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Perugia, dissapore e mugugni per Umbria Jazz Spring

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Perugia, dissapore e mugugni per Umbria Jazz Spring

Redazione
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PERUGIA – Umbria Jazz pronta a presentare Umbria Jazz Spring che andrà ad animare la città di Terni dal 14 al 17 aprile. Una manifestazione che, però, sembra stia generando dei malumori all’interno della Fondazione di Partecipazione UJ. Pare infatti che il cartellone in programma sia uscito un po’ in sordina rispetto ai canoni di organizzazione soliti. Ma partiamo dall’inizio: negli scorsi mesi si era ventilata l’idea di coinvolgere il comune umbro nella manifestazione musicale, quale scenario per il concerto di apertura o chiusura di UJ o per uno o più eventi in occasione del venticinquennale. L’idea rimase lì, sospesa, finché i consiglieri della Fondazione, durante la convocazione del Consiglio di Amministrazione di lunedì scorso, sembrerebbe si siano ritrovati con un programma in mano che, da loro, non era mai stato approvato  (programma anticipato a grandi linee da alcune testate giornalistiche, meglio informate degli stessi soci).

Il fatto – La quattro giorni primaverile è stato organizzata, dunque, come Umbria Jazz, supportata, quindi, con le risorse economiche della Fondazione cui soci, tra i quali Comune di Orvieto e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia  e Comune di Perugia, non sarebbero stati però messi al corrente del fatto.

Secondo lo Statuto della Fondazione di Partecipazione, ogni spesa in uscita deve passare (ovviamente) per la delibera del Consiglio di Amministrazione. Delibera che non è mai stata emessa (perché mai è arrivata richiesta). Se già la Fondazione si è trovata davanti ad un caso similare, in occasione dell’evento organizzato a nome “Umbria Jazz” al Teatro Lyrick di Assisi a favore delle popolazioni colpite dal sima, decidendo di sorvolare, considerando il fine solidale, sembra oggi non accettare di buon grado l’iniziativa del mese di aprile. Un certo dissapore si perciò venuto a creare trai soci davanti alla violazione di uno Statuto che è e dovrebbe sempre rimanere fondamentale nella disciplina di funzionamento della realtà interessata, così come normalmente avviene in qualsiasi altro ente pubblico o privato che sia.

Resterà ora da vedere l’evolversi dei fatti nei prossimi giorni durante cui, forse, ad avere l’ultima parola potrebbe essere la Regione Umbria che ha tutti i poteri legali ed istituzionali per intervenire nella rosa organizzatrice di Umbria Jazz e considerare la violazione del (teoricamente inviolabile)Statuto.

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