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Perugia, sempre di più i baby assuntori di droga e il 40% di adolescenti gioca d’azzardo

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Perugia, sempre di più i baby assuntori di droga e il 40% di adolescenti gioca d’azzardo

Redazione
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Un giovane mostra dell'hashish
PERUGIA – Tra le forme più insidiose c’è ancora la tossicodipendenza, con almeno un terzo dei ragazzi che hanno fatto uso di cannabis e altre sostanze pericolose e un numero di segnalazioni come assuntori alla Prefettura di Perugia che vede il 12% di minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni e il 46% di giovani tra i 18 e i 20 anni. “Ma l’allarme sociale si estende anche alle nuove forme di dipendenza senza sostanze ma altrettanto insidiose e subdole per i ragazzini che stanno crescendo, perché spesso non riconoscibili, come quella da internet e dai social network”.  È il prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia a parlare nel corso del convegno “Usa la Bussola” organizzato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, che si è svolto nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori.

 

Battaglia Il convegno è stato un’occasione di approfondimento finalizzata ad offrire una maggiore consapevolezza dell’entità dei i fenomeni e della loro diffusione in occasione dell’apertura del nuovo bando della Fondazione “Usa la bussola” destinato proprio alle dipendenze giovanili aperto proprio giovedì 13. Un trend preoccupante confermato anche da Fausto Cardella, procuratore generale presso la Corte d’appello Perugia: “Dipendenze tossico o non tossico siamo in piena guerra e se pensiamo di contrastare tali fenomeni solo con la repressione e l’aspetto giudiziario e poliziesco abbiamo perso in partenza la nostra battaglia”. Ecco dunque che è fondamentale fare rete e mettere in campo misure di prevenzione che coinvolgano la scuola e i genitori che devono allearsi e spalleggiarsi per accompagnare i ragazzi e spingerli a farsi delle domande in particolar modo nelle fasce di età più vulnerabili e a rischio dipendenza come quella dell’adolescenza.

Monito Un monito, questo, che arriva anche Pietro Paolo Fausto D’Egidio, presidente nazionale FederSerd (Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze) che ha parlato dei vari fattori di disagio biologico e ambientale alla base delle dipendenze, evidenziando come il monitoraggio da parte dei genitori e l’adozione di buone prassi a scuola siano fondamentali sia per valutare i sintomi di una dipendenza sia per associare adeguati programmi di prevenzione.

Il bando Prevenzione che al centro del bando “Usa la bussola” attraverso il quale la Fondazione Cr Perugia intende sostenere progetti realizzati dalle Scuole secondarie di primo grado proprio per contrastare l’emergere di fenomeni di dipendenza, molti dei quali, come quelle da gioco e da cibo, si sviluppano in età sempre più bassa. Come evidenziato dal segretario generale Fabrizio Stazi nell’aprire i lavori coordinati dall’esperto in progettazione Giorgio Sordelli “la Fondazione non si limita ad essere un mero erogatore, vogliamo essere ingegneri dell’innovazione cercando di cogliere i bisogni della nostra comunità per dare una risposta concreta ed incisiva”.

Gioco d’azzardo Stazi ha fornito un altro dato significativo: in Umbria tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni il 41,4% gioca d’azzardo, e tra gli studenti che giocano il 7%, ovvero oltre 1000 studenti ha un comportamento problematico e un ulteriore 10%, pari a circa 1.500 studenti, è a rischio comportamento problematico. “Il bando – come sottolineato dalla vicepresidente della Fondazione Cristina Colaiacovo – è frutto di un continuo confronto con i Dirigenti scolastici degli Istituti del territorio e con l’Ufficio scolastico regionale attraverso il quale abbiamo identificato nelle dipendenze giovanili una delle principali fragilità sociali su cui intervenire, vuole essere uno strumento di orientamento per offrire una risposta educativa, e non emergenziale, a tali fenomeni, coinvolgendo gli studenti in prima persona”.

La scuola Un ruolo fondamentale nella costruzione di una rete di prevenzione che deve coinvolgere le famiglie e i ragazzi stessi spetta alla scuola: “A fronte della diffusione di queste emergenze la scuola si sente più responsabile affrontare il tema delle dipendenze richiede personale formato – ha detto Rossana Neglia dell’Ufficio scolastico regionale – in grado di sviluppare la consapevolezza dei ragazzi. Siamo convinti che l’iniziativa della Fondazione sia un segnale molto importante in questa direzione». Sull’importanza di una rete di prevenzione in grado di arginare la diffusione dei fenomeni di dipendenza coinvolgendo i ragazzi in prima persona si è soffermata anche Edi Cicchi, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia: «Non possiamo che apprezzare il metodo con cui si è pervenuti alla formulazione del bando, con più soggetti seduti intorno ad un tavolo per confrontarsi e far sì che le risorse venissero indirizzate in modo adeguato ed efficiente”.

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