CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Perugia, ‘consigliò’ due candidati a ritirarsi dal concorso: condannato assessore

Perugia Cronaca e Attualità Extra EVIDENZA2

Perugia, ‘consigliò’ due candidati a ritirarsi dal concorso: condannato assessore

Redazione
Condividi

Avvocati al Tribunale di Perugia

PERUGIA – L’assessore “consigliò” a due dipendenti di non sostenere l’esame per la progressione verticale all’interno della struttura comunale per favorire altri due dipendenti. Il conto per tale comportamento, però, è molto salato: una condanna penale e una della Corte dei conti.

La Procura regionale della Corte dei conti ha chiesto la condanna di un ex assessore di un comune della provincia di Perugia, difeso dall’avvocato Marzio Vaccari, al pagamento «di 30.000 euro, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia, per avere causato un danno all’immagine al predetto Ente locale, conseguente ad una condotta delittuosa posta in essere dallo stesso, accertata attraverso un processo penale, conclusosi con sentenza definitiva di condanna». L’amministratore pubblico era stato giudicato e condannato «perché, in concorso tra loro, nella qualità di assessori dell’amministrazione comunale di …, abusando della loro qualità e dei loro poteri, al fine di favorire …, compivano atti idonei, diretti in modo non equivoco, a costringere ed a indurre … a non sostenere le prove dei concorsi interni per la progressione verticale alle qualifiche di istruttore direttivo alla sezione urbanistica ordinaria ed alla sezione manutenzione e lavori in economia, senza riuscire nell’intento, per cause indipendenti dalla loro volontà». Uno dei due assessori era stato assolto, l’altro condannato in via definitiva.

Secondo i giudici della Corte dei conti è «incontestato è il rapporto di servizio, che legava il convenuto all’Amministrazione danneggiata» e non si discute «sull’antigiuridicità della condotta, costituente non solo un illecito amministrativo ma anche un fatto delittuoso», l’unico punto da analizzare è quello che riguarda il presunto «danno erariale, precisamente danno all’immagine, e se lo stesso sia attribuibile alla condotta del convenuto, a titolo di dolo o colpa grave». Per il collegio «la commissione del reato di concussione, da parte di un pubblico amministratore … determini una lesione dell’immagine dell’Ente, danneggiato da tale censurabile condotta». Un assessore che «minaccia o induce dei dipendenti a non partecipare ad un pubblico concorso, al fine di favorire altri soggetti, genera sfiducia nelle istituzioni e discredito nei confronti dell’amministrazione pubblica». E anche se il clamore è ridotto «sulla base della diffusione giornalistica» al solo ambito locale, non si può prescindere «dalla intrinseca gravità ed offensività della condotta tenuta dal convenuto, piuttosto che dalla diffusione che della condotta medesima ne dà la stampa, la quale esprime semmai solo il grado di interesse e di controllo democratico da parte dell’opinione pubblica sulla vicenda». Da qui la decisione di condannare l’ex assessore a pagare 10.000 euro a favore dell’Ente locale.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere