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Perugia capitola a Modena: sarà ancora gara 5 a decretare chi andrà in finale scudetto

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Perugia capitola a Modena: sarà ancora gara 5 a decretare chi andrà in finale scudetto

Redazione sportiva
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di Raffaello Agea

Modena – Oggi al PalaPanini ha vinto ancora il fattore campo, ma soprattutto hanno vinto i padroni di casa. Perugia invece ha perso, forse malamente, disputando una partita senza smalto, solo lontana parente di quella giocata appena tre giorni fa tra le mura amiche.

La squadra di Velasco ha fatto il suo, ma sono mancate contromisure che certo sono alla portata dei bianconeri. E tranne alcune fiammate nel corso dei parziali, le armi migliori della Sir, attacco e servizio, non hanno mai trovato continuità.

Sarebbe servito difendere di più, toccare di più a muro e proprio a muro trovare qualche vincente in più. Modena invece, pur non facendo cose eccezionali, anzi trovandosi molto agevolata nel proprio compito dalle difficoltà degli avversari, ha trovato un eccellente Bednorz e un Tillie sostituto di lusso di Urnaut quasi mai fermati a muro.

E quando Atanasijevic mette a referto solo 7 punti in attacco su 15 tentativi, occorrerebbe qualcosa in più nelle altre situazioni.

I padroni di casa, altro merito, hanno invece dimostrato di aver digerito a sufficienza la batosta di gara 3, quando hanno subito l’incredibile rimonta messa a segno da Perugia nel terzo parziale, cedendo poi anche il quarto set e il match.  

 

Solo qualche fiammata

Dopo l’equilibrio iniziale (2 – 2), l’ace di Atansijevic fa ben sperare gli uomini di Perugia, mentre Modena sbaglia molto dai nove metri, collezionando quattro errori che mantengono gli ospiti a + 1 (7 – 8). Ma anche Podrascanin sbaglia in battuta ed è ancora parità (8 – 8). Ancora errori al servizio di Leon, Bednorz e Holt e ancora parità (12 – 12). Zaytsev è concreto in attacco e mette a segno due punti consecutivi (13 – 12). Quando Christenson va al servizio (la P1 per gli addetti ai lavori), come si è visto nei match precedenti, Perugia soffre molto: ace corto dell’americano con Colaci che non riesce a ricevere e break Modena (14 – 12). Zaytsev mantiene il vantaggio con l’attacco in parallela (17 – 15) e lo aumenta con l’ace che vale il 18 – 15. Ancora errori: al servizio di Leon (19 – 16) e di Atanasijevic in attacco (21 – 17). Il parziale finisce lì, perché a Modena basta l’attacco in pipe di Bednorz e l’ennesimo errore al servizio di Perugia (con Lanza) per conquistare il set  (25 – 19).

Anche l’avvio del secondo set sembra essere positivo per Perugia, con il muro di Ricci su Holt (2 – 3), ma anche la buona sorte sembra aver girato le spalle a De Cecco e soci. Holt subisce ancora muro, Atansijevic è a sua volta murato sulla ricostruzione, la palla tocca l’asta; però, incredibilmente, al videocheck non si trova l’immagine, con il secondo arbitro che comunica, forse tardivamente, il malfunzionamento di tre telecamere (3 – 3).

Una fiammata, forse la più importante, è frutto di tre aces consecutivi di Leon, che portano Perugia a + 3 (10 – 13). Lanza mantiene il vantaggio con il suo attacco a terra sulla parallela (11 – 14), Leon “abbatte” Holt che riesce a malapena a coprirsi in zona 5 (13 – 15). Velasco avvicenda Mazzone con Anzani, ma gli attacchi di Atanasijevic e Leon mantengono ancora Perugia a + 2 (14 – 16; 15 – 17).

Però Modena non molla e si riporta in parità (18 – 18). Il turno al servizio di Zaytsev è decisivo e porta i suoi a + 2 con l’ace del 20 – 18. Ci mettono ancora una pezza Leon e Atanasijevic in attacco (20 – 19; 22 – 21) e il muro di Podrascanin su Zaytsev (23 – 22).

Nel momento decisivo i gialloblu sono più concreti in attacco e dopo il mani out di Tillie che li porta al set point, chiudono con l’attacco vincente di Zaytsev successivo al servizio jump flot di Lanza, che non impensierisce affatto la ricezione avversaria (25 – 23).

 

Niente “recupero bis”

Modena è più che rinfrancata grazie al doppio vantaggio e allunga subito. Il muro dei padroni di casa funziona a dovere, sia su Atanasijevic (5 – 2), sia su Lanza (8 – 4). Bernardi (ri)prova la carta Berger al posto di Leon, forse sperando che resettare per qualche minuto possa restituire brillantezza allo schiacciatore cubano. Ci sono altre fiammate della Sir, con Podrascanin in primo tempo (12 – 6) e gli attacchi di Leon e Atanasijevic (15 – 9). Ancora Podrascanin, il migliore dei suoi, tiene alto almeno l’onore; ma è anche sfortunato quando il nastro porta fuori il suo servizio (23 – 17).

Ed è veramente troppo tardi anche per tentare una rimonta certo non impossibile, ma molto, molto improbabile per quanto visto in campo, oltre che per lo score.

Ultimo punto di Leon in attacco, che colpisce ben sopra l’asta e mette a terra (23 – 17), dimostrando ancora di cosa è capace; ma poi sarà lui stesso, forse cercando di sfogare un po’ di frustrazione, a sparare fortissimo sul muro ben piazzato, subendo il block vincente di Bednorz, che consegna a Modena il set (25 – 17) e il match.

 

Verdetto finale rimandato

Perugia è apparsa molto in difficoltà, tanto che è proprio il caso di dire che forse sia scesa in campo pensando già a gara 5. Una difficoltà che è apparsa più mentale, che dovuta ad altro.

Pensare di vincere a Modena senza due delle armi fondamentali del suo repertorio (servizio e attacco) sarebbe stato chiedere troppo.

Gli emiliani invece, a partire dai quarti di finale superati abbastanza agevolmente contro Milano, si sono resi protagonisti di un crescendo molto consistente, che li rende molto ostici non solo quando giocano in casa.

E come già sottolineato sarebbero servite quelle munizioni grazie alle quali è stata possibile la grande rimonta di gara 3. Ma 3 muri vincenti (contro 7) nell’arco del match disputato oggi sono troppo pochi. E se le cifre della ricezione non sono disastrose, a Perugia è mancata quella fase break che parte proprio dalla caparbietà di non lasciare cadere a terra nulla, difendendo di tutto e di più e ricostruendo con altrettanta caparbietà.

Da lì, se vorrà disputare la seconda finale scudetto consecutiva, la quarta della sua storia nella massima serie nazionale, Perugia dovrà ripartire.

Un tabù, quello di una vittoria in trasferta nei playoff che manca da tanto tempo, non è stato sfatato. Ma c’è ancora una partita da giocare, con il vantaggio di farlo in casa, dove il pubblico di fede perugina ha dimostrato sempre di essere il settimo uomo in campo.

Appuntamento a domenica 28 al PalaBarton per il verdetto finale.  

 

AZIMUT LEO SHOES MODENA – SIR SAFETY CONAD PERUGIA 3-0 (25-19, 25-23, 25-17)

AZIMUT LEO SHOES MODENA: Christenson 2, Zaytsev 12, Mazzone 2, Holt 5, Tillie 8, Bednorz 12, Rossini (libero), Anzani 3, Keemink. N.e.: Urnaut, Kaliberda, Benvenuti (libero), Pinali, Pierotti. All. Velasco, vice all. Cantagalli.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: De Cecco 1, Atanasijevic 9, Podrascanin 6, Ricci 3, Leon 14, Lanza 6, Colaci (libero), Piccinelli, Hoag, Berger. N.e.: Seif, Galassi, Della Lunga (libero), Hoogendoorn. All. Bernardi, vice all Fontana.

Arbitri: Andrea Puecher – Gianluca Cappello

I numeri – MODENA: 17 b.s., 5 ace, 46% ric. pos., 23% ric. prf., 56% att., 7 muri. PERUGIA: 21 b.s., 5 ace, 40% ric. pos., 25% ric. prf., 49% att., 3 muri.

 

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