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Perugia, al Bad King un mercoledì sotto il segno di “Nafta”

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Perugia, al Bad King un mercoledì sotto il segno di “Nafta”

Redazione cultura
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PERUGIA – Sarà il Bad King di Perugia il prossimo 20 dicembre (ore 21.30), nell’ambito dei live del mercoledì su direzione artistica di Antonio Ballarano, il concerto di Giacomo Toni e la Novecento band. Sul palco la presentazione di Nafta, ultimo lavoro discografico di Toni, attualmente riconosciuto come uno dei migliori cantautori italiani e definito come l’inventore del piano-punk. Testi nichilisti, istintivi e spietati, arrangiamenti ed esecuzioni per cui gli addetti ai lavori lo collocano di diritto nel ristretto giro dell’avanguardia musicale della scena indipendente. Insieme a al cantautore, Marcello Jandu Detti (trombone), Marco Frattini (batteria), Alfredo Nuti Dal Portone (chitarre), Gianni Perinelli (sassofoni), Roberto Villa (basso).d ingresso gratuito, prenotazione consigliata)

Con Nafta, Giacomo Toni si pone l’obbiettivo “di rappresentare lo scintillio della provincia contemporanea: l’unica cosa che chiediamo è di dare una possibilità alla musica eterosessuale”: questa la carta d’intenti del nuovo lavoro discografico del cantautore, uscito il 27 ottobre scorso per Brutture Moderne. L’inventore del piano-punk, il nichilista innamorato dello smog, il difensore dell’etica dei centri massaggi cinesi e l’altra metà del progetto “Gli Scontati” torna sulle scene ad un anno di distanza dall’estemporaneo 45 Giri pubblicato da “L’Amor Mio Non Muore”. Sesso, droga e motori, questo lo scenario del disco maturato con la band durante i live, i viaggi in furgone e che, giorno dopo giorno, somigliava sempre più ai paesaggi e ai personaggi conosciuti da Giacomo nei luoghi in cui è nato e cresciuto, in Romagna, in provincia, entroterra agricolo. È un percorso dove l’amore è assente. Girone dopo girone si affronta l’emarginazione, la solitudine, la velocità, la prostituzione, il lavoro, l’insolenza, l’eroina, la polizia, fino alla chiusura, in piano e voce, dove si ritorna al suono classico e si parla, appunto, di assenza di amore, che metaforicamente è applicabile anche alla società, al pericolo del disinteressamento sociale, del nichilismo individualista, che probabilmente oggi riguarda un po’ tutti. Un album sporco, grezzo, verace. Un disco per gente che legge le pagine motori della Gazzetta dello Sport, seduti all’esterno di un bar di provincia, sorseggiando un bianco frizzante alle 9 del mattino. Nessun suono di plastica, ma si ode chiaramente il suono delle trivelle, e dei rombi di marmitte. Una serie di storie che raccontano le vicissitudini di diversi personaggi che si possono incontrare in qualsiasi provincia italiana.

“Ho visto e vissuto per tre anni dentro ai miei bar – racconta Giacomo Toni – quel paesaggio sonoro che andavo cercando. Lo stacco che c’è tra quel che vedo con i miei occhi e quello che sento nella produzione delle canzoni contemporanee, è grande. Ho sentito il bisogno di combattere l’utilizzo deliberato del Kitsch in un panorama musicale servile, enfatico e svenevole. Avevo bisogno di ascoltare qualcosa di non interessato, ero saturo di sentimenti altrui nel progetto “Gli Scontati”, provavo noia per le canzoni d’amore generazionali esistenzialiste. Volevo che fosse palese il distacco dai cantautori da “Bocca di rosa” e da quelli del cosiddetto indie dai quali ho il dovere di distaccarmi per creare veramente un’alternativa”.

Ingresso libero, consigliata la prenotazione: 075.300.11 – 349.6060079

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