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Perugia, a spasso per la città tra edifici fatiscenti e maleducazione

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Perugia, a spasso per la città tra edifici fatiscenti e maleducazione

Redazione
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PERUGIA – Metti un giorno a passeggio per il centro storico di Perugia. Metti che il cronista abbia la macchina fotografica appresso e decida di raccontare quello che vede. In alcune zone, purtroppo, la visione non è delle migliori, tra edifici fatiscenti, secchi della spazzatura ricolmi, sacchi abbandonati o lasciati fuori nei giorni sbagliati della raccolta porta a porta e tante altre cose che non rendono bella la città.

In via delle Conce, ad esempio, c’è un fondo non utilizzato da anni e che è stato chiuso con una cancellata dopo l’ennesima intrusione. E in via della Viola il proprietario di un altro fondo ha dovuto installare le inferriate alla finestra dopo che qualcuno si era introdotto all’interno e aveva usato gli spazi come dormitorio.

In via del Pasticcio la porta di legno di un fondo è chiusa con un lucchetto, ma qualcuno ha cercato di aprirla in ogni caso. Sempre nella stessa via è facile imbattersi nei mastelli del porta a porta rotti, scheggiati, buttati in mezzo alla strada. Proseguendo lungo la via e imboccando via Campana, invece, ci si trova di fronte un edificio cielo-terra in stato di abbandono, con finestre rotte, mura scorticate ed erbacce che crescono sulla facciata. Un pugno in un occhio per una via, corso Bersaglieri, quasi completamente ristrutturata e abbellita nella decorazione urbana.

Passeggiando per via Cartolari, via Torricella, via Imbriani, invece, ci si imbatte spesso in mastelli abbandonati da tempo, lasciati lì da studenti che non vi abitano più e che nessuno rimette negli androni dei palazzi.

Atti di vandalismo, infine, si registrano a danno delle cassette della posta e degli sportelli delle utenze di acqua e gas. Elementi che spesso si vedono rotti, piegati, spezzati, divelti dal muro.

Per finire con la testimonianza delle notti alcoliche: una bottiglia di vino lasciata nella nicchia delle scale della chiesa di Sant’Ercolano. Non si tratta così la città.

(5. Fine)

 

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