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Perugia, allarme della Caritas: “Il Covid ha accentuato le disuguaglianze”

Dal rapporto emerge come gli empori Caritas denunciano una fascia crescente di cittadini a reddito medio che si mostra più vulnerabile e in situazione di criticità

PERUGIA – L’emergenza Covid “ha lavorato” sulle disuguaglianze accentuandole e peggiorando i “problemi gravi” che già esistevano nel sistema economico dilatandoli. Negli ultimi due anni c’è stato così un aumento del 41 per cento di utenti che si sono avvicinati e hanno chiesto accesso alla Caritas. A delineare il quadro è stato l’economista Pierluigi Grassetti, coordinatore dell’equipe dell’Osservatorio Caritas sulle povertà e l’inclusione sociale che, lunedì mattina, insieme al direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli e allo statistico Nicola Faloci, ha presentato il settimo ” Rapporto sulle povertà” nell’Archidiocesi perugino-pievese. All’incontro è intervenuto anche l’arcivescovo emerito cardinale Gualtiero Bassetti oltre a rappresentanti delle Istituzioni civili locali impegnate nel sociale e ai direttori e collaboratori delle Caritas diocesane dell’Umbria. Dal rapporto emerge come gli empori Caritas “denunciano una fascia crescente di cittadini a reddito medio che si mostra più vulnerabile e in situazione di criticità”.

Molti sono giovani

È aumentato di oltre il 12 per cento in un anno, con molti più giovani tra i nuovi utenti, il numero di persone che si è rivolto al Centro di ascolto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve per chiedere un aiuto, passando dai 1.306 del 2020 ai 1.467 del 2021. Di questi il 73,4% sono stranieri e il 26,4% italiani. È uno dei dati che emerge dal settimo Rapporto Caritas sulle povertà “Prendiamoci cura”, presentato al “Villaggio della Carità” di Perugia dal direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli, dall’ economista Pierluigi Grassetti, coordinatore dell’ equipe dell’ organismo, e dallo statistico Nicola Faloci. Presenti all’ incontro anche l’ arcivescovo emerito il cardinale Gualtiero Bassetti e l’amministratore diocesano e vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, oltre a rappresentanti delle Istituzioni civili locali e a tutti gli attori sociali operanti nel territorio.

Il percorso di studi

“Oltre il 50 percento dei poveri che chiedono aiuto non ha più della licenza media inferiore – ha spiegato Grassetti – e spesso questo si accompagna ad un abbandono precoce del percorso di studi. Una povertà educativa fortemente legata a quella economica. La povertà economica, quindi, genera la povertà educativa che, a sua volta, ripropone e riperpetua la povertà economica: è come persistere in una trappola della povertà”. Cresce il numero dei disoccupati ma anche degli occupati che accedono alla Caritas. “Sono i lavoratori poveri” ha detto l’ economista. “Il lavoro in molti casi non basta più – ha aggiunto – per affrontare e risolvere il problema della povertà perché ci sono contratti precari, lavori stagionali, salari bassi. In moltissimi casi la povertà convive con una situazione lavorativa inadeguata generando gli ‘ occupati poveri’ “. Pandemia e emergenza profughi ucraini tra i fattori che hanno contribuito ad alzare notevolmente il livello di interventi da parte della Caritas, in alcuni casi anche quadruplicati, soprattutto quelli relativi a beni e servizi materiali.

Settecento rifugiati

“La Caritas – ha ricordato Grasselli – alla fine di aprile ha accolto quasi 700 rifugiati trovando una soluzione abitativa per più di 140 e permettendo loro di accedere agli empori. È stato un grande impegno”. Altro aspetto il peggioramento della condizione abitativa per molte famiglie, in particolare italiane, al punto che la Caritas diocesana ha promosso una campagna, di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata ‘ Adotta un affitto’ . In totale gli interventi della Caritas diocesana a sostegno delle persone in difficoltà nel 2021 sono stati 64.316, circa 20 mila in più rispetto all’ anno precedente. Tra le voci principali degli interventi figurano i 38.663 per beni e servizi e i 10.255 per l’ ascolto. Registrato un incremento sia dei sussidi sia degli interventi sanitari. Don Marco Briziarelli, nell’ introdurre la presentazione del Rapporto, ha parlato di “un anno molto impegnativo che ci ha portato a rispondere, a reagire, come Chiesa diocesana, attraverso la sua Caritas, con quella che riteniamo una delle indicazioni fondamentali che il Papa ha dato in occasione dei 50 anni della nascita. Ha poi avuto parole di gratitudine per “tutti i benefattori e i volontari che sono l’ anima della Caritas, che ci permettono di rispondere tutti i giorni ai bisogni della gente”. “Il 2022 si annuncia un anno preoccupante che stiamo affrontando al meglio, perché non siamo i figli della speranza” ha concluso don Briziarelli.

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