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Perugia: asta deserta per due volte, il chiostrino dell’Inquisizione in permuta

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Perugia: asta deserta per due volte, il chiostrino dell’Inquisizione in permuta

Redazione
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PERUGIA – L’asta è andata deserta più volte e l’immobile è rimasto invenduto e fatiscente. Per risolvere la questione, però, è intervenuto lo strumento più antico utilizzato in commercio: il baratto, anche se viene chiamata permuta. L’immobile è andato, ad un certo valore, ad un’azienda che in cambio farà lavori per il Comune. Stiamo parlando della parte posteriore, quella con il chiostrino, del palazzo dell’Inquisizione in via del Laberinto (traversa di corso Cavour).

Il palazzo del Sant’Uffizio, conosciuto come palazzo dell’Inquisizione, fa parte del complesso di San Domenico di Perugia ed è stato costruito a partire del 1632 su disegno di Domenico Grotti e ultimato nel 1710. Il portale mostra la data 1667, il portone intagliato, è ancora quello originale, si apre sulla sala delle abiure. Demanializzato dopo l’unità d’Italia fu adibito a scopi militari fino al 1950. Attualmente si trova in uno stato molto precario, se non di degrado. Al termine di una lunghissima trattativa tra la Provincia Romana dei Frati Predicatori e il Comune di Perugia il Palazzetto del Sant’Uffizio è tornato di proprietà dei domenicani che ne vorrebbro fare il fulcro del Centro culturale san Tommaso d’Aquino. I frati domenicani hanno presentato il progetto di restauro concordato con il Comune di Perugia e con la Soprintendenza per recuperare la cosiddetta “sala delle abiure”, un salone per le conferenze e la biblioteca. I lavori non sono mai iniziati per problemi economici e burocratici. Anche la sistemazione della vecchia palazzina all’imbocco di via del Castellano è ferma.

Il Comune di Perugia aveva messo all’incanto un «edificio con 6 appartamenti al centro storico» che non è quello descritto nel progetto presentato dai frati Predicatori, ma del vecchio chiostro che si trova in via del Laberinto, cioè di quella parte di «immobile che versa ormai da anni in precario stato di conservazione e viste le condizioni del tetto nel 2009 è stato dichiarato inagibile. Non è ipotizzabile alcun riutilizzo dello stesso se non dopo un radicale intervento di restauro e consolidamento» scrive il Comune, pur in presenza nel Piano regolatore di un progetto per «attività culturali, istruzione, residenza, uffici; al piano terreno ed agli eventuali piani seminterrati attività culturali, istruzione, residenze, uffici, laboratori artigianali». Le due aste sono andate deserte. Così è intervenuta la proposta: permuta dell’immobile ad una ditta che si occupa di lavori stradali (per 300mila euro, la base d’asta era 450mila) che lo trasformerà in un condominio con appartamenti ristrutturati.

L’immobile non versa in condizioni tali da poter apparire come un bene di pregio, tanto da essere dichiarato inagibile nel 2009. Si tratta di mura e pavimenti polverosi, visto che non vi risiede più nessuno da tempo. La tipografia, ormai, si è trasferita da oltre 8 anni. I piani superiori sono disabitati da molto più tempo. Il Piano regolatore del Comune di Perugia impone che i lavori prevedano «a tutti i piani superiori al piano terra attività culturali, istruzione, residenza, uffici; al piano terreno ed agli eventuali piani seminterrati attività culturali, istruzione, residenze, uffici, laboratori artigianali».

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