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Pd Terni, metà pardiniani lasciano la direzione e la maggioranza si vota il documento

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Pd Terni, metà pardiniani lasciano la direzione e la maggioranza si vota il documento

Andrea Giuli
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TERNI – Vasto programma, avrebbe detto De Gaulle, ma neppure tanto. Ma, soprattutto, la consapevolezza – non detta, ma assai leggibile tra le righe – di un momento delicatissimo, decisivo e arrivato al suo passaggio finale per quanto riguarda la tenuta dell’amministrazione comunale e la salute del partito stesso, tra la vicenda del predissesto di palazzo Spada e le imminenti elezioni politiche.

I pardiniani vanno via, in parte La direzione comunale di lunedì sera, ha dunque partorito – e si presume, votato – un documento politico finale, dopo un dibattito che, per la verità, è stato – così risulta – assai poco unitario, se è vero come è vero che i membri della direzione, appartamenti alla minoranza cosiddetta pardiniana – o meglio, la buona parte di essi – dopo un paio d’ore hanno lasciato in blocco la riunione, non votando alcunché. Pardini ed altri quattro pardiniani (Pennoni, Di Francesco, Vagaggini, Cecera) se ne sono andati, intorno alle 23.30, come minimo perplessi. Mentre quattro consiglieri più vicini al senatore Rossi (e originariamente pardiniani) sono rimasti, votando presumibilmente il documento conclusivo. Si tratta di Sonia Berrettini, Stefano Desantis, Sergio Sbarzella e Donatella Massarelli.

Area Orlando In realtà, da quanto è dato capire nel ribollire magmatico delle componenti interne al Pd, coloro i quali avevano sostenuto la candidatura – poi perdente – del dottor Pardini alla segreteria comunale ternana, ovvero quelli che sostanzialmente si riconoscevano nell’asse Rossi-Brega, si sarebbero “disassati” post congresso comunale: in parole povere, Rossi e i “suoi” fanno capo, a livello nazionale, alla corrente di Andrea Orlando e alla nascitura associazione Dems (Democrazia e Società, cioè la minoranza non renziana) e segnano un qualche distacco o distinguo da Pardini in sede locale. All’area Orlando fa riferimento anche il sindaco Di Girolamo che però al congresso comunale ternano aveva votato per la candidata Sara Giovannelli, poi risultata la nuova segretaria cittadina del partito. Insomma, la bussola non basta. Neppure il Garmin.

Interviene Pardini A riprova di una certa spaccatura e di un voto in direzione comunale tutt’altro che unitario (contravvenendo agli auspici contenuti nel documento stesso), interviene nella serata di mercoledì lo stesso Pardini. Inequivoco e duro: “La Direzione di lunedì non ha proposto alcuna riflessione politica sulla situazione del Comune di Terni. Le dimissioni del capogruppo sono state semplicemente e molto sbrigativamente stigmatizzate,senza che vi sia stata una minima considerazione di merito. La relazione sulla situazione economica non ha aggiunto nulla a quanto già noto e di domino pubblico. Nessuna prospettiva è stata delineata per il governo della città. A quel punto, alcuni di noi hanno ritenuto inutile restare e soprattutto votare un documento sul nulla. Qui non è più questione di orlandiani, renziani o altro. Preoccuparsi delle singole personali collocazioni è semplicemente ridicolo ed anche un poco triste. Qui, se non si fa qualcosa, tra non molto non esisterà più il PD”.

Ecco il testo integrale del documento finale della direzione comunale del Pd ternano:

Le azioni intrapreseLa Direzione comunale del PD di Terni, in un clima attento e partecipato, con molteplici contributi al dibattito, ha ritenuto positive tutte quelle iniziative poste in essere dall’amministrazione comunale, quali la firma del Piano periferie con il presidente Gentiloni per riqualificare alcune aree della città e il percorso dell’Area di crisi complessa con la Regione dell’Umbria, ed ha chiesto in via prioritaria di consolidare e terminare gli altri investimenti strategici per la nostra città, in particolare la realizzazione del palasport e gli interventi previsti in Agenda urbana per la digitalizzazione del centro città.

Debiti fuori bilancio e piano riequilibrio In questo contesto, premesso che la ricognizione dei debiti fuori bilancio, in analogia con simili situazioni di altre amministrazioni pubbliche, fa rilevare un quadro debitorio ereditato da gestioni precedenti, si è scelto di percorrere l’unica strada, con responsabilità e trasparenza amministrativa, di ricorrere ad un piano pluriennale di riequilibrio finanziario per mettere in sicurezza la situazione economica dell’ente.

Rapidità, Farmacie, Ater Allo stesso tempo, proprio in ragione dei provvedimenti previsti nel piano, la direzione comunale ha chiesto di adottare con decisione e rapidità le misure previste nel piano di riequilibrio, con particolare riferimento alla urgente pubblicazione del bando per la cessione, improcrastinabile, delle quote di Farmacie Terni, alla urgente definizione degli impegni assunti dall’Ater nell’ambito del patto per lo sviluppo e all’approvazione di tutti gli altri atti propedeutici per la realizzazione dello stesso.

Fondo di rotazione? Inoltre, consapevoli che tutto ciò sia necessario ma ancora non sufficiente, si ritiene di proseguire, da un lato l’azione di risanamento economico e finanziario, anche attraverso un’eventuale intervento integrativo del piano attuale (il riferimento è al possibile ricorso al fondo di rotazione, ndr?) e dall’altro occorre sviluppare un lavoro teso a migliorare e diversificare le misure previsionali del prossimo bilancio, con particolare riguardo a politiche di redistribuzione del reddito, socialità e crescita sostenibile.

Richiamo all’ unita interna, confronto con la città La direzione comunale seguirà con attenzione e partecipazione questo percorso, certi di uno spirito unitario nel partito e nel gruppo consiliare. Il Partito Democratico, infine, aprirà un confronto, in un rapporto di ascolto e proposta, con la cittadinanza attiva nelle sue molteplici articolazioni e con quelle forze politiche che insieme a noi vorranno affrontare le sfide attuali e future di Terni“.

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Andrea Giuli
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