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Perugia, in Consiglio l’opposizione denuncia l’assenza del sindaco

Politica

Perugia, in Consiglio l’opposizione denuncia l’assenza del sindaco

Redazione politica
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Il consiglio comunale di Perugia

PERUGIA – Seduta a dir poco rovente quella del Consiglio comunale che si è svolta nel pomeriggio del 26 giugno. All’ordine del giorno, numerose e importanti interrogazioni presentate dai consiglieri del Partito democratico e Movimento 5 Stelle, riguardanti, fra gli altri argomenti, anche il caso del piccolo Joan, il ritiro del patrocinio da parte del Comune al Perugia Pride Village e la situazione delle educatrici comunali. All’interno dell’aula, erano presenti esponenti di Omphalos e delle lavoratrici dei servizi municipali per l’infanzia, arrivati a Palazzo dei Priori per avere un confronto diretto col governo cittadino. Iniziato il Consiglio, l’amara sorpresa: il sindaco e gran parte degli assessori, non erano presenti. Ciò è bastato per far esplodere la miccia.

Il bando La prima è stata presentata dalla capogruppo M5S Cristina Rosetti, sulla base -come lei stessa ha tenuto a precisare- dell’attività ispettiva e di controllo che spetta ai consiglieri comunali, in quanto pubblici ufficiali. In particolare, Rosetti ha presentato l’interrogazione riguardo ad una lettera di gradimento che sarebbe stata inviata dall’Assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia al Prefetto di Perugia rispetto alla partecipazione della Caritas al bando europeo indetto dalla stessa Prefettura per l’affidamento dell’accoglienza agli immigrati. “Il bando in questione -ha precisato Rosetti in aula- riguarda il servizio per il 2017 e il 2018, per oltre 2.500 posti e un importo complessivo di ben 47 milioni di euro. Vorrei quindi conoscere quale sia il fondamento giuridico di questa lettera di gradimento, rispetto ad un partecipante alla gara stessa”. La domanda è stata posta in particolare alla Vice Segretario Generale, presente in aula, che tuttavia ha, a sua volta, precisato che trattandosi di una interrogazione va posta agli organi politici e non alla dirigenza. “Non si tratta neanche della richiesta di un parere tecnico, per il quale, peraltro non è questa la sede” ha spiegato la dott.ssa Cesarini.

Rinvio La risposta all’interrogazione è stata quindi rinviata alla prima seduta disponibile del consiglio question time, come prevede lo statuto comunale, da sottoporre direttamente all’assessore interessato.
Altre due interrogazioni urgenti sono state presentate, quindi, dai consiglieri PD Tommaso Bori e Sarah Bistocchi, la prima relativa alla trascrizione degli atti del piccolo Joan all’anagrafe perugina, la seconda al servizio degli asili nido, con particolare riferimento al ritardo nelle iscrizioni e alle educatrici. “Le discriminazioni sono inaccettabili sempre -ha detto Bori in apertura del suo discorso- ma ancora più grave è quella discriminazione che viene fatta nei confronti di un bambino di sei mesi, tanto più se a farla è il Comune di Perugia, città nota per la sua apertura internazionale e ai diritti umani.” La mancata trascrizione dell’atto di nascita da parte del Comune, secondo il consigliere, avrebbe lasciato il bambino senza identità e impedito a lui e a tutta la famiglia di riunirsi in Italia, esponendo, peraltro, il Comune stesso ad un’eventuale richiesta di risarcimento danni da parte della famiglia del piccolo.“E’ una scelta incomprensibile -ha concluso- che è l’unica del genere in Italia, con una motivazione altrettanto incomprensibile, che richiama le necessità di ordine pubblico. Ma mi chiedo come possa essere un bambino di sei mesi un pericolo per l’ordine pubblico.”

L’attacco A presentate la seconda interrogazione, relativa al servizio degli asili, è stata la consigliera Bistocchi, che ha sollevato la questione sia delle iscrizioni agli asili comunali da parte delle famiglie per il prossimo anno scolastico, sia della situazione delle educatrici, che hanno in programma un altro sciopero per il prossimo 3 luglio. “In ogni città italiana -ha spiegato Bistocchi- i genitori possono iscrivere i figli all’asilo entro giugno, a Perugia fino a pochi giorni fa non si sapeva neanche se e come si dovessero fare le iscrizioni. Da poco si sa che sarà possibile dal 6 al 26 luglio. Altro tema importante, -ha proseguito- quello delle educatrici, che sono presenti qui oggi in gran numero. Se io fossi al posto di chi governa, e non lo sono, smetterei di arroccarmi, terrei un atteggiamento di dialogo e di confronto e non di stizza.” Bistocchi ha, quindi, stigmatizzato l’assenza in aula del Sindaco e di gran parte della Giunta, ritenendola invece opportuna per fare chiarezza una volta per tutte.
Ultima interrogazione urgente, quella presentata dal consigliere M5S Giaffreda relativamente al patrocinio dato e revocato dal Comune al Gay Pride. “Con questo atteggiamento -ha detto Giaffreda- il Sindaco ha dimostrato tutta la sua debolezza politica, per cui mi aspetto delle motivazioni valide a giustificazione del ritiro del patrocinio, perchè non è possibile che si governi tirati per la giacchetta.”

Dibattito Sul tema delle interrogazioni urgenti è, quindi, intervenuto il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari, invitando i consiglieri a verificare quando una questione è veramente urgente o meno. Dal canto suo, il capogruppo di Perugia Civica e riformista Arcudi, ha sottolineato come le interrogazioni urgenti abbiamo il vantaggio di aiutare il consiglio a rimanere in linea con le tematiche di interesse della città, discutendone quando esse sono di attualità.bAl termine della presentazione delle interrogazioni, quindi, il consigliere Bori ha presentato una mozione all’ordine dei lavori per chiedere la sospensione del consiglio, in attesa dell’arrivo del sindaco e degli assessori, presenza indispensabile per discutere le interrogazioni stesse. Dopo l’intervento a favore del suo capogruppo Mencaroni, che ha parlato di “assenze strategiche” della giunta”, la mozione è stata comunque respinta con 11 voti a favore e 17 contrari.
Altra mozione analoga è stata, quindi presentata dal consigliere Arcudi. “Riteniamo importante che, vista la presenza di delegazioni presenti sia delle educatrici che dei membri di Omphalos, ha detto, si sospenda il consiglio per pochi minuti per dare modo ai capigruppo di incontrare le delegazioni come è prassi che si faccia quando i cittadini vengono qui per essere ascoltati.” A favore della mozione la consigliera Rosetti, che ha ribadito come la presenza dei cittadini in aula sia un sollecito ai consiglieri ad ascoltarli. Tuttavia, la stessa è stata respinta con 12 voti a favore, 15 contrari e 2 astenuti.
Il consigliere Sorcini ha, quindi, chiesto che ad ascoltare i cittadini presenti non fossero solo i capigruppo, ma tutti i consiglieri, all’interno dell’aula stessa. Se a questa richiesta il Presidente Varasano ha risposto che non è possibile perchè si configurerebbe come un consiglio aperto senza che ve ne sia stata la debita convocazione, dichiarando inammissibile la relativa mozione del consigliere di Fratelli d’Italia, dall’altro lato, lo stesso presidente ha proposto di sospendere i lavori del consiglio per audire, a porte chiuse, alcuni rappresentanti degli intervenuti. Messa in votazione quest’ultima mozione è stata accolta con 24 voti a favore e 4 astenuti. L’Ufficio di presidenza ha quindi stabilito di sospendere il consiglio per 30 minuti per ascoltare tre rappresentanti delle educatrici e altrettanti di Omphalos.

Altra mozione Al termine dell’audizione il consigliere Bori ha presentato un’ulteriore mozione criticando non solo l’assenza ai lavori del consiglio del sindaco, ma anche l’atteggiamento dell’Assessore Wagué, che al termine delle audizione delle educatrici ha lasciato l’aula, senza -secondo Bori- dare una risposta. “Ne chiederemo ancora le dimissioni -ha concluso Bori- e comunque oggi per protesta abbandoniamo l’aula.” Di tutt’altro avviso la capogruppo Rosetti, che invece ha rinnovato la richiesta ad avere oggi stesso una risposta alla sua interrogazione sulla lettera di gradimento “anche se ciò significa -ha detto- sospendere i lavori del consiglio per approfondimenti.” Tuttavia, la votazione della mozione di Rosetti non è risultata valida per mancanza del numero legale e la seduta del consiglio è stata prima sospesa, quindi chiusa definitivamente