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Perugia, caos indifferenziata. L’Auri: “Da lunedì si torna alla normalità”

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Perugia, caos indifferenziata. L’Auri: “Da lunedì si torna alla normalità”

Redazione
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PERUGIA – Cassonetti della indifferenziata colmi, pronti quasi a esplodere. Questo lo scenario che accomuna tutto il territorio comunale perugino da alcuni giorni a questa parte. Sono state centinaia le segnalazioni di cittadine apparse sui social per denunciare lo stato di degrado in cui versano numerose parti della città, a causa del mancato svuotamento dei ‘cassoni neri’, quelli, appunto, destinati ai rifiuti indifferenziati.

I motivi A causa di problemi organizzativi della cesenate Hera, Gesenu, dal 30% di raccolta dell’indifferenziato, è stata costretta ora a occuparsi solamente della metà dello svuotamento dei cassonetti della medesima tipologia. Per questo, si stanno cercando delle decisioni lampo per sbloccare definitivamente la situazione, e la Palazzo Donini starebbe pensando a una soluzione marchigiana, che vedrebbe protagoniste Ascoli e Fermo.

Gesenu “La temporanea chiusura per manutenzione dell’impianto di fuori regione che riceve una parte dei rifiuti indifferenziati raccolti nel territorio comunale, – l’azienda responsabile del servizio di nettezza urbana nel capoluogo – nei giorni scorsi ha determinato la riduzione del ritiro di tali rifiuti, mediante la diminuzione delle frequenze di svuotamento dei contenitori stradali dedicati alla raccolta del rifiuto secco residuo (contenitore grigio). Per fronteggiare tale situazione e ridurre al minimo i disagi che ne conseguono, la Gesenu ha intensificato le frequenze di svuotamento dei contenitori stradali dedicati alle altre frazioni di rifiuti recuperabili quali carta/cartone, multimateriale (plastica, vetro metalli) e frazione organica umida”. “In tale contesto – prosegue Gesenu – è ancora più importante assicurare una maggiore raccolta differenziata con il contributo di tutti i cittadini che sono chiamati a porre maggiore attenzione alla differenziazione dei rifiuti, separando in modo corretto le frazioni recuperabili e riducendo, di fatto, la produzione del secco residuo”.

Auri “In questi giorni abbiamo dovuto affrontare l’ennesima situazione di criticità derivante dalla difficoltà di reperire impianti di trattamento della frazione umida di sottovaglio prodotta dall’impianto di Ponte Rio per la quale abbiamo trovato una soluzione ponte che a partire da lunedì 30 ottobre consentirà il ritorno alla normalità. Questo in attesa della sottoscrizione degli accordi con la Regione Marche che consentiranno la possibilità di accedere agli impianti di Fermo e Ascoli Piceno”. Sono le parole del presidente dell’Autorità umbra per rifiuti e idrico, Cristian Betti, che sta monitorando la situazione del ciclo di gestione dei rifiuti dell’ex Ati 2, oggi Sub ambito 2 dell’Auri, in stretto contatto con la struttura tecnica dell’Autorità d’ambito. “Il servizio di raccolta – ha assicurato Betti – non è mai stato interrotto totalmente, pur rallentando in alcune aree, generando disagi e preoccupazioni. In tutti i comuni che conferiscono in questo impianto si sono avuti rallentamenti nella raccolta del rifiuto indifferenziato che non hanno invece riguardato la raccolta differenziata. Tale criticità troverà una soluzione stabile con la sottoscrizione degli accordi con la Regione Marche che sono ancora in fase di definizione”.

Barelli Va all’attacco di Palazzo Donini il vicesindaco perugino, Urbano Barelli:  “Per garantire un adeguato sistema di gestione dei rifiuti risulta necessario – afferma il numero due della giunta Romizi –modificare il piano regionale dei rifiuti e redigere il piano d’ambito dal momento che la pianificazione spetta innanzitutto alla Regione e poi all’AURI e non ai gestori e men che meno ai Comuni. I disservizi legati al rallentamento della raccolta dei rifiuti che stiamo vivendo in questi giorni e, comunque, in via di superamento, sono la conseguenza di una pianificazione inadeguata che, dopo il blocco degli impianti di Pietramelina e Borgogiglione, non ha saputo individuare soluzioni impiantistiche alternative né regionali né extra regionali. Solo in questi giorni – prosegue Barelli – pare che la Regione Umbria stia definendo un accordo interregionale per consentire al gestore di conferire parte dei rifiuti nelle Marche. Questa situazione non è oltremodo sostenibile anche perché determina l’insorgere di extracosti che rischiano di mettere in crisi gli equilibri economico-finanziari di società che impiegano centinaia di lavoratori e di determinare aumenti tariffari. Per questo motivo l’AURI – conclude – ha deciso di chiedere un incontro con la Giunta regionale affinchè possa essere finalmente trovata una soluzione adeguata che consenta di ricondurre a normalità la gestione regionale dei rifiuti”.

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