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Pd Terni, parla il segretario Sara Giovannelli: “Io autonoma, si pone la questione della agibilità politica della Giunta: serve accelerare”

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Pd Terni, parla il segretario Sara Giovannelli: “Io autonoma, si pone la questione della agibilità politica della Giunta: serve accelerare”

Andrea Giuli
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Andrea Giuli

TERNI – Rivendica autonomia, indipendenza e la praticabilità delle proprie scelte in virtù di un temperamento in qualche modo “mercuriale”. Rivendica una segreteria comunale del partito, quello democratico di Terni, con un profilo “innovatore”. Rivendica, anche se lo dice formalmente in sostanziale “politichese”, o meglio, suggerisce, un cambio di passo tangibile – compreso negli assetti – della giunta comunale che governa la città, a guida notoriamente Pd. Il tutto, nel bel mezzo di una ormai prolungata e clamorosa bufera – politica, sociale e giudiziaria- che da oltre un anno grava su palazzo Spada. Fino agli eventi delle ultime ore.

L’INTERVISTA Sara Giovannelli, ternana con origine appenniniche (da Polino), 40 anni non suonati, sposata con prole, avvocato con la passione del running e, dall’ottobre scorso, segretario comunale del Pd ternano, eletta con una piuttosto solida maggioranza (il 60% circa) dopo una battaglia congressuale che l’ha vista come la “Giovannina d’Arco” di una composita e larga compagine detta “correntone”, ha detto la sua sulla attuale fase del partito locale, inevitabilmente legata alle note vicende che stanno interessando l’amministrazione municipale. Ecco l’intervista che la Giovannelli ha rilasciato a lanotiziaquotidiana.it 

Sara Giovannelli

Sara Giovannelli

Segretario, senza entrare nel merito della questione strettamente giudiziaria, cosa pensa delle ultime vicende che hanno colpito palazzo Spada? Non ritiene che, a questo punto e pur nella distinzione dei ruoli, la situazione sia diventata perlomeno complicata se non ingestibile? Va bene così, oppure il sindaco dovrebbe cambiare strategia?  

“Ho sempre sostenuto che le vicende giudiziarie dovevano essere nettamente distinte dal giudizio da dare rispetto all’attività amministrativa. È un errore mischiare i piani, i ruoli e le responsabilità.
 Nel rispetto della autonomia del primo cittadino, mi rendo conto che la non operatività dell’assessore al bilancio rende necessario, in tempi stringenti, operare una valutazione sulla agibilità politica del Comune.
Il giorno dopo l’applicazione delle misure cautelari ne ho parlato all’assemblea comunale del PD convocata per altri motivi e in quella sede ho condiviso con tutto il partito la necessità di avviare una nuova fase di rilancio dell’azione amministrativa.
 Non nascondo, tutt’altro, che per cogliere al meglio le opportunità di sviluppo legate a quelle iniziative poste in essere dall’amministrazione, quali il percorso dell’area di crisi complessa, il piano periferie, la realizzazione del palasport e i progetti in Agenda urbana, ci sia bisogno di un’accelerazione ed è per questo che valuteremo insieme al sindaco il migliore assetto, anche dell’esecutivo”.

Finora il partito ternano ha dato le netta sensazione di essere spettatore sostanzialmente silenzioso di questa fase spinosa. Una questione solo di rispetto istituzionale o possiamo anche parlare di imbarazzo? 

“Il Partito Democratico ha subito trattato la vicenda nella sede deputata, ovvero l’assemblea comunale convocata dal presidente Piccinini il giorno dopo. Tutte le scelte, le opzioni, le strategie sono sul piatto. Nessuna esclusa. Le decisioni devono essere prese con coraggio per il bene primario della città e del partito che guido. Nell’esprimere giudizi e opinioni in merito alle vicende che ci coinvolgono, nostro malgrado, non ho mai avuto imbarazzo o remore, per il carattere che mi contraddistingue. Non sarò mai spettatrice delle vicende. Anzi. Come noto a tutti, mi sono messa subito a disposizione per comprendere l’accaduto e trovare una soluzione per il futuro. Chi voleva sapere la mia posizione come segretario del PD la conosce. Non mi sono mai nascosta nelle stanze. Anzi, penso sia stato il primo segretario PD puntualmente presente in consiglio durante le fasi delle discussioni e delle votazioni. Ciò nondimeno, ho massimo rispetto per le persone coinvolte, rispetto per i diversi ruoli e funzioni”. 

Non pensa che questa situazione che grava sul Comune possa danneggiare il cammino del Pd locale e le prossime scadenze elettorali, dalle politiche imminenti fino alle prossime amministrative? 

“La situazione del PD locale e nazionale è molto difficile. Ciò nonostante, farò quanto è in mio potere, insieme con tutto il partito, per gestire al meglio la prossima tornata elettorale. Le inchieste giudiziarie non hanno mai aiutato nessun partito. Non sono sorpresa da questo. Nella consapevolezza che il cammino che mi attende è in salita, alla luce di tutto quello che è successo negli ultimi due mesi non posso che rimboccarmi le maniche e andare avanti secondo il mio metodo rigoroso, puntuale e determinato”.

A che punto è il quadro delle candidature democrat in vista del 4 marzo? Dobbiamo aspettarci qualche conferma o, magari, ci saranno novità?


“Le scelte delle candidature si fanno sempre in condivisone con quelle che sono le strategie nazionali. Per quanto mi riguarda, ritengo giusto e doveroso rivendicare candidature che siano espressione del territorio ternano e della provincia ternana”.

Le malelingue dicono che lei sia un segretario con assai scarsa autonomia rispetto alla “cordata” in qualche modo ingombrante che ha consentito la sua elezione. Solo malignità?


”Le malelingue dicono così perché forse mi conoscono. Sanno esattamente il mio modo di essere, il mio carattere e la mia naturale propensione ad essere indipendente da chiunque. So esattamente che il mio modo di fare rompe schemi e prassi consolidate. Mi piace rivendicare questa mia libertà di pensiero e di movimento. L’ho dimostrato, insieme al gruppo consiliare, con l’elezione del capogruppo e con le decisioni prese all’interno della Direzione comunale del PD. Non intendo modificare questo mio modo di operare. Nel rispetto e nella capacità di ascolto che ho per tutti, le scelte che mi competono le prenderò con responsabilità ed autonomia. Non esiste una cordata ingombrante. Esiste un gruppo di donne e uomini liberi che hanno deciso di impegnarsi con generosità politica per il partito democratico e per la città e che mi hanno sostenuta”.

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Andrea Giuli
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