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Perugia ha il nuovo vescovo: racconto e FOTOGALLERY dell’ingresso di Ivan Maffeis

Don Ivan Maffeis inizia ufficialmente il suo ministero episcopale con l'ingresso nella archidiocesi Perugia-Cittadella Pieve e contestualmente viene ordinato arcivescovo dalle mani di monsignor Gualtiero Bassetti, suo predecessore

PERUGIA – Domenica don Ivan Maffeis inizia ufficialmente il suo ministero episcopale con l’ingresso nella archidiocesi Perugia-Cittadella Pieve e contestualmente viene ordinato arcivescovo dalle mani di monsignor Gualtiero Bassetti, suo predecessore.

La prima giornata perugina

La giornata è iniziata all’abbazia-basilica minore di   San Salvatore di Badia di Montecorona ad Umbertide, dove è stato accolto dal sindaco Luca Carizia, dal vescovo ed amministratore diocesano Marco Salvi, al parroco e rettore dell’abbazia di San Salvatore monsignor Renzo Piccioni Pignani, dai dodici Monaci di Betlemme, dell’Assunzione della Vergine Maria e di san Bruno dell’Eremo di Montecorona, da alcuni ospiti del Villaggio Santa Caterina e da numerosi fedeli.

L’arcivescovo eletto, nell’entrare in basilica, ha compiuto il gesto del bacio del crocifisso, inginocchiandosi. Si è poi raccolto in preghiera davanti al Santissimo Sacramento nella splendida cripta dell’abbazia fondata dai Benedettini nel secolo XI. Anche per i Monaci di Betlemme, che con la loro presenza nel vicino eremo sono punto di riferimento e di continuità dell’originaria spiritualità del monachesimo occidentale, l’arcivescovo eletto ha avuto parole di incoraggiamento e gratitudine. Sono una comunità di clausura che il prossimo 17 settembre vivranno la giornata annuale “Porte aperte”, aprendosi per un giorno a tutti i fedeli che vorranno fare esperienza di fede con la comunità monastica dell’eremo con visita alle celle, al refettorio e alla biblioteca.

Con i giovani

A seguire, si è spostato al  complesso interparrocchiale d’unità pastorale “San Giovanni Paolo II” di Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino di Perugia, dove accolto da don Riccardo Pascolini e don Flavio Vezini ha incontrato e parlato con i giovani di parrocchie, oratori e associazioni e movimenti laicali. A seguire, si è recato alla sede della Caritas diocesana “Villaggio della Carità – Sorella Provvidenza”, nella quale hanno sede alcune opere-segno, incontrando i volontari e gli ospiti del villaggio coi quali ha pranzato alla mensa Don Gualtiero. Subito dopo, in piazza IV Novembre  sulla gradinata del palazzo comunale dei Priori, il Vescovo eletto ha ricevuto il saluto dei rappresentanti delle Istituzioni civili del capoluogo umbro. Dalle 16 l’ordinazione in Cattedrale.

Le parole di Ivan Maffeis

“Signor Sindaco, Presidente della Regione, Presidente della Provincia, e voi tutti, Primi Cittadini, Autorità civili e militari, Magnifici Rettori,
Grazie. Grazie per la generosità delle vostre parole. Grazie per avermi voluto accogliere sulla gradinata del Palazzo dei Priori, segno eloquente che, nella doverosa distinzione di ruoli e di compiti, apre all’amicizia, il bene più prezioso per una città.
I luoghi che abbiamo appena attraversato mi dicono che Perugia e le altre realtà che la circondano non sono semplicemente un insieme di palazzi, un dedalo di strade, un patrimonio di storia, sedi preziose di università, di arti e di imprese. Sono prima di tutto lo spazio di donne e uomini che, legati dalla nascita, da alti ideali, dal piacere e dalla fatica di vivere, convergono tutti nella medesima piazza.
La città ha molte dimensioni: tante quanti sono i bisogni – vecchi e nuovi – di ciascuno. Accanto ai luoghi abitati dalla famiglia e dagli affetti, dal lavoro e dagli interessi, siamo chiamati a coltivare e a dilatare gli spazi dell’ascolto, dell’accoglienza, della formazione, della prossimità e della cura. Sono spazi di umanità che interpellano il contributo di risposta di tutti; spazi che, in particolare, invocano le virtù del buon governo, della giustizia prudente, della comunicazione veritiera e soprattutto della carità operosa.
Voi lo sapete bene: la città prospera quando alle persone – ai giovani, soprattutto – sono garantite condizioni e strutture adeguate alla loro crescita e alla loro libertà. Prospera grazie a rapporti significativi e alla pace che si instaura tra i suoi cittadini. Allora la città fiorisce e tutto ciò che proviene da culture, etnie e religioni diverse la modella, senza comprometterne il profilo.
Cari Amministratori, cari Politici, e voi tutti, Servitori del bene comune: la dottrina cristiana riconosce la vostra responsabilità come “la forma più alta della carità”: in quanto tale, merita rispetto e stima, sostegno e solidarietà. E se da noi venisse anche il pungolo della critica, sappiate che nessun richiamo vorrà essere più forte dell’incoraggiamento per la vostra missione.
Come voce di una Chiesa esperta in umanità continueremo a offrire – pur con i nostri limiti – quanto abbiamo di più caro: la Parola del Vangelo e la vita buona che nasce dall’incontro con il Signore Gesù.
In questa luce, vi assicuro la disponibilità della Chiesa perugino-pievese a collaborare nel prenderci a cuore le attese e i problemi della gente, perché la nostra rimanga e sia sempre più una terra a misura della persona umana, dei suoi beni e dei suoi fini.
Con il desiderio di incontrarvi e conoscervi personalmente, vi ringrazio ancora per la cordialità della vostra presenza”.

 

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