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Perugia, aveva due cellulari in cella: detenuto tenta il suicidio, poi aggredisce agente

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Perugia, aveva due cellulari in cella: detenuto tenta il suicidio, poi aggredisce agente

Redazione
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L'interno del carcere di Capanne
L'interno del carcere di Capanne

PERUGIA – Si registra ancora un episodio critico all’interno del carcere di Capanne dove, martedì mattina, durante una perquisizione alla sezione 2b, dove il regime detentivo è aperto, i poliziotti della penitenziaria hanno rinvenuto due cellulari, compreso uno smartphone di ultima generazione. A denunciare l’accaduto è Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe, che spiega come i telefonini “sono stati trovati nella grata della cella, in cui sono detenuti due italiani, uno dei quali è stato accusato dell’illecito”.

Tentativo Dopo l’episodio, il recluso ha tentato di togliersi la vita, “cercando di impiccarsi, ma per fortuna è stato soccorso e messo in salvo” ha spiegato il sindacalista, aggiungendo che gli era stato assegnato un “sovrintendente della polizia penitenziaria per osservarlo a vista, ma dopo circa mezz’ora e senza nessun motivo specifico, si  si è scagliato contro l’agente colpendolo alla faccia”. Il poliziotto è stato accompagnato in ospedale dove si trova tuttora per le cure del caso. A intervenire sulla vicenda anche Donato Capace, segretario nazionale del Sappe, secondo cui è  “solamente grazie agli agenti se la situazione, seppur grave e critica, non degenera, malgrado siano sotto organico, oltreché non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le nove ore di servizio, senza strumenti idonei a garantire la loro stessa incolumità fisica”.

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