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Perugia che non va, degrado e incuria nelle ‘piccole periferie’

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia che non va, degrado e incuria nelle ‘piccole periferie’

Redazione
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PERUGIA – Il degrado chiama il degrado e, a scendere, prostituzione, spaccio di droga e transito di tossicodipendenti che procurano danni alle persone ed alle cose per avere i mezzi necessari ai loro acquisti, malaffare e pericoli vari.

«Non bastano i blitz (e mi riferisco ai blitz dei politici che con le loro disquisizioni sembrano mettere le cose al posto) alle periferie “inn” di Perugia perché le periferie delle periferie di Perugia hanno lo stesso male, se non maggiore di quelle blasonate messe in luce dalla convenienza di qualsiasi partito o gruppo politico che, stiracchiando la situazione dalla propria parte, attribuiscono la criminalità delle nostre vie, piazze e quartieri, alla mala gestione della parte avversa – segnala Giampiero Tamburi su Perugia social city – Parlano di grandi cambiamenti urbanistici come se dovessero risolvere ogni cosa o per distogliere l’attenzione della gente su la brutta quotidianità come quella di trovare, la mattina quando esci per il lavoro o per le tue faccende, siringhe, preservativi o qualsiasi altro “strumento” che lasciano in strada?».

Il degrado è costituito dalla sporcizia abbandonata ovunque, preservativi, siringhe, bottiglie e lattine di birra, «là dove hanno consumato le loro soddisfazioni notturne e che potrebbe capitare in mano ai nostri figli e nipoti piccoli! – prosegue Tamburi – Forse, se non certamente, noi cittadini siamo ormai irritati, scocciati, stufi di queste disquisizioni inutili per chi, come noi, si deve confrontare ogni giorno con la paura che ci accada qualcosa di male in strada. Via Jacopone da Todi, traversa di via della Pallotta, non è immune da questa sporcizia e se anche è una “periferia della periferia” ci abitano cittadini con le stesse dignità ed aspettative di vedere rispettati i propri diritti di chi abita in altri luoghi che, a parlarne ed interessarsi gratificano più i nostri amministratori comunali i quali, oltre che pensare alla toponomastica nuova di Perugia, dovrebbero maggiormente e più concretamente “buttare” un occhio sulla realtà che viviamo».