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Perugia, allarme demenza senile: ci sono 1.400 nuovi casi ogni anno

Perugia Cronaca e Attualità

Perugia, allarme demenza senile: ci sono 1.400 nuovi casi ogni anno

Redazione
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PERUGIA – In Italia, sono più di un milione le persone che soffrono di demenza, 44 milioni i malati in tutto il mondo. Nella popolazione ultrasessantacinquenne della Usl Umbria 1, vengono stimati circa 7000 casi di demenza con un’incidenza di 1400 nuovi casi per anno. Ma i dati epidemiologici sono in allarmante progressione con stime di aumento del doppio nel 2030 e del triplo nel 2050. Una corretta diagnosi cambia la vita delle persone colpite da questa malattia e anche delle loro famiglie e degli amici.

 

Struttura “Consapevoli della rilevanza sociale del problema, abbiamo deciso di migliorare l’offerta rivolta a soggetti affetti da disturbi cognitivi e demenza – dice Andrea Casciari, direttore generale della Usl Umbria 1 – istituendo nello scorso ottobre la struttura semplice aziendale ‘Disturbi Cognitivi’, di cui è responsabile il neurologo Alberto Trequattrini. L’obiettivo è aumentare l’integrazione fra servizi e fra professionisti in tutto il territorio aziendale”.

Ambulatori In particolare, nel distretto del Perugino, diretto da Giuseppina Bioli, l’offerta ambulatoriale per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi cognitivi e demenze prevede due ambulatori neurologici dedicati presso il Centro di Salute di Madonna Alta: il lunedì mattina è presente la neurologa Serena Amici e il venerdì mattina Alberto Trequattrini  (accesso tramite richiesta del medico di medicina generale di “Visita neurologica per disturbi della memoria” e prenotazione tramite Cup e farma-Cup). Analogamente, sono previsti tre ambulatori geriatrici settimanali gestiti da Salvatore Pezzuto nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì mattina (accesso tramite richiesta del medico di medicina generale di “Visita geriatrica per disturbi cognitivi” e prenotazione tramite Cup e farma-Cup).

La malattia La demenza è, una malattia del sistema nervoso centrale di tipo cronico-degenerativo caratterizzata dalla progressione di deficit cognitivi, disturbi psico-comportamentali e funzionali con perdita dell’autonomia, disabilità e conseguente dipendenza dagli altri. La gestione delle demenze prevede una presa in carico globale non soltanto del malato ma anche dei suoi familiari con l’obiettivo di accompagnare i soggetti in tutto il percorso della malattia: dalla diagnosi precoce alle terapie farmacologiche ed alla riabilitazione cognitiva, fino ad interventi semiresidenziali (Centri Diurni Alzheimer) e residenziali (Residenze Protette, Rsa, Nuclei Alzheimer). Si tratta di un approccio olistico che rispecchia la natura socio-assistenziale della demenza e richiede elevati livelli di integrazione inter e pluridisciplinari fra strutture e servizi istituzionali, associazioni di volontariato ed ogni altro attore sociale coinvolto a vario titolo nella gestione del fenomeno.

 

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