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Perugia, domato l’incendio di Ponte San Giovanni: scuole chiuse e arrivano le disposizioni sul consumo di ortaggi. Interviene anche la Regione

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Perugia, domato l’incendio di Ponte San Giovanni: scuole chiuse e arrivano le disposizioni sul consumo di ortaggi. Interviene anche la Regione

Redazione
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I Vigili al lavoro

PERUGIA – Lunedì mattina alle 5 i vigili del fuoco hanno concluso l’intervento di spegnimento dell’incendio sprigionato all’interno della ‘Biondi recupero’ di Balanzano. La situazione sotto controllo. Per il monitoraggio dell’aria a Ponte San Giovanni sono presenti con un mezzo anche i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che hanno definito “potenzialmente tossica” la nube che si è alzata dallo stabile: oltre a loro presenti gli esperti dell’Usl e i carabinieri del Nucleo operativo ecologico. La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo e non è escluso il dolo.

Scuole chiuse Lunedì resteranno chiuse a scopo precauzionale le scuole che si trovano nel raggio di 3 km: a Casaglia in via dei Narcisi la primaria Handersen, a Casaglia in via dei Lilla la scuola dell’infanzia Giustiniano degli Azzi Vitelleschi, a Balanzano Strada del Piano la scuola dell’infanzia Fantasia, a Balanzano Strada Tiberina sud 2/A/6 Nido Anatrocolo e Primaria Tei, a Ponte San Giovanni in Via Cestellini Uffici I.C. Perugia 12 la scuola media Volumnio – Sec Gr Cpia 1 Perugia, a Ponte San Giovanni in Via Cestellini la scuola dell’infanzia Margherite, a Piscille l’Itts Volta, a Ponte San Giovanni in Via della Scuola il Peter Pan – Asilo Nido Arcobaleno, a Ponte San Giovanni in via Giacanelli la primaria Mazzini, a Ponte San Giovanni in via Pieve di Campo la scuola dell’infanzia e la primaria La Fonte, a Montebello in Strada Tuderte la scuola dell’infanzia Montebello, a Montebello in Strada Tuderte la primaria Tofi, l’Ipsia di Piscille e le scuole di ogni ordine e grado a Pretola, Ponte Valleceppi, Collestrada.

Ortaggi Inoltre, sulla base degli accertamenti dell’Arpa Umbria e della Usl Umbria 1, il sindaco Romizi nel raggio di tre chilometri impone sempre con un’ordinanza il consumo di prodotti alimentari coltivati “solo dopo accurato lavaggio con acqua associato a strofinazione delle superfici” e, ove possibile, alla rimozione della pelle o della buccia; il divieto di consumo dei prodotti coltivati da parte dei soggetti a rischio come bambini, donne in gravidanza e in allattamento; il divieto di raccolta e consumo di funghi; il divieto di pascolo e razionamento degli animali da cortile; il divieto dell’uso di foraggi e cereali destinati agli animali.

La Regione “Un rogo così, in un’ area che si occupa dello stoccaggio di materiali derivanti dalla raccolta differenziata dei rifiuti genera sempre preoccupazione”: lo ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini parlando dell’incendio di Ponte San Giovanni. Lo ha fatto a margine della presentazione di nuove tecnologie all’ ospedale di Perugia. “Bisogna capire prima di tutto – ha sottolineato Marini – quali tra i materiali lì stoccati si sono incendiati e cosa hanno prodotto sul suolo e in atmosfera. I tecnici sono al lavoro e ci consegneranno una relazione dalla quale potremo capire gli effetti per l’inquinamento prodotto dal rogo. Un incendio di rifiuti è sempre motivo di grande preoccupazione e allarme”. La presidente della Regione ha quindi espresso fiducia nel “lavoro attento” delle forze di polizia. Ha poi ringraziato i Vigili del fuoco per il lavoro fatto “con grandi capacità operative che dimostrano la grande qualità del corpo” ed evidenziato “il lavoro di squadra delle Istituzioni”. L’Usl Umbria 1 è “già attiva per capire se ci sono state ricadute per la salute pubblica” in seguito all’incendio alla Biondi recuperi ecologia di Ponte San Giovanni. Ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini partecipando a un’iniziativa all’ospedale del capoluogo umbro. “Stiamo aspettando le prime valutazioni – ha aggiunto Barberini – e all’esito delle stesse informeremo la comunità regionale”.

Il Comitato “Oggi è andato a fuoco il deposito rifiuti di Biondi recuperi a Ponte S. Giovanni. Domani, sotto a chi tocca”. Lo scrive in una nota il coordinamento regionale Umbria Rifiuti Zero, secondo cui “dei dieci passi verso rifiuti zero a Perugia non ne abbiamo fatto neanche uno. Perché fermarsi alla delibera, tra l’altro proposta dall’opposizione, non significa niente se non ci si attiva a rendere virtuoso il ciclo dei rifiuti. Ricordiamo che dei dieci passi verso rifiuti zero, di seguito riportati, il comune di Perugia pochi ne ha fatti dei tanti che poteva. Si va dalla separazione alla fonte alla raccolta differenziata ‘porta a porta’, dal compostaggio al riciclaggio, dalla riduzione dei rifiuti a riuso e riparazione, dalla tariffazione puntuale a un centro di ricerca e riprogettazione per arrivare a un azzeramento rifiuti entro il 2020. Sembra che a Perugia – conclude il coordinamento – si intenda il ciclo i rifiuti come lo spostamento da un deposito a una discarica a un impianto e mentre ci si preoccupa di riaprire discariche per conferire l’eccessivo indifferenziato prodotto ci accorgiamo che siamo diventati come tutti gli altri furbi che bruciano i rifiuti per non creare la filiera virtuosa”.

Audizione “Quanto avvenuto nella immediata periferia di Perugia merita un approfondimento da parte dell’Assemblea legislativa. Il grave incendio che ha interessato lo stabilimento privato ‘Biondi recuperi’ di Ponte San Giovanni rappresenta un segnale preoccupante per la città e per tutta la comunità regionale, visto che impianti di questo genere sono presenti in diverse zone dell’Umbria”, così la presidente della seconda Commissione dell’Assemblea legislativa, Carla Casciari, ha annunciato così la decisione di convocare un’audizione con l’assessore regionale Fernanda Cecchini. Al fine di “approfondire cause, contesto e conseguenze dell’incendio”.

Il M5s Il capogruppo M5s Andrea Liberati (che sull’argomento ha inviato una lettera anche alle presidenti Porzi e Marini) hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto e di ottenere informazioni su sui rifiuti trattati nell’impianto, sulla attuale struttura societaria, sugli effetti dell’incendio sull’ambiente. “Alla luce degli eventi drammatici di Perugia – scrivono Liberati e la collega di partito, Maria Grazia Carbonari – chiediamo che in apertura della seduta di domani la Giunta regionale trasmetta all’Aula ogni informazione utile su quanto accaduto, con l’indicazione delle iniziative che sono state e saranno assunte in merito. Particolare attenzione – si legge ancora nella missiva – dovrà essere posta sull’aperta questione del Piano rifiuti, scaduto formalmente da un lustro, così come sulle attività di Auri, considerando che il Piano d’Ambito, dopo anni di attesa, resta ancora sulla carta. Al riguardo, si chiede al presidente della Seconda commissione di riunire l’organismo in seduta permanente». Liberati e Carbonari chiedono inoltre di «avviare un’indagine conoscitiva formale» sul caso ‘Biondi Recuperi’ e di «informare ufficialmente la Commissione Ecomafie dell’accaduto anche in vista del loro ritorno in Umbria, previsto per il prossimo 19 marzo”.

Il Pd perugino Il gruppo del Pd al Comune di Perugia chiede al sindaco Romizi di “fare chiarezza sulla situazione e sui rischi per la salute degli abitanti delle zone maggiormente colpite”. A proposito delle scuole chiuse, il Pd sottolinea che dall’elenco diffuso domenica sera alle 23 circa “risultavano mancanti alcuni dei plessi scolastici più vicini all’impianto di stoccaggio come ad esempio le scuole di Collestrada, Pretola e Ponte Valleceppi, oltre all’ITTS Volta in via Assisana, inseriti poi in fretta e furia durante la notte mano a mano che genitori e insegnanti ne sottolineavano le mancanze tramite i social network. Oltre ad una generica ordinanza contingibile urgente che impone alcuni accorgimenti di tipo alimentare, nulla è stato fatto per le varie aziende che insistono nella zona industriale di Ponte San Giovanni e che sono in prossimità della Biondi. Dopo ore dall’incendio, nessuna comunicazione è stata diffusa in merito al tipo di inquinanti che sono stati dispersi nell’aria e alla qualità della stessa che stanno respirando da ore gli abitanti dei centri interessati. Auspichiamo che nella seduta di Consiglio comunale di oggi il sindaco in prima persona riferisca sulla situazione portando dati certi sulla qualità dell’aria”.

Bellillo: Sul caso interviene anche Katia Bellillo, candidata sindaco di ‘Perugia Città in Comune’. “A oltre 20 ore dall’incendio – dice – non sono state date ancora informazioni chiare ai cittadini sullo stato dell’aria a Ponte San Giovanni e dintorni. Ad ora, c’è solo un’ordinanza del Comune che non spiega cosa esattamente sia andato in fumo, cosa stiamo respirando e dove, come le persone dovrebbero comportarsi e quali siano gli effettivi rischi per la salute. La questione dell’ambiente deve tornare un tema centrale, un primo punto all’ordine del giorno della politica cittadina e regionale così come quella della gestione del ciclo dei rifiuti che deve essere pubblica e tornare nelle mani della cittadinanza”.

La Cgil La Cgil di Perugia interviene e sottolinea come “in primo luogo – si legge in una nota della segreteria della Camera del Lavoro – vogliamo ringraziare tutti i lavoratori dell’emergenza, a partire dai vigili del fuoco, che hanno affrontato con grande professionalità la situazione, contenendo i danni e le conseguenze del rogo che sarebbero potute essere anche peggiori. Ora, serve però la massima chiarezza sulla situazione ambientale e sui rischi per la salute delle persone – continua la Cgil – Ci aspettiamo pertanto che l’amministrazione comunale e le autorità preposte diano chiare indicazioni ai residenti della zona e ai lavoratori delle aziende (in particolare quella agricole) che possono avere conseguenze sulla propria attività Al tempo stesso – conclude la Cgil – rinnoviamo il nostro appello, recentemente rilanciato dalla Fp Cgil, affinché la nostra regione si doti di un piano organico di smaltimento rifiuti che permetta di superare l’emergenza e di costruire un modello di sviluppo realmente sostenibile per l’Umbria”.

(Servizio in aggiornamento)

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