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Pendolari ternani senza Frecciabianca, botta e risposta in Regione (e non solo)

Cronaca e Attualità Terni

Pendolari ternani senza Frecciabianca, botta e risposta in Regione (e non solo)

Emanuele Lombardini
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TERNI – I pendolari, la tratta Roma-Terni del Frecciabianca e rincari del trenta per cento delle tariffe per Trenitalia diventa motivo di scontro in consiglio regionale ma anche a Palazzo Spada e perfino in Parlamento. La vicenda parte dalla decisione di escludere dall’accordo rinnovato fra Trenitalia per la carta Tutto Treno  l’utilizzo del Freccia Bianca che collega Terni alla capitale. Pendolari costretti ora, per tornare a casa a prendere l’intercity del pomeriggio, già affollatissimo. Inoltre, si è registrato un aumento del costo della carta di 100 euro sulle 350 annuali.

Pendolari in rivolta. I primi a manifestare il dissenso in realtà sono stati i pendolari con una dura nota: “In merito alla rimodulazione dell’accordo tra Trenitalia DNP/I e Regione Umbria – scrive il comitato in una nota – così come entrerà in vigore a breve il Comitato esprime stupore e disappunto, sia per i contenuti che per le modalità con cui si è arrivati allo stesso. In questi anni abbiamo sempre condannato le modalità “carbonare” con cui ha operato la Giunta Regionale su problematiche inerenti il pendolarismo, attuando scelte spesso senza neanche ascoltare che tutti i giorni viaggia sui treni. Questo modus operandi si è ripresentato anche i per la Carta Tutto Treno Umbria: prima si chiede un parere ai Comitati su una ipotesi di accordo (la prima richiesta è stata di Febbraio 2016) e poi, nonostante le incongruenze da questi evidenziate (ultima volta ad Agosto 2016), si decide, in maniera silente per altro, di procedere comunque per la propria strada. a problematica è di natura economica dato che la Giunta Regionale aveva deciso (Feb 2016) di ridurre drasticamente il budget per tale servizio; si è arrivati all’ultimo contatto di Ago 2016 (vedasi allegato) nel quale i vari Comitati Umbri riuniti nel Coordinamento avevano invitato la Regione a non procedere alla ratifica di un accordo su tali basi, chiedendo che qualsiasi decisione futura venisse presa congiuntamente. Nessuno si è degnato di avvisare i Comitati su quanto deliberato il 19/12/2016, apprendendo i termini dell’accordo a ridosso della sua entrata in vigore”.

Fermento in regione. Il passaggio sugli scranni politici è stato breve. Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia chiede la convocazione dei pendolari Commissione trasporti dell’assemblea legislativa e l’attivazione di un tavolo di confronto, ma le altre opposizioni non sono meno dure. Sergio De Vincenzi (Rp) la vicenda è sinonimo della inefficienza del lavoro della Giunta e “chi paga le conseguenze sono i cittadini, i quali, non solo per motivi di lavoro, hanno necessità di muoversi sui mezzi ferrati in entrata e in uscita dalla regione. Ne emerge in tutta evidenza l’impossibilità, da parte di questo Governo regionale, di avere peso nei tavoli di contrattazione con Trenitalia, nonostante i circa cento mila euro di contributo regionale quotidiano versato all’azienda”. Ancora più duro Andrea Liberati capogruppo del Movimento 5 Stelle il quale sottolinea che “Trenitalia, pur raccogliendo dalla Regione Umbria circa 100mila euro al giorno per un discutibile servizio pendolari, oggi, sempre più famelica, pretende altri soldi direttamente dagli utenti”. L’esponente grillino ritiene che “Catiuscia Marini, sottoscrivendo lo scorso anno per l’Umbria il nuovo, vecchissimo, Contratto di servizio, ha assicurato a Trenitalia ben 150 milioni di euro da qui al 2020, senza nemmeno prevedere sanzioni in caso di inadempienze, come non di rado accade in danno dei pendolari, talora gettati in veri e propri ‘carri buoi’. Un enorme giro di soldi pubblici di cui non si è mai discusso nell’Aula di Palazzo Cesaroni”. Duro anche Emanuele Fiorini (Lega Nord) per il quale “appare ingiustificabile lucrare sulla pelle dei pendolari, mentre i soldi che Trenitalia versa per penalità e decurtazioni alla Regione Umbria vengono inseriti nel bilancio generale e non, invece, nei trasporti, come emerso da una nostra interrogazione. Se quelle risorse fossero investite nei trasporti, come è giusto che sia, eviteremmo l’aumento indiscriminato di abbonamenti e agevolazioni”. L’esponente leghista annuncia di volersi schierare al fianco dei comitati e di essere pronto ad attivarsi con azioni immediate presso la Giunta e l’assessorato regionale ai Trasporti”.

Il quale assessorato risponde ai pendolari che “Abbiamo compiuto il massimo sforzo per venire incontro alle richieste dei pendolari umbri, ma includere il Frecciabianca dell’accordo con Trenitalia avrebbe avuto costi insostenibili per la Regione che paga la differenza tra il valore dell’abbonamento e il corrispondente della categoria di treno utilizzato”. Giuseppe Chianella spiega poi che l’accordo è stato modificato poiché i servizi offerti da Trenitalia con quella Carta sono andati diminuendo e rimaneva per l’Umbria solo il Frecciabianca Foligno-Roma, dal costo troppo alto: “Inoltre- spiega l’assessore – usufruiscono mediamente della Carta  circa 600 pendolari umbri, con un costo annuo pro-capite a carico della Regione Umbria che è risultato tra i più alti  fra quelli sostenuti dalle sole otto Regioni che in questi anni hanno adottato l’Accordo Carta Tutto Treno, mentre nelle rimanenti questo strumento non è stato mai attivato”.

Anche sul fronte della maggioranza il tema è sentito. Giacomo Leonelli (Pd) chiede infatti in una interrogazione  “Quali iniziative la Giunta intende mettere in campo per consentire agli umbri di continuare ad usufruire, a costi contenuti, delle attuali linee di treni Eurostar e Intercity e per adeguare il costo del biglietto al chilometraggio attuale”.

Dal Parlamento. Un intervento della Regione è richiesto anche dal deputato umbro del Movimento Cinque Stelle Filippo Gallinella: “Ci aspettiamo un intervento immediato della Presidente Marini, alla quale faccio pubblico appello, a fronte delle numerose e ragionevoli proteste, e per questo ho interrogato anche il Ministro Delrio, affinché intervenga anche attraverso Trenitalia. La Regione – conclude il deputato – deve cambiare direzione e iniziare a pensare ad un investimento concreto nel trasporto pubblico e non certo continuare a tagliare risorse”. Ministro Delrio che è stato sollecitato sulla vicenda con una interrogazione anche dalla deputata dei Civici e Innovatori Adriana Galgano.

Melasecche scrive al sindaco. Sul fronte di Palazzo Spada, Enrico Melasecche (I Love Terni) chiede al sindaco Di Girolamo di attivarsi presso la Regione e con Trenitalia e di schierarsi al fianco dei pendolari “se necessario anche protestando insieme a loro nelle stazioni, indossando la fascia tricolore onde evitare equivoci del passato, come hanno fatto gli amministratori del Lazio, imponendo nel nostro caso di far fermare ad Orte i treni pagati dalla Regione Umbria”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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