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Pd Terni, durissimo documento di un gruppo di renziani: “Partito al punto più basso”

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Pd Terni, durissimo documento di un gruppo di renziani: “Partito al punto più basso”

Andrea Giuli
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La sede del Pd di Terni

TERNI – Dopo i contributi dei giorni e settimane scorse, dopo scenari e ipotesi di candidatura, il dibattito precongressuale all’interno del partito democratico di Terni prosegue.

Nuovo documento Giovedì mattina, un gruppo di iscritti e militanti del Pd ternano, compresi alcuni nomi noti di ex assessori, prendono pubblica posizione (peraltro, durissima verso l’attuale classe dirigente politica e amministrativa del partito locale), con un proprio documento programmatico, in vista dell’ assemblea congressuale del partito che dovrà scegliere il nuovo segretario comunale. Eccone il testo integrale, a firma di Stefano Bufi, Sergio Filippi, Yari Lupattelli, Folco Napolini, Giannini Iannotti, Marco Malatesta, Roberto Pizzotti e Cristiana Romani.

“Il partito che vogliamo. Un partito deve essere innanzitutto una comunità di persone che si ispirano a valori condivisi, l’etica politica, la democrazia, la libertà, il progresso sociale e civile, la solidarietà, la giustizia sociale e che, a partire da questi valori, si confrontano su posizioni politiche, posizioni che poi la classe dirigente ha il compito di portare a sintesi per esprimere un modello di società e per progettare il futuro della città e del territorio. Il partito dunque come strumento per affermare le proprie idee, non come fine totalizzante dell’azione politica.
Il PD ternano negli ultimi anni si è allontanato da questo modello, per essere invece simile ad un agglomerato di gruppi e di personalismi tutto rivolto al proprio interno, e pertanto non è riuscito ad esprimere idee e progetti forti per la comunità locale ed è stato pressochè assente sui grandi temi pubblici, dedicandosi prevalentemente alla gestione dell’esistente.
Il PD ternano deve fare qualche passo indietro sul terreno della gestione e molti passi avanti sul terreno della ideazione politica.
Il PD ternano deve dotarsi di un gruppo dirigente qualificato, autorevole e autonomo, composto da persone mosse prima di tutto dalla passione politica e dall’amore per la città, capace di un’elaborazione politica di lungo respiro che guardi all’interesse generale.
Un gruppo dirigente che, avendo come riferimento primario l’esito del congresso nazionale che ha visto la larga affermazione dell’idea renziana, verifichi se ci sono le condizioni per superare al proprio interno sterili divisioni e articolazioni spesso strumentali, partendo dalla consapevolezza del basso livello di credibilità raggiunto presso l’opinione pubblica cittadina e della necessità di un arduo lavoro di recupero, e mirando ad aggregare tutte quelle persone di livello e di spessore, interne e anche esterne al partito, che si dichiarino disponibili per una rinnovata azione culturale e politica.
Un partito insomma che premi la qualità delle persone e non la mera appartenenza a questo o quel gruppo.
Un partito che faccia politica avendo come obiettivo il benessere e la crescita della comunità ternana, un partito che sappia far valere gli interessi della città a Perugia e a Roma, un partito che sappia far coincidere i propri pur legittimi interessi di parte con l’interesse generale, dimostrando così di essere a pieno titolo “classe dirigente”, perché solo una vera classe dirigente sarà in grado di risollevare le sorti della città.
Perché il contesto nel quale questo rinnovamento si deve calare è quello di una città che oramai da diversi anni è in crescente difficoltà, impoverita, sfiduciata, ripiegata su sé stessa, incapace di far emergere e valorizzare le risorse e le eccellenze che pure possiede; in questo periodo le classi dirigenti cittadine non hanno dato grande prova di sé , in primis quella politica e amministrativa, che, pur nelle ristrettezze che caratterizzano l’azione dei comuni italiani, sta tentando di gestire una situazione economica particolarmente difficile e non riesce ad essere progettuale, faticando oltre misura a dare risposte alla città.
In questo quadro il PD deve innanzitutto aprirsi al dialogo e al confronto, interno ma soprattutto esterno, tornando a parlare con tutti quegli ambienti, istanze, associazioni, organizzazioni che costituiscono l’ossatura e il tessuto connettivo della città; deve riprendere il contatto oggi indebolito con tutti i cittadini, e non solo con gli iscritti, per altro pur essi trascurati, valorizzando e reinterpretando in chiave moderna il ruolo dei circoli; deve favorire in città il pluralismo sociale ed economico, stimolando e incoraggiando il protagonismo di cittadini e imprese.
Il partito che uscirà dal congresso di novembre dovrà elaborare un’idea complessiva di città, partendo dalla consapevolezza che su molti fronti la città è scivolata in basso – uno su tutti il decoro e la qualità urbana – ed è in ritardo nella elaborazione di strategie che la rendano competitiva.
L’idea complessiva della città dovrà guardare ad un orizzonte temporale di dieci/quindici anni e dovrà fare perno su alcuni temi principali:
– Creazione di lavoro, sostegno al tessuto produttivo, promozione di attività innovative.
– Promozione e qualità sociale, sicurezza, integrazione, contrasto alle diseguaglianze.
– Progetti di sviluppo integrato sugli assi cultura, turismo, servizi, industria innovativa e “green”, che configuri un nuovo orizzonte di sviluppo per un territorio che deve attrezzarsi per essere in futuro autonomo dall’industria tradizionale.
– Valorizzazione del ruolo territoriale della città, tramite il riequilibrio delle province umbre e tramite il ruolo di porta di tutta l’Umbria verso Roma, nonché baricentro di un sistema territoriale trasversale dell’Italia di mezzo.
– Miglioramento delle condizioni ambientali, sotto gli aspetti della qualità dell’aria, della gestione dei rifiuti, della vivibilità e del verde urbano.
– Qualità dell’ambiente cittadino, declinato sui temi della manutenzione e del decoro urbano, della mobilità sostenibile dei cittadini e delle merci.
Il PD ternano dovrà intendere questo scenario non come sommatoria di elementi separati, ma come un insieme di priorità che devono dar vita ad unico progetto integrato.
Su tale progetto il PD dovrà selezionare e promuovere la classe dirigente di rappresentanti nelle istituzioni nazionali e di amministratori locali che nei prossimi anni si presenterà ai cittadini e chiederà loro il mandato per guidare la città a riprendere il suo cammino nella contemporaneità e nella modernità”.

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Andrea Giuli
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