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Perugia, bambini picchiati, insultati e chiusi in bagno: a processo due maestre di una materna

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Perugia, bambini picchiati, insultati e chiusi in bagno: a processo due maestre di una materna

Redazione
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L'interno di un asilo nido
L'interno di un asilo nido

PERUGIA – Bambini picchiati, insultati e chiusi in bagno per ore. Lo scenario agghiacciante è quello di una scuola materna di Perugia e lo racconta l’edizione di venerdì de Il Messaggero. Una lunga scia di soprusi verso i piccoli – otto in totale – che è andata avanti per anni fino allo scorso marzo, interrotta solamente dal lockdown a seguito della pandemia da Coronavirus. Ora le due maestre, rispettivamente 56 e 74 anni, sono state prima fermate, poi raggiunte da un avviso di conclusione delle indagini e andranno quindi a processo.

Incubo Le due donne sono accusate di ‘maltrattamenti ed abuso dei mezzi di correzione’. Secondo quanto emerge, i piccoli venivano picchiati, lasciati al buio in piedi per ore, lasciati piangere, imboccati per forza fino al vomito, presi ‘a scappellotti’ soltanto per aver fatto cadere un bicchiere, pressioni sulle mani con le forchette, continue tirate di capelli. Punizioni ingiustificate che non si fermavano nemmeno quando li sentivano urlare. Aggressioni che secondo la Procura della Repubblica che indaga sono foriere “di pericoli di malattia, nella forma del disagio psichico per i minori coinvolti”. I bambini infatti, tornavano sempre a casa nervosi, lasciandosi andare ad attacchi di pianto. A muovere l’indagine è stata una denuncia dei genitori.

Il quadro Il pm parla anche di “atti di violenza fisica, morale e psicologica, tenendo verso i medesimi atteggiamenti aggressivi e violenti, percuotendoli e ingiuriandoli, sottoponendoli a situazioni di sopraffazione tali da rendere la loro vita scolastica particolarmente dolorosa”.

Nell’inquietante quadro emergono anche altre situazioni al limite. Le donne infatti, talvolta non avrebbero proceduto al cambio dei pannolini ed uno schiaffo rifilato ad un piccolo con la mano ornata di anello avrebbe procurato al piccolo la fuoriuscita di sangue dal labbro. Addirittura, una bambina di 11 anni, con disabilità fisica chiamata davanti a tutti “quell’handicappata” e costretta ad allacciarsi le scarpe da sola benchè impossibilitata. Accuse forti, ovviamente da dimostrare, ma che se fossero confermate rischierebbero di lasciare ferite indelebili nei piccoli.

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