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Perugia, ex religioso molesta ragazzini davanti alla scuola. La Curia: “Segnalato e denunciato”

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Perugia, ex religioso molesta ragazzini davanti alla scuola. La Curia: “Segnalato e denunciato”

Redazione
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Un parroco
Un parroco

PERUGIA – Allarme fra gli studenti perugini. In una chat fra mamme è stata segnalata la presenza, martedì davanti alle scuole del quartiere di Ponte San Giovanni, di un uomo che si spacciava per sacerdote e che in abiti talari, avrebbe avvicinato alcuni studenti rivolgendo loro pesanti avances. Secondo quanto emerge l’uomo, del quale sarebbe nota la residenza, avrebbe precedenti.

La Curia. Ovviamente la Curisa risponde con una nota che conferma le circostanze e invita a denunciare senza timori o tentennamenti. “Un ex religioso – si legge in una nota – sta soggiornando in una zona periferica della città di Perugia, che cerca di avvicinare le persone e soprattutto i ragazzi con la scusa di esercitare il suo ministero sacerdotale. La Curia arcivescovile di Perugia-Città della Pieve, venuta a conoscenza della condotta di quest’uomo che indossa abiti religiosi, ha informato le competenti autorità di pubblica sicurezza. Inoltre invita sacerdoti e fedeli a segnalare anch’essi alle suddette autorità, oltre che alle autorità religiose, qualsiasi comportamento messo in atto da quest’uomo contrario alla morale o all’esercizio del ministero sacerdotale che esercita abusivamente”.

Indulto Emerge dunque come si tratterebbe di un ex religioso. Secondo la nota della Curia sarebbe “appartenuto alla Congregazione Benedettina Silvestrina, ordinato presbitero nel 1999, che a seguito di gravi vicende giudiziarie è stato raggiunto, già nel 2006, da un procedimento di sospensione cautelativa da ogni pubblica attività e funzione sacerdotale. Successivamente lui stesso ha chiesto ed ottenuto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica l’Indulto di essere liberato da tutti gli obblighi sacerdotali e religiosi. Pertanto qualunque suo atto o sua iniziativa che dovesse porre in essere a nome della Congregazione, oppure a nome dell’Archidiocesi, è da considerarsi arbitrario e privo di ogni valore”. Al momento, secondo quanto si apprende, è in corso un’indagine da parte dei carabinieri e della Procura di Perugia. Una brutta storia per fortuna senza conseguenze.

 

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