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PerSo Perugia, due giorni tra gli schermi di Sant’Angelo e Zenith

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PerSo Perugia, due giorni tra gli schermi di Sant’Angelo e Zenith

Redazione cultura
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"Cimap!" foto dal sito PerSo

PERUGIA – Prosegue a Perugia il programma in cartellone per il PerSo Perugia Social Film Festival che apre la settimana con due giorni dedicati alle proiezioni tra il Cinema Sant’Angelo e il Cinema Zenith. A seguire il programma.

Lunedì 25 settembre al Cinema Sant’Angelo 

  • ore 17.30 proiezione di Bride di Chiara Ortolani (UK 2015), presente in sala. È elegante e volgare, vive nel piacere, ma è anche una sorta di filosofo. Non si preoccupa degli altri, ma gli altri si preoccupano di lui. È come il Potere, che cerca di usarti, ma che in qualche modo è attraente. La ragazza lo segue come una Giovane d’Arco. Ci sono persone che seguono qualcosa e ne sono completamente risucchiate, fino al punto di esserne distrutte. Entrambe sono persone forti in modi diversi. Entrambi ossessionati da qualcosa. Lei vede chiaramente a cosa sta per andare incontro, ma continua, e continua, finché non si scontra con lui, con la persona che non deve essere discussa, mai. Uccidila per stare tranquillo e mangiare, o possederla, o entrambe le cose allo stesso tempo. Alla fine, tutto ricomincia come prima, ora tutto è tranquillo, lui può iniziare a mangiare di nuovo. Il Potere non sarà discusso, basta adorarlo e non pretendere mai, in questo modo tutto andrà bene.
  • ore 17.45 proiezione di Wiwanana di Iacopo Patierno (Italia 2017). Ospite insieme a Patierno, il produttore Jacopo Fo. Un gruppo di cinque italiani e un mozambicano stanno girando nelle foreste del nord del Mozambico alla ricerca di cinque attori amatoriali. L’obiettivo è portarli in Italia, scrivere insieme a loro uno spettacolo comico di informazione sanitaria e infine realizzare una tournée nei villaggi del Nord del Mozambico. Ci riusciranno nonostante le differenze culturali? Questa è la storia di Wiwanana, ovvero di come il dialogo sia l’arma più potente per il cambiamento.
  • ore 19.45 proiezione di Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis, di Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo (Italia 2015), presenti in sala. Varichina era un posteggiatore abusivo nella Bari degli anni ’80. Brutto, appariscente e volgare, famoso per le avances sguaiate che rivolgeva agli uomini che gli capitavano a tiro. Era omosessuale e non faceva nulla per nasconderlo. Respinto dalla famiglia, bistrattato dai suoi amanti, zimbello dei concittadini, la sua difesa in una città chiusa e ipocrita, com’era la Bari di trent’anni fa, era stata fare di se stesso un personaggio. Ma chi era l’uomo che si nascondeva dietro questa maschera? In un racconto tragicomico tra realtà e immaginazione, documentario e fiction, il film racconta il coraggio di Lorenzo di rimanere se stesso nonostante tutto. La sua lotta per non restare ai margini in cui la società del suo tempo voleva relegarlo.
  • ore 21 proiezione di One day in Aleppo/ Yaoum fi Halap di Ali Alibrahim (Siria/Svezia 2017). Una città devastata dalla guerra, dove semplici faccende quotidiane come fare benzina, avere dell’acqua, comprare del cibo e seppellire i morti sono sfide enormi. Anche dopo cinque mesi di assedio e bombardamenti giornalieri su Aleppo, la popolazione cerca di vivere una quotidianità normale e ad la speranza con piccoli gesti, come quelli dei bambini che dipingono le macerie come gioco. Una città dove più di 280,000 cittadini languono sotto un assedio imposto dal regime siriano e dalle forze russe, un ritratto duro della sopravvivenza quotidiana dei civili di Aleppo.
  • ore 21.30 proiezione di The unforgiven di Lars Feldballe-Petersen (Finlandia/Danimarca 2017), presente in sala. E’ possibile che un criminale di guerra si riconcili con il passato? Come trovi la strada per una vita normale quando sei colpevole di uno dei crimini peggiori – un crimine contro l’umanità? Esad Landzo ha cercato la risposta per molti anni, ma invano. Decide di fare un ultimo tentativo. Nel 1992 era un diciannovenne musulmano quando si è radicalizzato ed ha preso parte alla guerra civile in Jugoslavia. E’ diventato una guardia nel campo di prigionia di Celibici in Bosnia, dove tenevano detenuti i serbi. Esad è diventato un boia e ha torturato e ucciso prigionieri. E’ stato arrestato nel 1996, giudicato dalla International Criminal Court a Den Haag nel 1998, condannato a 15 anni di prigione per omicidio e tortura. Nel 2003 Landzo è stato trasferito in Finlandia, dove ha scontato la pena. Ora vive nella periferia di Helsinki e lavora come addetto alle pulizie. Nell’autunno del 2015, quasi 25 anni dopo lo scoppio della guerra civile, Esad torna a casa e sulla scena dei suoi crimini in Bosnia. Si rende conto che il suo viaggio è l’ultima possibilità di liberarsi dei suoi demoni e trovare la serenità. Ha bisogno di cercare il perdono tra coloro che ha tradito e ferito più profondamente, e confrontarsi con il loro dolore.

Martedì 26 settembre a Cunema Zenith 

  • ore 17 proiezione di Safari di Ulrich Seidl (Austria/ Danimarca/ Germania 2016). Ricchi turisti austriaci e tedeschi abbattono zebre e giraffe nelle riserve al confine fra Namibia e Sudafrica. Il regista segue le battute di caccia e registra voci e riflessioni dei suoi protagonisti: sul senso dell’attività venatoria, sul rapporto con l’Africa, sull’economia, la vita e la morte. Lo stile diretto e preciso tipico di Seidl non risparmia allo spettatore i particolari del mondo che documenta, evidenziandone impietosamente le venature grottesche, in un racconto che diventa lucido e tragico. Safari è una narrazione senza censure della realtà.
  • ore 18.45 proiezione di Viejo Calavera di Kiro Russo (Bolivia/Qatar 2016). Il padre di Elder Mamani è morto, e sembra che al giovane Elder non importi affatto, anche se non ha nessuno che si prenda cura di lui. L’unico posto che ha è da sua nonna: fuori da Huanuni, la città mineraria. Suo zio Francisco gli trova un lavoro in miniera, come rimpiazzo del padre morto. Ma Elder incasina tutto, sembra che gli interessi solo ubriacarsi e girovagare per i viali bui e pericolosi. Nonostante ciò si imbatte in dicerie sullo zio; che sembra essere implicato nel fatale incidente del padre. Al centro del labirinto del suo lavoro, della sua vita, del bere, dell’incomprensibile, storie oscure lo circondano, l’oscuro, freddo inospitale ambiente senza confini – è una sfida difficile trovare un senso.
  • ore 20.30 proiezione di Processi di Adriana Ferrarese (Italia/Francia 2016), presente in sala. Un Gruppo di uomini discute animatamente. A chi cadrà in sorte l’onore di portare in processione la statua della Madonna durante l’imminente celebrazione del Venerdì Santo? A Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, ogni anno la celebrazione della Pasqua si svolge secondo riti ancestrali fatti da una tenace tradizione. Si inizia coi dibattiti sull’organizzazione, segue l’investitura del Cristo che dovrà reggere la croce durante il percorso. Poi corse e urla per far sì che ognuno stia al proprio posto, concentrato nel proprio ruolo. Intanto tutto il paese si raduna per strada, mentre dalla chiesa i fedeli (sopratutto donne) pregano. Processi documenta con ironia il fervore religioso e la celebrazione del sacro che in qualche modo si fa anche profano.
  • ore 21 .30 proiezione di Cimap! Cento italiani matti a Pechino di Giovanni Piperno (Italia 2008). Conduce l’incontro con l’autore Sergio Sozzo, direttore di Sentieri Selvaggi. Settantasette malati psichiatrici in viaggio, insieme ai loro accompagnatori, per una lunga traversata in treno Venezia-Pechino. A otto di loro viene chiesto di immaginare un evento creativo al quale, giunti a destinazione, tutti parteciperanno. Questo viaggio speciale è anche la metafora di una trasformazione, di un percorso di affrancamento condiviso, un esperimento di “cristiano-comunismo realizzato”.
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