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Perugia, attese al Pronto soccorso. Squarta (FdI): “Una situazione insostenibile”

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Perugia, attese al Pronto soccorso. Squarta (FdI): “Una situazione insostenibile”

Redazione politica
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Pronto soccorso di Perugia -Ingresso (Foto di Marco Giugliarelli )

PERUGIA –  Nel corso della seduta odierna del consiglio regionale dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) ha illustrato l’atto ispettivo con cui chiede all’esecutivo regionale “di risolvere le rilevanti questioni emerse in relazione al sovraffollamento del servizio di emergenza del ‘S.Maria della Misericordia’ di Perugia anche rivedendo le competenze dei medici di base o attuando altre misure di contenimento dei disagi”.

L’interrogazione  Squarta sottolinea che i dati “sono chiari quanto allarmanti: circa 50
minuti di attesa per un codice verde, persone che aspettano anche 4 ore, altre che sostano in attesa anche per 10 ore. Tutto ciò dimostra che la situazione è insostenibile e che l’organizzazione del pronto soccorso deve essere rivista, per evitare che i pazienti debbano affrontare di nuovo questi disagi. Il problema sta anche nella mancanza di sinergia tra gli ospedali territoriali, che porta pazienti da tutto il territorio provinciale a recarsi nel pronto soccorso di Perugia: una mobilità sanitaria che dimostra la presenza di problemi di comunicazione tra nosocomi e di organizzazione delle rete sanitaria dell’emergenza”.

La risposta dell’assessore Barberini  Nella risposta l’assessore Barberini ha evidenziato che “nel 2016 il pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia ha avuto 62139 accessi, di questi 7331 sono codici bianchi, 42915 codici verdi, 8386 codici gialli e 845 codici rossi. Emerge che oltre la metà degli accessi sono sostanzialmente inappropriati (codici bianchi e verdi). I tempi di attesa sono stimati nell’ordine: di 89 minuti per codici bianchi, di 46 per codici verdi, 10 minuti per i codici gialli e meno di 3 minuti per i codici rossi. Quindi dove c’è un’emergenza la risposta è immediata. L’attesa è molto al di sotto della media nazionale. La soluzione non è in una diversa strutturazione dei presidi di pronto soccorso, ma in una integrazione vera e concreta tra ospedali e territorio. Moltissime persone si rivolgono al pronto soccorso perché non trovano sul territorio una risposta adeguata. Pensiamo quindi di intervenire su una rivisitazione e riorganizzazione prevedendo un ruolo e un’organizzazione diversi ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta per garantire continuità e presenza temporale per almeno 12 ore nell’arco di 5 giorni alla settimana. Questo permetterà di dare adeguata risposta a quei codici che rappresenterebbero accessi inappropriati ai pronto soccorso. Già nell’anno in corso arriveremo alla definizione di questa organizzazione territoriale”.

Nella replica, Squarta ha ribadito l’esistenza di “problemi causati dalle lunghe attese” e che all’ospedale perugino “la situazione è quella illustrata nell’interrogazione. La soluzione a queste problematiche non è più rimandabile”.

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