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Perugia, botte e minacce di morte agli inquilini per costringerli a lasciare l’appartamento

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Perugia, botte e minacce di morte agli inquilini per costringerli a lasciare l’appartamento

Redazione
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Una Volante della Polizia

PERUGIA – La polizia ha arrestato due cittadini romeni responsabili di aver picchiato e minacciato di morte due coniugi affinché lasciassero l’appartamento che occupavano legittimamente.

La storia Da un anno circa una coppia di cittadini nigeriani con due figli minorenni aveva preso in affitto la porzione di un appartamento di San Sisto a Perugia, sottoscrivendo un regolare canone di locazione con una cittadina rumena. Nonostante la puntualità nei pagamenti, la proprietaria di casa, avanzando necessità personali di rientrare in possesso dell’intero immobile, pretendeva che la famiglia se ne andasse su due piedi, senza preavviso, pur se impossibilitati a trovare una dignitosa sistemazione alternativa. Di fronte alla determinazione della coppia di restare nell’immobile, le richieste di andarsene si sono fatte sempre più pressanti fino a sfociare nella vera e propria minaccia.

Il compagno della locatrice, infatti, unitamente ad un suo connazionale, ormai quasi quotidianamente aggredivano i due coniugi minacciandoli di conseguenze gravi per i loro e per i figli se non avessero lasciato immediatamente i locali, al punto da costringere la coppia a sistemare i figli a casa della sorella.

Dalle minacce a parole ai fatti  Nella giornata di ieri, le parole si sono trasformate in percosse e spintoni tanto che la donna, aggredita in casa, si era precipitata sulle scale per chiedere aiuto e aveva chiamato il 113. Ai poliziotti della volante i coniugi hanno riferito di aver già subito anche nel recente passato aggressioni fisiche e che al momento era loro impedito l’accesso all’appartamento. In particolare hanno riferito che poco prima uno dei due cittadini romeni li aveva minacciati che avrebbe loro sparato se non se ne fossero andati, simulando con la mano un’arma puntata contro i due. L’altro straniero, assistendo alla scena, aveva sostenuto il connazionale proferendo avvertimenti minatori ai due nigeriani e millantando l’appoggio di organizzazioni criminali.

L’arresto  I due, già noti alle forze di polizia, venivano quindi arrestati per tentata estorsione aggravata.

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