, Bassetti ha evidenziato che “la carità deve investire la politica con la propria forza di illuminazione, energia di dedizione, capacità di servizio”. “Certo, tutto questo esige un impegno pedagogico ed educativo molto forte; ma se non si fossero mossi in questo senso i nostri padri, noi oggi non avremmo una Carta costituzionale, che rimane un orientamento sicuro”.

Il Patrono Secondo Bassetti la figura di San Lorenzo è talmente ricca e poliedrica che “i suoi insegnamenti indicano a tutti i credenti come essere fermento e “chiesa in uscita”, per la nostra città e la società in cui viviamo. Diceva 20 anni or sono il cardinale Carlo Maria Martini che la missione del cristiano che cammina nel mondo è quella che consiste nel rendersi disponibile al servizio, all’attenzione ad ogni persona e alla dedizione di sé agli altri fino al dono della vita. Sono parole che ritengo profondamente attuali per la nostra Chiesa e la nostra città”.

Niente scorciatoie “Non prendiamo scorciatoie – ha proseguito il capo della Chiesa perugino-pievese -, l’essere cristiani non caratterizzato soltanto dai doveri che abbiamo verso Dio o la nostra famiglia, ma dal vivere per gli altri e questo è il vero modo di mettere Dio al primo posto, come ha fatto San Lorenzo. San Lorenzo viveva dell’Eucaristia e questo lo portava non solo a donare il corpo di Cristo, ma anche il suo corpo e il suo sangue ai fratelli. La Chiesa non ha altri modi di essere presente nella società che vivendo la sua vocazione al servizio a partire dai piccoli, dai poveri, dallo straniero, dall’orfano e dalla vedova”.

 

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