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‘PerSo Perugia’, questo il programma dei prossimi giorni della kermesse

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‘PerSo Perugia’, questo il programma dei prossimi giorni della kermesse

Redazione cultura
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foto dal sito PerSo

PERUGIA – Prosegue il cartellone in programma per PerSo – Perugia Social Film Festival che mercoledì 27 e giovedì 28 settembre si sposta al Cinema Zenith e al PostModernissimo, con un incontro in via Cartolari da Balù.

Mercoledì 27 settembre al Cinema Zenith 

  • ore 16.30 proiezione di This is my sister, di Giovanni Piperno (Italia, 2006), ospite in sala con un rappresentante di AMREF. Jane e Alvin, madre e figlio, entrambi sieropositivi. Dopo la diagnosi di Alvin, Jane perde il lavoro e si dedica totalmente alle sue cure. Nel loro difficile scenario, compare Martha, sorella di Jane, che porta con sé una ventata di gioia e fiducia e nel futuro.
  • ore 18 proiezione di A Yangtze Landscape/ Changjiiang, di Xu Xin (Cina, 2017), ospite in sala il produttore Xu Feixue. Un viaggio, condotto con un linguaggio non narrativo, lungo il corso dello Yangtze, il Fiume Azzurro che taglia longitudinalmente la Cina. Partendo dal porto marino del Yangtze Shanghai, le riprese percorrono migliaia di chilometri, passando per Nanjing, Wuhan, la massiccia diga delle Tre Gole e Chongqing, filmando tutto il tragitto fino alla parte superiore del Yangtze Yibin, poi attraversando la terraferma da Yibin fino alla sorgente del fiume Yangtze, Qinghai / Tibet. La musica sperimentale e il suono vivo della presa creano un’atmosfera magicamente realistica in contrasto con le persone che sembrano essere “figure decorative”, fuori dal paesaggio cinese tradizionale. Dopo aver visto tutto il film, ci si rende conto che si tratta di un Yangtze morto, che è nientemeno che il ritratto della Cina contemporanea.
  • ore 21.15 proiezione di Last Season/ Ostatni sezon, di Sławomir Witek (Polonia, 2016). Alla fine di Gdynia c’è un piccolo villaggio di pescatori. Un giovane pescatore sogna di lavorare come fecero suo padre e suo nonno. Poche stagioni di pesca con il padre gli fanno capire che il suo sogno potrebbe non avverarsi mai.
  • ore 21.45: The Challenge, di Yuri Ancarani (Francia/Italia, 2016), in sala il sound designer Mirco Mencacci. La falconeria ha una storia che abbraccia oltre 40 secoli. In occidente fu una delle passioni preferite dell’aristocrazia, ma il suo prestigio continua inalterato nella cultura araba contemporanea. Tre anni di osservazione di questa forma di caccia sul campo hanno reso possibile la cattura dello spirito di una tradizione che oggi permette ai suoi praticanti di continuare uno stretto rapporto con il deserto, nonostante il loro stile di vita prevalentemente urbano. La nostra guida attraverso questa soglia è un falconiere che porta il suo rapace a gareggiare in un torneo in Qatar. Nella luce chiara di un paesaggio vuoto, seguendo le linee di volo e i richiami, il film racconta uno strano tipo di fine settimana nel deserto, in cui microcosmi tecnologici e antropologici si librano in aria come il falco, e scivolano sulle irreversibili correnti delle immagini.

Giovedì 28 settembre al PostModernissimo 

  • ore 17.30 proiezione di Biografie di lotta, di Greca Campus e Matteo Saltalippi (Italia, 2017), ospiti in sala. Biografie di Lotta racconta lo sciopero del 2014 dei lavoratori delle acciaierie di Terni, il più lungo d’Italia dagli anni ’80. L’acciaieria di proprietà della Thyssenkrupp e la città sono la cornice in cui gli undici lavoratori della “Terni” intervistati esprimono i loro pensieri e Ie loro valutazioni sulla vertenza in corso, durata complessivamente 7 mesi con 45 giorni consecutivi di blocco della produzione. I protagonisti dipingono con le loro opinioni contrastanti il quadro frammentato di una delle più vecchie comunità operaie d’Italia, intenta a difendere il proprio lavoro dall’attacco della logica del profitto della multinazionale. I loro punti di vista sono le lenti attraverso cui vedere i rituali dello sciopero e attraverso cui analizzare la formazione identitaria della classe operaia ternana.
  • ore 18.30 proiezione di Eventide all’imbrunire/ I tak upynął wieczór i poranek, di Giovanni Pierangeli (Polonia/ Italia, 2017), ospite in sala. Ada e Angelo hanno ottantatré primavere alle spalle di cui le ultime dieci passate dentro il centro per anziani “Il Fiore” in un paese del centro Italia. La comunità di anziani è gestita da un gruppo di giovani che nel tempo libero si prendono delicata cura della coppia e del resto degli ospiti. Il tempo nel centro trascorre lento, la routine è quasi assordante nella sua ripetitività. Alcuni degli ospiti del centro mantengono le loro abitudini, altri si stanno lentamente adattando allo stila di vita impostogli dallo scorrere degli anni. Angelo seppur viva da tempo nella casa, esce ancora ogni mattina a prendere il giornale, Ada invece fa fatica ad alzarsi dal letto e vorrebbe rimanere aggrappata al proprio pigiama. A debita distanza osserviamo una loro giornata dall’alba al tramonto.
  • ore 19.30 proiezione di El Futuro perfecto, di Nele Wohlatz (Argentina, 2016). Xiaobin ha 17 anni e non parlava una parola di spagnolo quando è arrivata in Argentina. Nonostante ciò, dopo pochi giorni già aveva un nuovo nome, Beatriz, e un lavoro in un supermarket cinese. La sua famiglia vive nell’universo parallelo della lavanderia a gettoni, separata dagli argentini. Xiaobin inizia a risparmiare soldi di nascosto dai genitori e si iscrive ad una scuola di lingua. Tutto ciò che impara in classe lo prova per strada. Dopo la lezione ‘darsi un appuntamento’, dà un appuntamento ad un cliente indiano del supermarket. E’ difficile per lei comunicare con Vijay, ma nonostante ciò iniziano una relazione segreta. Dopo aver imparato il condizionale e il futuro ipotetico, l’immaginazione fiorisce nella sua nuova vita e Xiaobin inizia a pensare al suo futuro. Cosa succederebbe se i suoi genitori scoprissero il suo ragazzo indiano? Più migliora il suo spagnolo, più Xiaobin interviene nella scrittura del film. I suoi compagni di classe cinesi commentano il processo come un coro. El Futuro Perfecto diventa una sala prove per la nuova vita di Xiaobin.
  • ore 20.45 proiezione di C’est pas grave – Il y a une Syrienne, une Kényane et une Mongole, di Stefano Gabbiani ed Elisabetta Michienzi (Italia, 2017), presenti in sala. Sembra una barzelletta, ma non lo è: ci sono una siriana, una keniota ed una mongola, tre giovani donne ritrovatesi per caso a Bordeaux per studiare francese e sognare una vita diversa. Tre mondi e culture distanti tra loro che, come per miracolo, nell’arco di una giornata si incontrano, si ascoltano e si confortano, cercando riparo da un vento di paura e intolleranza che da fuori soffia con violenza. Alle spalle il peso di un passato difficile, all’orizzonte un futuro pieno di incognite, in mezzo una storia di amicizia e integrazione tutta al femminile. Sullo sfondo della campagna elettorale francese del 2017, il loro incontro rappresenta una possibilità concreta di costruire ponti proprio mentre l’Europa torna a parlare di muri.
  • ore 21.30 proiezione di It was all just a good dream/Tout était un beau rêve/Sve je bio dobar san, di Branko Istvancic (Croazia, 2016), ospite in sala con la produttrice Irena Skoric.

Da Balù alle ore 18 Il sound design nel cinema, incontro con Mirco Mencacci, conduce Giovanni Piperno

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