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Perugia, fuga col paziente, cena e selfie prima dell’intervento: cinque medici nei guai

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, fuga col paziente, cena e selfie prima dell’intervento: cinque medici nei guai

Redazione
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L'ingresso dell'ospedale di Perugia

PERUGIA – La storia ha dell’assurdo. Ma forse anche no, considerando che siamo in Italia e se ne leggono di ogni tipo. Due dottoresse e un paziente ricoverato per un intervento alle tonsille  che si fanno un selfie in sala  prima dell’operazione. La foto circola su whatsapp insieme ad altre, ancora più assurde: quella di una cena a casa di una delle dottoresse e della serata, quella prima dell’intervento, terminata in un pub (con il braccialetto ospedaliero al polso del paziente in evidenza). Una fuga dall’ospedale Santa Maria della Misericordia in piena regola, prima per andare a comprare l’occorrente per la carbonara, quindi il rientro in reparto e nel letto e poi la seconda fuga per la cena. Tutto documentato dalle immagini, postate così, con ‘non chalance’, come se fosse una cosa normale.

La vicenda la racconta oggi il Corriere dell’Umbria ma la cosa ha fatto rapidamente il giro dei media nazionali. Anche perchè l’uomo, un architetto viterbese di 48 anni è morto per una emorragia dieci giorni dopo l’intervento.

Il paziente infatti venne sottoposto a intervento il 3 luglio 2015, dimesso dal policlinico di Perugia il giorno dopo; fu nuovamente ricoverato l’11 luglio per un controllo e morì il 16 dello stesso mese. Nel fascicolo del pm – si legge sul quotidiano – sono finite le indagini difensive dell’avvocato Luca Mecarini che assiste la famiglia dell’uomo. Nei guai sono finite non solo le dottoresse ma anche altri tre medici. Per tutti e cinque l’accusa è di omicidio colposo.  Al chirurgo presso la casa dove si è svolta la cena viene contestato che nonostante il paziente “fosse già ricoverato e nonostante le prescrizioni preoperatorie del digiuno organizzava la sua uscita del reparto, coinvolgendolo in una cena presso la propria abitazione, facendo sì che avesse l’occasione per alimentarsi in maniera non consona rispetto all’intervento al quale sarebbe stato sottoposto il giorno seguente”

Valutazione Il primario della clinica di otorinolarigoiatria invece secondo l’accusa “nulla faceva per impedire tale goliardica e insana iniziativa” della dottoressa. Nel fascicolo vengono poi formulate altri tre contestazioni a vario titolo legate a quelle che il pm considera omissioni nella valutazione della pressione dell’uomo. I cinque sono anche sotto indagine da parte dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che al di là dell’aspetto penale della vicenda, sta valutando i comportamenti degli indagati in relazione al regolamento interno, per poi applicare eventuali provvedimenti.