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Perugia, bimbo con due mamme nato all’estero: negata la trascrizione

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Perugia, bimbo con due mamme nato all’estero: negata la trascrizione

Redazione
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PERUGIA – Nell’edizione del 17 giugno, il Corriere dell’Umbria aveva riportato la storia di Juan, un bambino di sei mesi nato in Spagna da Chiara e Laura, una coppia di ragazze perugine. Il bambino, a cui il Comune di Perugia ha rifiutato la trascrizione dell’atto di nascita, è ora senza documenti, senza identità e senza la possibilità di poter viaggiare per tornare in Italia e conoscere nonne e cuginette. Le mamme sono state assistite dallo sportello legale di Omphalos e hanno annunciato di voler ricorrere in tribunale.

Omphalos “Ci chiediamo con che coraggio l’amministrazione comunale abbia scelto di negare ad un bambino di sei mesi il diritto all’identità – dichiara Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – questo atteggiamento, oltre che essere fuori dal tempo, è fortemente discriminatorio e crudele. Crudele perché a farne le spese è un bambino la cui unica “colpa” è quella di avere due mamme che lo hanno tanto desiderato e che lo amano. I tribunali di molte città e persino la Cassazione si sono già espressi più volte ordinando ai comuni reticenti di procedere alla trascrizione, ma il Comune di Perugia ha ignorato tutte le sentenze e ha rifiutato la trascrizione per motivi di ordine pubblico. Motivazione al limite del ridicolo. Al Comune evidentemente piace spendere denaro pubblico in ricorsi persi in partenza e noi non ci tireremo certo indietro”. «È triste pensare che l’amministrazione comunale si concentri tanto nell’interpretazione di una locandina, assecondando polemiche inutili e faziose, mentre continua a negare diritti civili a coppie gay e addirittura ai loro figli – conclude Bucaioni – Siamo sicuri che non è questo quello che i nostri concittadini vogliono. Perugia, la città che conosciamo e nella quale viviamo, non abbandonerebbe mai un bambino di 6 mesi in un altro paese senza documenti né identità, solo perché figlio di due mamme. Se questa amministrazione comunale ha deciso di farlo, questa non è l’amministrazione adatta a questa città. Forse è bene cominciare ad interrogarci su queste scelte, invece che dare retta alle visioni e alle fantasie dei soliti quattro oltranzisti omofobi”.

Il Comune Nella tarda serata di sabato, è arrivata la replica di Palazzo dei Priori: “La trascrizione di un atto di nascita di soggetto nato all’estero ed ivi registrato – si legge in una nota del Comune di Perugia – è contemplata dalla normativa vigente che non disciplina tuttavia le trascrizioni riguardanti figli di genitori dello stesso sesso. A tale proposito è stato richiesto un parere alla prefettura e l’atto di diniego espresso dagli ufficiali di stato civile si è conformato al predetto parere. Ciò posto, l’amministrazione comunale, che come noto, non ha potestà legislativa, è chiamata all’applicazione delle norme vigenti ed alle funzioni di stato civile, in forza della delega prefettizia, e rimane in attesa degli eventuali interventi del legislatore alla luce anche della recente pronuncia della Cassazione. Pronuncia, comunque, successiva rispetto all’atto di diniego”.

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