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Giustizia, Perugia: avvocati d’ufficio, le parcelle andranno a sconto sulle tasse

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Giustizia, Perugia: avvocati d’ufficio, le parcelle andranno a sconto sulle tasse

Redazione
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Un'aula di tribunale (foto d'archivio)

PERUGIA – Le parcelle del gratuito patrocinio andranno a compensare le tasse dell’anno successivo. Lo Stato risparmia e gli avvocati non tirano fuori i soldi delle tasse.

Il fondo statale per garantire il diritto alla difesa ai cittadini che non possono permettersi un avvocato (requisiti di reddito di 11.528 euro) è stato dotato di 10 milioni di euro e, adesso, il ministero della Giustizia, ha chiarito i meccanismi del pagamento di imposte dirette e indirette, tasse e contributi attraverso un decreto di liquidazione per gratuito patrocinio. La procedura è interamente informatizzata. Sono compensabili, quindi, i tributi e contributi previdenziali degli avvocati, con quanto dovuto dall’erario agli avvocati stessi. È possibile pagare mediante compensazione i debiti verso l’erario o verso gli istituti previdenziali anche se il credito del professionista è di importo superiore.

Il professionista deve registrarsi sulla piattaforma elettronica predisposta, sottoscrivere una serie di dichiarazioni di responsabilità circa l’avvenuta liquidazione da parte dell’autorità giudiziaria e la mancata loro opposizione a tale liquidazione. La piattaforma elettronica elaborerà l’elenco dei crediti ammessi in compensazione con le relative comunicazioni sia ai professionisti sia all’Agenzia delle entrate e agli enti di previdenza. Tale facoltà potrà essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre, per l’anno 2016, e dal 1 marzo al 30 aprile per gli anni successivi.

I ricorsi per l’ammissione al gratuito patrocinio in Umbria sono diminuiti nel settore civile e dal giudice di pace, mentre sono aumentati in materia penale. In Corte d’Appello (compresa l’Assise), sono 74 le istanze pervenute, 46 quelle ammesse, 17 non ammesse, e 21 quelle pendenti, per un importo liquidato di 371.595,12 euro. Il tribunale per i Minorenne i dati riportano 42 istanze, 28 ammesse, 8 negate, 6 pendenti, per una fattura da 26.854,67 euro. Il Tribunale di Perugia ha liquidato 508.593,70 euro per 426 istanze pervenute, 246 ammesse, 57 rifiutate e 123 pendenti; mentre a Spoleto le richieste sono state 89, 54 ammesse, 10 negate, 25 pendenti per una spesa di 54.330,72 euro. Per quanto riguarda il settore civile, invece, in Corte d’appello sono 51 le istanze di gratuito patrocinio ammesse dall’Ordine degli avvocati per 37.133,23 euro; presso il tribunale per i minorenni 90 per 48.423,50 euro; al Tribunale di Perugia 673 istanze per un importo di 200.550,40 euro. A queste somme vanno aggiunti i 16.642,58 euro liquidati per il gratuito patrocinio dei giudici di pace del circondario di Perugia (85 ammesse su 89). Per un totale di quasi 1 milione e 300mila euro.

La crisi incide fortemente sulla richiesta di introduzione delle cause con il gratuito patrocinio. Altrimenti chi non si può permettere un avvocato non potrebbe far valere un suo diritto. Sarà per questo che il consiglio dell’Ordine di Perugia esamina 50 richieste a settimana.

Un altro problema al quale vanno incontro gli avvocati riguarda i tempi di liquidazione. “L’attesa media è di quasi tre anni. Proprio il termine di legge che fa prescrivere i diritti di esazione se non intervengono atti interruttivi della prescrizione – afferma un avvocato in fila in cancelleria – L’unico atto che un avvocato presenta, però, è proprio l’istanza di liquidazione a pochi mesi dalla sentenza. Poi non ci sono altri atti da presentare. La prescrizione, quindi, corre”. La media delle parcelle va da 5 a 10mila euro. Con la fattura elettronica, infine, si sono accorciati i tempi di liquidazione: da 12 a 4 mesi. Solo sulla carta, però.

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