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Perugia, FdI chiama a raccolta per il No al referendum: “Sarà ingovernabilità”

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Perugia, FdI chiama a raccolta per il No al referendum: “Sarà ingovernabilità”

Redazione politica
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PERUGIA – Presentate oggi alla Sala Partecipazione del Consiglio regionale, le iniziative di Fratelli d’Italia e del comitato “No grazie” in Umbria sulle ragioni del no al referendum alla presenza del capogruppo alla Camera dei Deputati di Fdi,  Fabio Rampelli. Fdi scende nelle piazze, quartiere per quartiere, città per città già dalla prossima settimana distribuendo una brochure.

Aprendo i lavori della conferenza, Marco Squarta,capogruppo in Regione, ha illustrato le ragioni del no, in particolare la falsa abolizione del Senato, spiegando che i costi della politica aumenteranno invece che diminuire e che la sovranità nazionale verrà limitata. Franco Zaffini, portavoce regionale Fdi, ha sottolineato che bisogna votare no per mandare a casa Renzi. Emanuele Prisco, assessore al Comune di Perugia e portavoce del comitato “No grazie” (comitato composto dagli amministratori locali e dalla società civile)  è sì favorevole a cambiare la Costituzione, ma questa finta riforma non risponde alle esigenze dei cittadini. In primis manca una norma per difendere l’interesse nazionale rispetto alle direttive europee, in secondo luogo è necessario inserire un tetto alle tasse in Costituzione, dare più potere ai sindaci che si trovano ad affrontare i problemi concreti dei cittadini. Ha citato l’esempio dei profughi, dove i sindaci non hanno alcun potere per decidere dove e se collocarli, trovandosi solo il problema senza poterlo gestire. Stesso discorso in materia di tasse e sicurezza. Andrea Rossi, coordinatore comunale di Perugia ed Eleonora Pace per la Provincia di Terni, hanno ricordato le iniziative in atto nelle due provincie.

L’onorevole Fabio Rampelli ha dichiarato che con questa riforma, così come strutturata e concepita, risulterebbe sempre vincitore il Pd, perchè i meccanismi di nomina del nuovo Senato gli permetterebbero di governare sempre questo ramo del Parlamento anche se vincesse le elezioni il centrodestra. Si rischia così l’ingovernabilità. Siamo favorevoli -ha detto-alla riforma della Costituzione, ma in maniera decente per rispondere alle nuove esigenze della società. Più autorevolezza allo Stato con l’introduzione del presidenzialismo, senza  cambi di casacca. Se questa riforma dovesse passare – ha concluso Rampelli- sarà impossibile in futuro modificare questa Carta costituzionale perchè il nuovo Senato eserciterà in tutto e per tutto un di diritto di veto e come sottolineato prima sarà sempre targato Partito democratico”.

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