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Pd Terni, tesseramento record tra correnti scatenate e chi sta sempre più stretto

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Pd Terni, tesseramento record tra correnti scatenate e chi sta sempre più stretto

Andrea Giuli
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Un banchetto del Pd di Terni

TERNI – Quando il gioco si fa duro – recita un motto attribuito alternativamente al Duce o a John Belushi -, i duri cominciano a giocare. E così, ventre a terra, nel momento più cupo della recente storia del Pd il tesseramento 2016, in vista delle primarie e poi dei congressi del partito, ha preso il volo. Non senza qualche schianto, peraltro.

Tesseramento record? Conclusosi il 28 febbraio scorso, la corsa all’adepto nel solo comune di Terni pare abbia prodotto addirittura un aumento di circa il 60% dei tesserati al Pd, rispetto all’anno precedente. La commissione elettorale del Pd ternano deve ancora ratificare i dati finali e ufficiali, ma sembra proprio che il dato si assesti su circa 1.600 tessere complessive. Un numero che, se troverà nei prossimi giorni conferma formale, sarà lo specchio di un vero e proprio super-attivismo di gruppi e correnti scatenati, così come si sussurra nei corridoi di via Mazzini e non solo. Insomma, la battaglia interna è bella che cominciata. Renziani-ex giovani turchi, renziani-cattoliberal prima ancora di Renzi, orlandiani ex renziani, orlandiani convinti e quelli più tiepidi. E via andare.

Che la situazione attuale nel Pd sia come minimo liquida, gastrica e, in parte, sotterranea, non ci piove. Il momento è topico. I dubbiosi, i lacerati, gli indecisi non mancano. Anche se, per ora, non escono allo scoperto. I segnali però si colgono.

I dubbi di Piermatti e Masiello Il consigliere comunale Sandro Piermatti (ex segretario regionale Cgil, ex assessore della giunta Di Girolamo, una storia nel Pci) sta meditando il da farsi in una sorta di semi-ritiro spirituale, con un piede nella mozione Orlando e l’altro fuori dal partito. La sua collega di scranno, la giovane dirigente democratica, Valeria Masiello, vivrebbe un simile tormento, seppure un pò più gioioso. Proprio venerdì, nel giorno del ‘suicidio’ della maggioranza di palazzo Spada sulle Consulte territoriali (casuale?), la stessa Masiello, sul proprio profilo Facebook vergava una nota piena di amarezza, sibillina quasi: “Grande rammarico per l’esito negativo in consiglio comunale del regolamento sulle nuove consulte territoriali che prevede la possibilità di individuare persone che con spirito volontario intendano impegnarsi nei territori e nelle periferie per rispondere alle esigenze dei cittadini. Un regolamento sul quale il Pd, insieme ai segretari di circolo, tanti iscritti e militanti, aveva condiviso, sostenuto e considerato come una forma di partecipazione concreta e utile per la città, senza costi. Continuo a sostenere che nessun modello alternativo possa sostituire il contatto umano, e continuo a non capire il significato di innovazione, dato che un modello alternativo non è stato presentato. L’abolizione delle Circoscrizioni ha lasciato un vuoto nei territori che l’amministrazione comunale non dovrebbe lasciare in sospeso, né allo spontaneismo dei cittadini. Il Pd, nella sua storia, ha fatto della partecipazione il suo fattore identitario, pertanto continuerò a lavorare affinché il “nuovismo” imperante non diventi un mero esercizio di stile o una figura retorica”.

Cavicchioli Intanto, l’ex parlamentare socialista ed ex presidente della Provincia di Terni, ora potente capogruppo comunale del Pd, Andrea Cavicchioli, non si pronuncia sugli schieramenti interni. Un vecchio, felpato  volpone come lui non finisce facilmente in pellicceria. Comunque, rumors insistenti tra gli addetti ai lavori lo vogliono assai prossimo al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Chissà, sarebbe un mezzo colpo di teatro.

Assenze Solo per la cronaca, nè Sandro Piermatti, nè Valeria Masiello, nè Sandro Piccinini erano giovedì sera in via Mazzini alla riunione di battesimo degli orlandiani. Si inizia con un rammarico….

 

 

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