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Perugia, attivista politico accoltellato a Ponte Felcino mentre attacca i manifesti

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Perugia, attivista politico accoltellato a Ponte Felcino mentre attacca i manifesti

Redazione
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La Polizia scientifica sul luogo dell'aggressione
PERUGIA – Brutti segnali del ritorno della violenza politica. Un trentasettenne, Mario Pasquino, è stato accoltellato martedì sera, in maniera comunque non grave, mentre – secondo quanto riferito da lui stesso agli investigatori – stava affiggendo dei manifesti elettorali di Potere al Popolo alla periferia di Perugia. Su quanto successo nella zona di Ponte Felcino sono in corso accertamenti da parte della Digos della questura che sta cercando di ricostruire l’ accaduto. La polizia è intervenuta dopo che una telefonata anonima al 113 aveva segnalato una rissa. Giunta sul posto la volante non ha però trovato alcuno. In base a quanto poi riferito dal trentasettenne alla polizia, l’uomo è stato accerchiato da alcune persone non ancora identificate. E’ stato quindi colpito con tre colpi di arma da taglio mentre un altro uomo che era con lui è stato colpito alla testa. Medicati in ospedale sono stati entrambi già dimessi.
Ricostruzione Hanno agito in quattro e con il volto coperto gli aggressori dei due attivisti di Potere al popolo colpiti nella notte a Perugia, uno con un’ arma da taglio e l’ altro da botte alla testa. Lo si apprende da ambienti del movimento. I militanti del partito in lizza alle prossime elezioni politiche stavano affiggendo alcuni manifesti su delle plance nella zona di Ponte Felcino. Ad aggredirli sarebbero state delle persone che erano già in zona. Non si sarebbe trattato quindi di un vero e proprio agguato. Intanto, sarebbero stati sentiti dalla Digos i due militanti di Potere al popolo che hanno denunciato di essere stati aggrediti da quattro persone a volto scoperto. Sull’ indagine viene mantenuto il più assoluto riserbo da parte della polizia. Nessuna ipotesi di reato è stata al momento ufficialmente formulata dalla procura del capoluogo umbro che coordina l’ indagine. Il procuratore Luigi De Ficchy si è limitato a parlare di vicenda “ancora da chiarire”. Al vaglio della digos della questura ci sarebbero le immagini delle telecamere di sorveglianza e altri elementi acquisiti dalla polizia scientifica. Gli investigatori stanno anche valutando il post di CasaPound nel quale si sostiene che vittime dell’ aggressione sarebbero stati i suoi militanti e non quelli di Potere al Popolo.
Denuncia Ha sporto denuncia contro ignoti per lesioni gravi l’attivista di Potere al popolo. Lo ha riferito all’Ansa il legale al quale si è affidato, l’ avvocato Luciano Ghirga. Alla polizia il militante ha fornito anche i suoi vestiti insanguinati e lacerati da un’ arma da taglio che gli ha provocato quattro ferite. L’ avvocato Ghirga ha spiegato che l’ attivista di Potere al popolo ha spiegato di “non poter individuare le persone che lo hanno aggredito perché erano travisate”. “E’ stato sentito a sommarie informazioni dagli investigatori – ha aggiunto il legale – ed ora è a casa con i suoi cari. Il mio assistito desidera mantenere il riserbo e non parlare con i media della vicenda”.
Presidio In serata, in piazza IV Novembre, si è svolto un presidio antifascista convocato da Potere a Popolo a cui hanno preso parte trecento persone. Nel corso del presidio sono stati scanditi slogan antifascisti e condannato l’aggressione dei due militanti.

Le reazioni

Potere al Popolo “Stiamo lavorando per organizzare un presidio popolare per mercoledì sera in piazza a Perugia”. Lo annuncia con un post su Facebook la sezione perugina di Potere al Popolo. “Martedì sera sono stati aggrediti con armi da taglio due nostri attivisti mentre stavano affiggendo i manifesti di Potere al Popolo – si legge nella pagina del movimento – ai quali esprimiamo la nostra solidarietà . Il clima di odio scatenato in questi mesi come abbiamo denunciato sta producendo i suoi frutti avvelenati”.

“Serve una risposta immediata e compatta all’ennesima aggressione di chiaro stampo fascista avvenuta martedì notte a Perugia”. E’ questo il commento del segretario generale Cgil Umbria Vincenzo Sgalla, commentando la notizia. “La gravità di questo episodio, che arriva dopo svariate altre provocazioni – si legge in una nota – è sotto gli occhi di tutti. Stanno già arrivando da numerosi luoghi di lavoro attestati di solidarietà e prese di posizione delle Rsu. Chiediamo in primo luogo che i responsabili siano individuati al più presto e assicurati alla giustizia. Chiediamo che gli organi competenti si attivino immediatamente per ripristinare un clima di normalità e rispetto delle più elementari regole democratiche. La Cgil è e sarà in prima linea per respingere la violenza fascista”.

“Il clima di violenza che si respira in queste elezioni inizia ad assumere contorni allarmanti e i fatti di Ponte Felcino, preceduti da quelli di Palermo, sono gravi e senza precedenti per la nostra regione e per il nostro Paese”: a dirlo è la presidente dell’ Assemblea legislativa dell’ Umbria, Donatella Porzi. La quale condanna l’ aggressione agli esponenti di Potere al popolo che erano impegnati nell’ affissione di manifesti elettorali. “La politica, soprattutto in questo periodo – ha sostenuto Porzi – non accenda fuochi. La violenza che ne deriva porta solo negatività e barbarie, a perdere sono la civiltà e la democrazia”.

Nel frattempo CasaPound Italia da un’altra versione dei fatti: “Nell’aggressione di questa notte a Perugia gli aggrediti sono i militanti di CasaPound Italia, che si sono limitati a difendersi da un attacco a freddo, come i video della telecamera presente sul luogo dimostreranno. In questo momento stiamo andando a denunciare l’ aggressione da parte di ignoti subita nella notte”: a dirlo è Antonio Ribecco responsabile umbro del movimento. Lo fa con un post sulla pagina Facebook del movimento.

“Quanto accaduto stanotte a Ponte Felcino ci preoccupa e ci indigna. Ci penseranno ovviamente le autorità competenti ad accertare i fatti e a verificare le eventualità responsabilità, ma intanto quello che è evidente è che nelle ultime settimane stiamo assistendo al moltiplicarsi preoccupante di fenomeni violenti. Questo è da condannare senza appello e ci preoccupa e ci indigna non solo perchè si inasprisce un clima già complicato ma soprattutto perchè c’è chi è pronto a specularci sopra con spregiudicatezza e con scarso senso di responsabilità politica e istituzionale” Così, in una nota, il Pd Umbria prende posizione su quanto accaduto.
“L’ accoltellamento di Ponte Felcino, con ogni probabilità di matrice politica, è quanto di più lontano dalla nostra cultura e dal nostro modo di pensare. Non ammettiamo azioni violente di nessun genere”, queste le parole di Emanuele Prisco, portavoce per la provincia di Perugia di Fratelli d’ Italia e candidato alla Camera dei deputati.
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