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Perugia, il cardinale Bassetti ai giovani: “Siate portatori di primavera”

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Perugia, il cardinale Bassetti ai giovani: “Siate portatori di primavera”

Redazione
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PERUGIA – «La Quaresima è un cammino di conversione verso la Pasqua, è un incontro con una persona che per voi è il Signore risorto ed è proprio dell’incontro con Lui che stasera desidero parlarvi ed aprirvi il cuore». Con queste parole il cardinale Gualtiero Bassetti ha introdotto la celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri, nella serata del 14 febbraio, in una gremita chiesa dell’Università degli Studi di Perugia, non nascondendo la gioia nel vedere tanti studenti e spiegando loro cosa è la conversione. «E’ quel cammino che innanzitutto ci porta a volgere lo sguardo verso noi stessi – ha detto il cardinale –, ad istaurare un nuovo rapporto di fiducia con Dio mediante un ritorno a Cristo, amico della nostra vita e particolarmente amico dei giovani come dimostra il Vangelo. Egli vi invita ad uscire dalle mediocrità per fare di voi stessi qualcosa di grande. Dovete avere dei progetti grandi per la vostra persona. Gesù è il vostro Pastore, l’amico, la guida, conosce in profondità il vostro essere e il vostro destino. Lui solo, e non altri, può aprirvi al mistero di Dio».

Riconoscere Gesù «In questo nostro tempo così drammatico e pieno di incertezze, diceva il beato Paolo VI, voi giovani – ha chiesto Bassetti – siete davvero disposti a riconoscere Gesù come centro e cardine della vostra vita? Se è questo che desiderate, ecco il tempo favorevole e propizio della Quaresima per superare dubbi e incertezze e talvolta ambiguità in cui si agita la vostra e la nostra vita. Quanti valori, quante possibilità, capacità, speranze vedo nella vostra esistenza e, al tempo stesso, però vedo altrettanti motivi di crisi di idee, di progetti, di fede e di orientamento morale e di certezza anche circa il valore della vita stessa».

Delusione dagli adulti «Non mancano poi difficoltà e ritardi e non soltanto per colpa vostra – ha aggiunto il cardinale –, ma per la delusione che ricevete da noi adulti, circa quello che dovrebbe essere l’orientamento spirituale, professionale e sociale del vostro futuro. Vi resta difficile dai vostri comportamenti quella freschezza e quella vivacità che dovrebbero animarvi generosamente per impegnare la vostra esistenza».

Riscoperta della fede Avviandosi alla conclusione di queste «osservazioni», il cardinale ha sottolineato quanto oggi sia «fondamentale riscoprire Cristo, invocarlo umilmente e fermamente creduto. E’ l’unica roccia dove possiamo aggrapparci con sicurezza – ha evidenziato –. Un Cristo creduto non nella perpetua e pigra penombra del dubbio, ma nella limpida luce della gioia del Vangelo. Un Cristo che traspare per noi credenti in ogni volto umano e in ogni fratello bisognoso di giustizia, di aiuto, di amicizia e di amore. Vorrei proporvi stasera un Cristo vivo, pasquale, perché Lui è il Risorto, un Cristo che vi apra nuovi sentieri, nuove capacità e nuove prospettive per comunicare amore, gioia e pace. Questo è il compito del cristiano! Giovani universitari siate portatori di una primavera per questa nostra città, che vedo così languida, e per tutta l’Italia; portatori di una primavera di grazia, di bellezza, di bontà per la nostra società, perché sono tutti doni che avete dentro di voi e che delle volte, purtroppo, rimangono nascosti nella nostra vita. Sappiate che Cristo è per voi, è con voi oggi, domani, sempre. E sappiate fare della vostra vita una cosa seria, un tempo di pienezza e un dono di grande amore e che sia sempre un inno al creato e a Dio».