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Perugia, Bassetti ricorda la figura di Sant’Ercolano: “Ha difeso la città con passione e bontà: esempio da seguire”

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Perugia, Bassetti ricorda la figura di Sant’Ercolano: “Ha difeso la città con passione e bontà: esempio da seguire”

Redazione
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Bassetti durante le celebrazioni

PERUGIA –  “La città è un patrimonio inestimabile, la cui protezione e custodia è dovere di tutti”. Le parole sono del cardinale Gualtiero Bassetti durante la celebrazione eucaristica di domenica dedicata a Sant’Ercolano, vescovo, martire e ‘defensor civitatis’, vissuto nel VI secolo, patrono della città e dell’Università degli Studi di Perugia. Parole che possono assumere un significato più profondo se si pensa che in città, di fatto, è già partita la campagna elettorale in vista delle comunali di maggio. Nella chiesa ottagonale dedicata al Santo, Bassetti si è chiesto “cosa ci direbbe se tornasse oggi nella sua città? Forse ci direbbe qualche inquietudine ma ci farebbe bene, perché ci aiuterebbe a crescere e ci libererebbe dal nostro modo di pensare “si è sempre fatto così”, perché dobbiamo accogliere il nuovo che avanza”.

Martirio “Il martirio di Ercolano – ha aggiunto il presidente della Cei – ci ricorda che la martiria, cioè la testimonianza di Cristo mediante il proprio sangue, oggi, forse ancora piuù di ieri, è fonte perenne di vitalità della Chiesa. I nostri padri ebbero una felice intuizione, nel proclamarlo patrono dello “Studium Generale Civitatis Perusii” sin dai suor albori, perché salvando la città, egli salvò anche la sua millenaria cultura. E l’Università, quando è all’altezza della sua vocazione, è l’istituzione che, più delle altre, raccoglie ed esprime l’identità di un intero popolo”. Il cardinale ha quindi evidenziato che «Ercolano, oltre a essere difensore e testimone della città, ha anche incarnato la figura biblica del Buon Pastore”. “Per questo – ha aggiunto -, a metà del VI secolo, il santo vescovo ha favorito con tutte le sue forze una Chiesa evangelica. Anche questa nostra Chiesa perugino-pievese del terzo millennio è sfidata a rinnovare la propria immagine, per essere fedele al comando del Signore”.

Chiesa e laici “Ma oggi – ha detto il presidente Dei avviandosi verso la conclusione – la ministerialità non esaurisce se stessa, come avveniva ai tempi di sant’Ercolano, nel servizio dei presbiteri, ma sollecitata dal Concilio Vaticano II e soprattutto dopo l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, necessita di un positivo protagonismo dei laici, consapevoli anch’essi dell’ansia del Buon Pastore. Perciò occorre che tutti, pastori consacrati, uomini e donne, abbiano una forte empatia verso il mondo. Abbiano un cuore aperto a tutti e siano sale, luce, lievito per la crescita umana e spirituale di ogni creatura. Occorrono laici dalla fede forte, che sappiano custodire le molteplici frontiere della città, della cultura, e accogliere i poveri e coloro che chiedono ospitalità”. Per il cardinale Bassetti “abbiamo bisogno di una Chiesa che sia davvero più segno del Risorto e più credibile nel gridare la speranza del mondo che è il Vangelo”. Al termine della celebrazione è stato donato dall’Amministrazione comunale il cero votivo acceso davanti alle reliquie di sant’Ercolano.

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