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Perugia, Comotto chiama a raccolta, Santopadre: “Chi vuole il Grifo, si faccia avanti”

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Perugia, Comotto chiama a raccolta, Santopadre: “Chi vuole il Grifo, si faccia avanti”

Redazione sportiva
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PERUGIA– Giornata di presentazioni in casa Perugia. Il nuovo dg Gianluca Comotto prende la parola: “L’ultima volta ero in sala stampa per annunciare l’addio al calcio. La felicità di essere tornato è grandissima. Ho fatto prevalere l’aspetto sentimentale. Ho un ruolo che mi dà tanti stimoli e voglia di migliorarmi. Stavo per trasferirmi a Milano poi, quando ho visto la chiamata di Santopadre, mi è scattato dentro qualcosa. È un ruolo che mi dà grandi stimoli e voglia di migliorarmi. I ricordi sono belli ma tendono a scemare, contano le capacità e i risultati”

Obiettivi “Bisogna mettere da parte questo dramma sportivo: tiriamo una linea e non pensiamoci più. Voglio portare entusiasmo e voglia di vincere, consapevole che è stupendo nello stesso tempo difficile in tutte le categorie. Dobbiamo ricreare quelle condizioni ideali che servono per centrare gli obbiettivi – dice – Va sposato un progetto che esalti la voglia di sacrificarsi. Chi avrà voglia farà parte di questo gruppo, in caso contrario meglio prendere altre strade. Questa è una piazza che non vale la C, in tanti verrebbero volentieri. Il giocatore dovrà avere fame. In un calcio dove i valori sono appiattiti bisogna avere voglia di vincere, andare oltre e sposare un progetto. La storia di un club va salvaguardata”

Santopadre. Poi tocca al presidente Santopadre, che respinge al mittente gli attacchi: “Siamo retrocessi per una concomitanza di errori, a partire dai miei. E, poi, anche quelli degli altri responsabili, perché il presidente non fa tutto da solo e ognuno svolge un pezzo del lavoro. Ora però non c’è tempo per pensare e rimuginare non serve. Bisogna ripartire velocemente. Il primo punto del nuovo inizio, che non so se è una rivoluzione, è stata la presa d’atto, fatta con Roberto Goretti a 48 ore dallo spareggio,  che io e lui eravamo a fine corsa. È stata, ci tengo a dirlo, una corsa bellissima, durata otto anni, ricca di tante gioie, prima dei dolori di questa stagione. Con Roberto voglio precisare  che non c’è stata, né ci sarà mai alcuna rottura: io e lui insieme non riuscivamo ad avere più l’energia necessaria. Non poteva certo riferirsi al budget, perché di quello nemmeno avevamo cominciato a parlarne. Entrambi volevamo che il Perugia ripartisse forte nell’entusiasmo e, per il bene del Perugia, abbiamo preso atto che insieme non riuscivamo ad avere più gli stimoli giusti. Ora però è arrivato il momento di tirare una linea col passato. Io ho sbagliato e pago per i miei errori, ma voglio guardare avanti e sperare in un futuro vincente”.

Cessione. Poi parla del discorso cessione: “Le critiche le accetto perché io sono quest’anno un perdente, ma non posso essere criticato per il fatto di non essere un Volpi, un Berlusconi, un Vigorito.  Loro spendono 20 milioni l’anno  e dopo anni riescono ad andare in serie A. Io non ho quelle possibilità, ma non credo che questa mi possa essere addebitata come un colpa.Non è vero che ho ricevuto offerte concrete e serie per cedere il Perugia. Chi recentemente si è fatto avanti, non aveva soldi suoi da spendere e parlava per conto di terzi, di un ipotetico fondo che voleva acquistare il Perugia, ma poi non si è  fatto più vivo nessuno. Io penso che se uno vuol fare un’offerta seria ha un solo modo: mi manda una pec e parliamo di cose ufficiali. Io sono qui quasi tutti i giorni, se qualcuno vuole fare proposte, non ha che da farsi avanti”

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