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Perugia, grande festa per la visita del patriarca Bartolomeo I

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Perugia, grande festa per la visita del patriarca Bartolomeo I

Redazione
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Il patriarca Bartolomeo I all'interno di San Lorenzo

PERUGIA  – In un clima di grande gioia è stato accolto stamani il patriarca Bartolomeo I dal cardinale Gualtiero Bassetti, che l’ha atteso ai piedi della gradinata della cattedrale di San Lorenzo insieme all’arcivescovo Renato Boccardo, segretario della Ceu, al vescovo ausiliare Paolo Giulietti e all’arciprete della cattedrale monsignor Fausto Sciurpa. Bartolomeo è stato salutato dai numerosi presenti con un caloroso prolungato applauso. Il Patriarca, accompagnato dal cardinale, ha sostato dinanzi alla splendida immagine della Madonna delle Grazie dipinta da un allievo del Perugino su una delle colonne della navata centrale e poi ha raggiunto il presbiterio. Alla presenza dei vescovi dell’Umbria, dei rappresentanti delle Chiese ortodosse e di altre confessioni cristiane e di diverse religioni partecipanti all’evento internazionale di Assisi “Sete di Pace. Religioni e culture in dialogo”, Bartolomeo I ha tenuto il suo discorso incentrato sulla pace, prendendo anche di esempio la testimonianza cristiana di san Lorenzo martire e, soprattutto, gli insegnamenti della Beata Vergine Maria, soffermandosi non poco su Perugia, che l’ha definita: «splendida e conosciuta città, ricca di storia, tradizioni e accoglienza».

«Poiché non vi può essere pace senza amore – ha evidenziato Bartolomeo I –, ecco che il nostro incontro con voi è testimone di quell’amore che lega la Chiesa di Costantinopoli alla Chiesa di Perugia. Ogni comunità cristiana, fedele all’insegnamento del suo Maestro, è un luogo di amore in cui i fratelli si trovano per pregare e per spezzare il Pane insieme».

A precedere nella parola il Patriarca è stato il cardinale Gualtiero Bassetti nel porgere il suo affettuoso saluto all’illustre ospite, presentando Perugia come una città «crocevia di popoli e di culture, un luogo di incontro di giovani di tutto il mondo, che qui giungono per motivi di studio o di lavoro. Per i giovani studenti stranieri, molti dei quali provenienti dalla Grecia, dall’Europa dell’Est o dal Medio Oriente, tantissimi appartenenti alla Chiesa ortodossa – ha sottolineato il porporato –, hanno trovato nella Chiesa perugina la loro seconda comunità di fede». Il cardinale ha anche ricordato l’impegno concreto della Chiesa cattolica nel processo di accoglienza-integrazione sociale e spirituale dei cristiani ortodossi a Perugia, menzionando l’opera del compianto mons. Elio Bromuri, «che si è speso per tutta la vita a favore del dialogo interreligioso e della fraterna accoglienza, fondando anche il Centro Ecumenico San Martino e l’Ostello della Gioventù». Una fraterna accoglienza che rappresenta «un frutto dell’amicizia e dell’amore che lega le nostre comunità cristiane e che, con l’aiuto di Dio – ha detto il cardinale –, speriamo di rafforzare sempre di più, seguendo anche l’esempio di Papa Francesco e di Vostra Santità, che domani tornerete ad incontrarvi nella città di Assisi, per rafforzare i vincoli di carità tra le nostre Chiese e incontrare uomini di fede e cultura di diverse provenienze etniche, sociali e religiose».

La preghiera ecumenica per la pace presieduta dal patriarca Bartolomeo I nella cattedrale di San Lorenzo si è conclusa con la recita del Padre Nostro seguito dal gesto dello scambio della pace e dei doni. Prima di lasciare San Lorenzo, il Patriarca ha salutato i vescovi dell’Umbria, i rappresentanti delle Chiese cristiane presenti a Perugia e i rappresentanti delle Istituzioni civili, politiche e del mondo della cultura del capoluogo umbro.

Grande festa successivamente nell’aula magna di palazzo Gallenga per il conferimento della laurea honoris causa in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo a Bartolomeo I. Alla cerimonia erano presenti il rettore dell’Università per Stranieri, Giovanni Paciullo, il presidente della Comunità di Sant’Egidio e docente dell’ateneo perugino, Marco Impagliazzo, l’arcivescovo dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, il fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi.

“Questo rinomato Ateneo, l’Università per Stranieri di Perugia – ha detto il Patriarca all’inizio della su lectio dottoralis -, al di là delle sue importanti peculiarità scientifiche e di formazione accademica per le nuove generazioni, ha giocato e gioca un ruolo assai pregnante per la convivenza pacifica ed il rispetto di Fedi e Culture. Qui infatti si ritrovano studenti, ricercatori, professori, provenienti da ogni angolo del nostro pianeta, tutti con il loro ricco bagaglio di esperienze di fede, di cultura e di testimonianza comune, ed insieme convivono in pace, per il bene di tutti”. “Il loro dialogo si fonda sulla conoscenza reciproca e soprattutto sul riconoscere le peculiarità l’uno dell’altro. Il dialogo rispettoso tra cultura e religione si erige dunque sulla precisa metodologia che abbiamo esposto sopra, ma è foriero anche di concrete possibilità di incontro. Se vengono salvaguardati i principi che contraddistinguono le culture, se sono evitati fenomeni di sincretismo religioso, allora il loro dialogo, come via della pace, può produrre abbondanti frutti reali”.

Nella Laudatio per il conferimento della Laurea Honoris causa in relazioni Internazionali dell’Università per stranieri di Perugia al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, Marco  Impagliazzo della comunità di Sant’Egidio ha ricordato come “gli ultimi cento anni della sua esistenza hanno rappresentato, per Costantinopoli, “seconda Roma”, un tempo di debolezza e di terribili prove, alle prese con il volto violento e intollerante dei nazionalismi, con la Grande Guerra, i disegni di annientamento della presenza cristiana, la nascita di una Turchia laica”.

“In tale complicato contesto – ha continuato Impagliazzo – sono emerse grandi figure di patriarchi, come Meletios, Atenagora, Dimitrios, Bartolomeo. Nella debolezza, essi hanno avuto la forza di incarnare una visione controcorrente, unitiva, riconciliante, lavorando per l’unità delle Chiese ortodosse e di tutte le Chiese cristiane, per la pace, e più recentemente, con grande impegno, per la salvaguardia del creato”.

Il Presidente della Comunità di Sant’Egidio ha sottolineato che  Bartolomeo I “ha saputo unire nella sua persona i due mondi, quello orientale e quello occidentale” tanto per il suo saper “esprimere la saggezza dell’Oriente nel linguaggio dell’Occidente” quanto per la sua “perfetta conoscenza delle lingue latina, italiana, francese, inglese e tedesca”.

Rivolgendosi a Bartolomeo I ha detto: “Lei ha saputo essere un ponte tra le due culture, quella orientale bizantina e quella occidentale latina. Per questo, santità, Lei è un passeur tra mondi differenti, l’Oriente e l’Occidente, il Mediterraneo, la cultura asiatica e via dicendo. La sua personalità, la rete ecclesiale della sua Chiesa, venticinque anni di viaggi e di incontri –come mai i suoi predecessori- fanno di lei un costruttore di ponti, proprio nel senso profondo della parola: pontifex”.

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