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Perugia, danni da ‘giustizia lumaca’, il risarcimento lo riscuotono gli eredi

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PERUGIA – La giustizia italiana è lenta, lentissima, tanto per i vivi quanto per i morti. E il risarcimento per “ritardata giustizia”, a volte, si ammanta di paradosso: il ritardo nel dare giustizia ad un cittadino, morto mentre la attendeva, si riverbera sui figli, costretti a ricorrere al Tribunale amministrativo per ottenere il risarcimento per il processo troppo lento.

Gli eredi della persona defunta hanno portato davanti al Tar il ministero della Giustizia «per l’ottemperanza del giudicato formatosi sul decreto della Corte d’Appello di Perugia» nel febbraio del 2015. I giudici di appello avevano sentenziato che la persona deceduta aveva diritto alla «riparazione del danno da ritardo giudiziario» con il ministero condannato a pagare «la somma complessiva di 31.500,00 euro a titolo di danno non patrimoniale, oltre interessi legali». Di quei soldi, però, dopo un anno non era arrivato alcunché. Fino, almeno, all’udienza dell’ottobre 2016, durante la quale il ministero ha fatto pervenire la «documentazione attestante l’intervenuta emissione dell’ordinativo di pagamento delle somme per cui è causa».

Agli eredi è bastato incassare il rassicurante documento per ritirarsi dalla causa; mentre i giudici amministrativi hanno seguito «il criterio della soccombenza “virtuale”, nella misura di cui in dispositivo, essendo comunque l’ordinativo di pagamento emesso dopo la notificazione del gravame» per condannare il ministero a pagare le spese legali.